Oggi, domenica 1° gennaio 2023, la Chiesa celebra la solennità di Maria Madre di Dio. Pubblichiamo la riflessione di don Massimo Massironi, salesiano
Iniziamo l’anno 2023 e la Chiesa Cattolica ci fa contemplare la bellezza di Maria che sta nel suo essere Donna di Dio e Madre di Dio.
Ella, però, come Madre di Dio non volle mettersi in mostra sul palcoscenico del mondo ma visse la sua umile missione nella storia della salvezza! Maria infatti non ha ricevuto il dono di Dio per sé sola, per il proprio vanto o merito, ma per portarlo nel mondo e donarlo agli uomini come il Bene della salvezza eterna! Questo nuovo tempo, allora, lo iniziamo nel nome di una Donna che è diventata Madre di Dio, discepola di Dio non per se stessa ma per il Bene degli altri e per la Pace di tutti! Maria è la donna della Pace, perché donna dell’Amore per Dio.
Maria è invocata, in tutto il mondo, regina della speranza e della pace perché è la Madre di Dio; lei non solo ha dato un volto umano a Dio, cioè l’ha generato, ma si è lasciata imprime il volto del Figlio nel suo volto. Maria ha accolto non solo fisicamente Gesù ma l’ha accolto nello scorrere del suo tempo, delle sue scelte e del suo vivere! Maria, donna di Pace, ci rivela che il segreto della Speranza e della Pace ricercata da ogni uomo è l’accoglienza di Gesù e della sua “buona notizia”. Gesù garantisce l’origine e il mantenimento della Speranza, della Pace e della Felicità in un nuovo anno! Maria, donna della Pace, apre il nuovo anno 2023 aiutandoci a riflettere e ad agire per la pace.
Gli eventi europei e mondiali di questi mesi hanno riportato alla nostra consapevolezza che dove c’è guerra e violenza non c’è pace e vita. La pace è certamente assenza di guerra. Abbiamo tutti negli occhi e nel cuore le immagini strazianti della violenza di cui è capace l’uomo quando si fa “signore tiranno” degli altri uomini andando a ledere la libertà e i diritti fondamentali. Quando il cieco egoismo afferra l’animo umano lo rende ladro e omicida degli altri uomini. Di fronte alla guerra ci siamo svegliati e il grido della pace si è elevato in questi mesi da molti luoghi e piazze del mondo manifestandosi, finalmente, in azioni concrete di solidarietà e accoglienza. Di fronte alla guerra siamo preoccupati ed intimoriti perché ci stiamo accorgendo che i soli sforzi umani di mediazione e di politica non trovano sempre la soluzione e così, finalmente, abbiamo anche iniziato a pregare Maria per la pace. Lui è Donna di Pace.
La pace, però, non è solo assenza di guerra. La pace deve essere un compito quotidiano perchè è un seme da coltivare giorno dopo giorno in un cammino di buona educazione alla pace. Maria, donna di Pace, ci indica il cammino di educazione alla pace. Educare alla pace vuol dire anzitutto coltivare il rispetto degli altri e delle loro opinioni, perchè a renderci unici sono le nostre diversità che vanno armonizzate insieme con ordine. Il rispetto delle nostre diversità passa quotidianamente attraverso la loro accoglienza, la loro valorizzazione e anche nel loro perdono. Abbiamo tutti bisogno di imparare a fare pace con noi stessi, con i nostri limiti, per poter perdonare ed accettare quelli degli altri; se non sappiamo perdonarci e chiedere il perdono non sapremo rispettarci nella pace.
Infatti non esistono perdono e salvezza nella guerra!
Maria, donna di Pace, ci ricorda che per educarsi alla pace è necessario che ognuno di noi impari di nuovo a valorizzare le piccole azioni che ci permettono di essere liberi e di rendere liberi gli altri: la libertà di essere sé stessi, di amare, di fare quello che possiamo, di scegliere ciò che fa stare veramente bene, di dire ciò che pensiamo dopo averlo pensato, o di stare in silenzio. Maria ci insegna ad essere insieme liberi, perché la nostra libertà inizia dove inizia la libertà degli altri!
Maria, donna di Pace, ci indica che la pace è “buona novella”, cioè per formarsi alla pace bisogna innamorarsi nuovamente della “buona cultura”. Avremo così la possibilità di dare il giusto peso a ciò che l’uomo ha già vissuto e costruito e potremo alimentare di nuovo il desiderio di spendere le nostre energie e il nostro tempo per creare e divulgare il buono, il bello, il sano e il vero utile anziché riproporre il male, l’inutile e la dannosa autodistruzione. La “buona cultura” è educazione alla sapienza, cioè a ciò che dà sapore e sapere agli uomini per creare e proteggere un futuro migliore e quindi di pace.
Maria, donna di Pace, ci annuncia che la pace si semina con il rispetto per gli altri, con il perdono, con le piccole azioni che ci rendono liberi insieme e con la buona cultura.
Maria, donna di Pace, ci annuncia che la pace è vivere in armonia con Dio e con gli uomini come fratelli di tutti: se l’uomo non è in pace con Dio, la terra stessa non è in pace. Solo se saremo insieme artigiani della pace la nostra storia potrà diventare una pace per tutti, nessuno escluso.
Maria, donna di Pace, interceda per noi e per la pace che noi dobbiamo desiderare e costruire.
*Don Massimo Massironi
Salesiano


