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In città per presentare la sua lista: “Sono stata in Valle Brembana. Mi impegnerò per la tangenziale sud e per l’ospedale di San Giovanni Bianco”

Bergamo.Letizia Moratti fa tappa a Bergamo, pronta a lanciare la candidatura sul territorio, sua e della sua lista. Location del lancio, la Trattoria di Giuliana, 80 anni di vita per un luogo di ritrovo della comunità bergamasca. Un tailleur bianco, con un sotto giacca verde, colori in linea con il simbolo della sua corsa elettorale, quella che la vuole, appunto, in veste di presidente dopo il voto del 12 e del 13 febbraio.

Ivan Rota, ex parlamentare, capolista della lista civica Letizia Moratti Presidente, apre la presentazione: “Quella per cui vogliamo lavorare non è una brutta Lombardia, anche se non possiamo permetterci di farla continuare a camminare sugli stessi binari di oggi. Per questa ragione, abbiamo costruito una lista giovane e dinamica, di qualità, a dimostrazione dell’impegno che desideriamo metterci. Partiamo così da Bergamo, per toccare poi le altre 10 province che concorrono a comporre la nostra regione”. A Rota il compito, poi, di presentare i componenti della lista: Massimo Lena, Matteo Saponaro, Federica Curiazzi, Annalisa Milesi, Attilio Galbusera, Gabriella Benigna, Riccardo Montanari, Cristina Borella, Lodovica Cattaneo e Ivan Rota. 

Dopo la presentazione della top ten, la parola a Letizia Moratti: “Viviamo un momento difficile, che ci ha visto soffrire di una pandemia e di una guerra, di una crisi energetica che tocca famiglie  e imprese e legami che si sono rarefatti. Abbiamo bisogno di riconnettere territorio e cittadini, ricreando senso di appartenenza e di comunità: questo è uno dei valori che voglio portare in questo mio percorso. Un ricongiungimento necessario per tutte le fasce di età, a prescindere dalle estrazioni sociali e dall’appartenenza culturale: questi i cardini dell’operato della nostra lista, composta da un mix di esperienza e freschezza, che mira a lavorare e a vincere per tornare ad essere orgogliosi di essere lombardi. Orgoglio, senso civico, passione e dedizione sono i fondamenti di un impegno che ci hanno permesso di tornare a crescere, anche e soprattutto nel periodo pandemico”.

Poi un’analisi squisitamente politica: “La Lombardia non cresce da più di dieci anni e, quando dico questo, mi piace anche sottolineare che non è vero che è tutto sbagliato. C’è qualcosa che va bene e qualcosa che va male: ci impegneremo, con determinazione, per migliorare quello che è perfettibile. Come? Partendo dal basso e ricostruendo i valori di attaccamento al territorio, dall’indice di competitività delle città che hanno un pil sotto la media nazionale, recuperando anche quelle 17mila imprese perse solo nell’anno scorso. Ho incontrato investitori stranieri che hanno dato disponibilità per investire mettendo sul piatto ben 1 miliardo di euro. Vorrei utilizzare queste risorse per affrontare e superare i problemi delle periferie, delle valli, per sviluppare e progettare  politiche di crescita, per sopperire alla denatalità, per aiutare le giovani coppie a crearsi una famiglia, per migliorare i servizi a disposizione dei cittadini, come ad esempio quelli legati al mondo dei trasporti e alle infrastrutture”.

E la chiusa sulla scelta di correre con una lista civica e non con il simbolo di un partito: “Ho preso questa decisione perché credo che ci consenta di intercettare meglio la popolazione, diversamente da quanto può fare un partito. Corro per vincere e ci metterò tutto l’impegno possibile. Lo stesso che ho messo stamattina quando, in visita in val Brembana, ho parlato con diversi sindaci che mi hanno riferito, in particolare, dei temi legati alla tangenziale Paladina – Villa d’Almè e al presidio medico ospedaliero di San Giovanni Bianco. Per me è fondamentale relazionarmi con il territorio, pensare ad una sanità di prossimità, cercare soluzioni ai problemi concreti della gente, come questi. Questo è quello che desidero fare”.