Logo

Temi del giorno:

La logistica cresce (non solo attorno a Brebemi): l’anno scorso 11 richieste di nuovi poli

Insediamenti sparsi su tutto il territorio, dall’hinterland aeroportuale alle valli. La Provincia: “Ora governare il comparto. In gioco la questione ambientale, ma anche il lavoro e il sociale”

Bergamo. “Quella della Logistica, nella Bergamasca, è una questione assai delicata e strategica. Che ha numerosi risvolti: da quello occupazionale a quello ambientale, da quello economico a quello sociale. È importante analizzare e leggere i fenomeni in corso, per orientare con consapevolezza lo sviluppo e perseguire il nostro obiettivo di un Territorio competitivo e sostenibile”. Così Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo, durante l’intervento di martedì mattina, nelle battute finali dell’incontro indetto dalla Provincia di Bergamo per restituire ai vari stakeholders presenti in Sala Olmi (dal vicesindaco del capoluogo ad alcuni assessori e consiglieri provinciali, dal Rettore accompagnato da alcuni colleghi dell’Università, dai massimi vertici camerali a quelli delle principali istituzioni imprenditoriali) una prima rendicontazione in merito al lavoro affidato al Centro studi ‘Lelio Pagani’ sul rapporto tra Logistica e Territorio bergamasco (qui le slide e il report completo).

Lavoro finalizzato a tracciare lo stato dell’arte di un settore che, cresciuto enormemente da inizio millennio ad oggi, “va governato e non subìto” come più di uno degli intervenuti, nel momento aperto ai contributi del pubblico, ha sottolineato. E, per dare un’idea di cosa rappresenti la Logistica in Bergamasca, Fulvio Adobati – direttore del Centro studi territoriali intitolato al prof. Pagani – ha snocciolato un po’ di numeri. “Stando ai dati Nomisma di fine 2022 – ha cominciato – in provincia sono state censite 2.248 realtà locali. A farla da padrone (1.695 unità) quelle che operano nel Trasporto merci su strada abbinato ai Servizi di trasloco. A centinaia di lunghezze (314 unità) seguono le attività postali in combine con le attività di corriere. In terza posizione, troviamo le Attività di supporto ai trasporti (150). Negli ultimi gradini, 87 attività di magazzinaggio e 2 sole riconducibili al Trasporto ferroviario di merci”.

Grande, poi, l’eterogeneità non solo per specializzazione delle attività, ma anche per anzianità aziendale. “Il 68% delle società attive è nato dopo il 2000: il 26% nella prima decade del nuovo secolo, il 35% nella seconda”. Grande variabilità, inoltre, anche per quanto riguarda il numero degli occupati: “Le imprese che contano fino a 9 addetti, rappresentano l’82,7% del totale; quelle fra 10 e 49 il 14,2%; quelle con personale compreso fra i 50 e i 249 addetti il 2,6% e solo lo 0,5% quelle con più di 250 addetti”. Insomma, micro e Pmi per il 99,5%.

“La Logistica è robusta e consolidata. Ed è caratterizzata da una grande eterogeneità che dà vita ad un tessuto imprenditoriale dinamico e vitale” ha sintetizzato Adobati. Che ha poi aggiunto: “Contestualmente, abbiamo notato la presenza di insediamenti contraddistinti da dimensioni molto variabili, che generano impatti differenti nei contesti in cui sono localizzati”.

La Logistica bergamasca è la tessera di un puzzle più ampio (la cosiddetta Regione Logistica Milanese, che ha nel Novarese il suo avamposto occidentale, a Varese e Como – insieme a Bergamo quello settentrionale, nel Bresciano l’estremo avamposto orientale e nel Piacentino quello meridionale) che conta quasi 100 mila imprese (che danno lavoro ad un milione e mezzo di addetti) e che nel 2019 ha generato un giro d’affari aggregato per circa 85 miliardi: il 9% del Pil italiano.

 

“La qualità dei servizi e la capacità di soddisfare le esigenze dei clienti, da parte delle imprese della Logistica, dipendono – si legge ancora nel report presentato in Provincia – dalla dotazione di infrastrutture di un territorio, dalla pervasività e dalla portata delle sue reti oltre che dall’accessibilità dei suoi nodi”.

Altre recenti ricerche hanno messo in evidenza come la Logistica sia un settore profondamente cambiato, di pari passo con le mutazioni sociali, culturali e tecnologiche (in particolare per via della diffusione dell’e-commerce) che hanno alterato le pratiche di produzione e consumo dei Paesi occidentali.

Inoltre, altre dinamiche globali (pandemia in testa, seguita dal costo delle materie prime e dall’innalzamento del costo dei combustibili fossili) hanno ulteriormente influito e stimolato la trasformazione del settore, con un conseguente riverbero sul territorio delle pressioni derivanti dalla sua crescita. “Palesatosi – come ha evidenziato in apertura dei lavori, il presidente della Provincia Pasquale Gandolfi – nell’esponenziale richiesta di trasformazione di superfici medie e grandi della Bassa, in aree da destinare alla Logistica”.

Un argomento cui anche Chiara Drago – consigliera delegata alla Pianificazione urbanistica e Pianura, oltre che sindaca di Cologno al Serio – è comprensibilmente sensibile: “Nel biennio 2019-2020 – illustra – sono arrivate al servizio Pianificazione territoriale 9 istanze per un totale di 138 ettari; nel 2021-2022 11 per un totale di 104 ettari, e altre 4 ancora non definite per almeno circa 41 ettari. Le trasformazioni richieste vanno comprese e gestite nel migliore dei modi. Non sono un destino irreversibile. Le scelte fatte cambieranno il territorio. Non è
soltanto in gioco la questione ambientale, ma anche il lavoro e il sociale”.
Altre 4 filiere devono ancora insediarsi e sono in fase di realizzazione. Riguardano un centro intermodale, uno per la produzione di materie prime e rifiuti (su 56 già attivi), uno per la grande distribuzione organizzata (su 12 già attivi) e uno per l’e-commerce (su 4 già attivi).

I principali insediamenti della logistica presenti sul territorio si sviluppano fondamentalmente su 8 ambienti (A4 Est , A4 Ovest, Aeroporto, BreBeMi, Francesca, Isola, Valle Brembana, Valle Seriana).  Ad esclusione delle aree montane, meno servite dal sistema infrastrutturale, lo studio rileva una relativa distribuzione delle strutture di logistica su tutto il territorio, con una maggiore intensità nell’ambito della pianura e, in particolare, lungo gli assi autostradali e del trasporto veicolare privato. Altri ambiti di localizzazione sono le valli, soprattutto la Val Seriana, e alcune aree dell’Isola bergamasca.

Se integriamo questa lettura con quella di scala regionale, è evidente che vi sono ambiti di addensamento lungo la A4, sia in direzione Milano che Brescia, lungo la A35, e anche intorno alla SP 122-Francesca. Per non parlare del segmento Ovest dell’A4, secondo solo a BreBeMi in termini di attrattività di centri di distribuzione. Altro ambiente insediativo vigoroso è quello dell’aeroporto, dove si segnala il ruolo dei corrieri (il 46,7% delle strutture di questo tipo è localizzato entro questo perimetro), e quello degli operatori postali (18,5% del totale provinciale).

Preoccupazioni per un ulteriore sviluppo della Logistica sono state espresse, con grande pacatezza, sia da Paolo Falbo, del Circolo Legambiente Serio e Oglio sia dal rappresentante di Confagricoltura. Meno pacatamente, intanto, davanti all’ingresso di via Sora si è radunato un gruppetto di lavoratori, dipendenti di cooperative che operano nella Bassa. Il presidente Gandolfi li ha incontrati ed ascoltati, anche per stemperare la tensione. Ma non c’è dubbio che la tematica è assai dilaniante.

A marzo, secondo incontro per tirare le somme dello studio. Poi, le parti in causa dovranno iniziare a confrontarsi operativamente sulle iniziative da mettere in campo, per “governare” il comparto.