Il Babbo Natale di luce in Ucraina e quel sorriso di un bambino
Che gioia, vedere un bambino Ucraino accendersi il proprio Babbo Natale, fatto di luce. Che cosa chiederà questo bambino a quel Babbo Natale arrivato all’improvviso dall’Italia?
È nota a tutti come la situazione in Ucraina.
Anche in questi giorni di festa non sono stati risparmiati sofferenza e giorni di paura. Il pensiero corre verso le persone più deboli, in modo particolare ai bambini e agli anziani.
Certo i bambini hanno la priorità. Il primo posto nella considerazione del dolore, consci che ogni sofferenza procurata a un solo bambino è una delle cose più terribili che, una persona, una società
una nazione, o più Nazioni possono fare. Premesso che la cosa più importante è più bella è nella vita l’infanzia.
Non conosco il dolore di un bambino colpito da bombardamenti.
Conosco i dolori di bambini in ospedale. So che questi paragoni potrebbero avere poco in comune tra loro. Una cosa è certa: la sofferenza di un bambino è una di quelle lacerazioni che tagliano l’anima e non danno riposo perché non trovano giustificazioni.
La sofferenza del bambino differentemente da quelle dell’adulto è che spesso è silenziosa, sommessa, a volte impercettibile. Un bambino non capisce il dolore che ha e non capendolo lo trattiene, non lo manifesta. Ho visto bambini in ospedale lacrimare davanti al dolore o rimanere in silenzio, quel silenzio che ti rompe dentro. Ho visto i loro sguardi impauriti e increduli. Increduli che gli adulti possano fare loro tanto male.
In mezzo a questo dolore provocato oggi, questa foto sembra tranquillizzarci.
Che bello. Che gioia, vedere un bambino Ucraino accendersi il proprio Babbo Natale, fatto di luce. Che cosa chiederà questo bambino a quel Babbo Natale arrivato all’improvviso dall’Italia? Che cosa chiederà di portargli per il nuovo anno? Quale desiderio esprimerà se non di poter trascorrere qualche momento con i suoi amici? O magari una sola giornata che inizi con sorriso e che termini con una buona notte. Una giornata fatta di cose semplici, quelle di tutti i giorni: alzarsi, fare colazione, andare a scuola, mangiare, fare i compiti, giocare, dormire, andare a letto e dire la preghiera della buonanotte.
Mentre questo bambino chiede a Babbo Natale la vita normale, fatta di cose che sembrano banali ma che, in determinati momenti della vita, diventano essenziali.
Mentre lui pensa e sorride al suo Babbo Natale di luce, è al caldo nella sua casa, che il padre ha costruito da solo per toglierlo dai bombardamenti della città. La mamma si è improvvisata manager
gestendo un paio di capre da cui ricavare il sostentamento per la famiglia con latte, formaggio e burro.
Il bimbo col Babbo Natale di luce ha un cane grande. Servirebbe per difendere le capre, ma il bambino preferisce giocare con lui in quanto più divertente: è il solo amico chi può avere.
Questo bambino si sente già felice di quello che ha e, forse, a Babbo Natale chiede solamente di stare coi propri genitori e con il suo amato cane. C’è da chiedersi se questo non è anche il desiderio di tanti bambini feriti o mutilati.
Desideri sospesi perché in tempo di guerra anche sognare è negato ai bambini.
Mentre questo bambino nella foto chiede a Babbo Natale una vita normale. Chiede cose che in altri momenti erano banali, mentre ora sono essenziali, come: mangiare, giocare, vivere.
Il sorriso di questo bambino col suo Babbo Natale di luce deve anche illuminare le nostre menti affinché tutti, ma proprio tutti, si voglia una sola cosa: la vita!


