Il decreto
|Caro Benzina: tetto al costo in autostrada e obbligo di esposizione del prezzo medio
Il governo prova a correre ai ripari: i costi elevati impediscono un nuovo taglio delle accise, si lavora sul contrasto alla speculazione
Un tetto agli aumenti per i distributori di carburante lungo la rete autostradale e l’obbligo per ogni distributore di esporre, “con specifica evidenza”, accanto ai propri prezzi di vendita anche quelli medi a livello nazionale che verranno diffusi quotidianamente dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
È, in estrema sintesi, quanto stabilisce il decreto legge varato nella serata di martedì 10 gennaio dal Consiglio dei Ministri che, tra le altre misure, prevede che nel periodo gennaio-marzo 2023 il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti non concorra alla formazione del reddito da lavoro dipendente.
Per i gestori che non si allineeranno alle nuove disposizioni sono previste sanzioni, comminate dal prefetto, e in caso di recidiva si rischia anche la sospensione dell’attività per un periodo variabili da 7 a 90 giorni.
Per reprime sul nascere le condotte speculative, inoltre, viene rafforzato il collegamento tra Garante prezzi e Antitrust, e tra il Garante stesso e la Guardia di Finanza.
Chi si aspettava un nuovo taglio delle accise è rimasto quindi deluso ma, per bocca del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il governo ha spiegato il perchè: “Costa un miliardo al mese e quindi non si può fare”.
Il Ministero dell’Ambiente, diffondendo i dati dei prezzi della prima settimana del 2023, ha evidenziato come gli attuali aumenti rispetto all’ultima settimana del 2022 siano stati sostanzialmente dovuti alla mancata proroga del taglio delle accise: 16,8 centesimi al litro per la benzina e 16 centesimi per il gasolio.



