Bergamo
|Covid, volantino complottista sull’auto di un medico del Papa Giovanni. Lei risponde: “Vergognatevi”
La spiacevole sorpresa alla vigilia di Natale: “Nessun rispetto per i tanti morti. La medicina non si studia su internet”
Bergamo. Alla vigilia di Natale un medico anestesista rianimatore dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo ha ricevuto un regalo tutt’altro che gradito. Al termine del turno in corsia la donna, che preferisce rimanere anonima, come molti altri dipendenti della struttura ospedaliera cittadina si è trovata sul parabrezza della propria auto un volantino con teorie complottiste sul Covid.
“Sei sicuro che la nostra salute sia la loro priorità?”, la prima frase del foglietto, che suona come un attacco al personale medico. Uno schiaffo in faccia da parte di chi, a distanza di quasi tre anni dall’inizio della pandemia che ha spezzato parecchie vite nella nostra provincia, ancora si ostina a mietere dubbi sulle cure del virus, vaccini e non.
Sul dépliant lasciato da anonimi (che nemmeno hanno il coraggio di firmarsi) si fa riferimento poi alle fantomatiche terapie alternative. In particolare si legge che “la cura precoce con antinfiammatori avrebbe ridotto i ricoveri del 90%” (travisando uno studio del Mario Negri dell’agosto scorso che parlava di efficacia solo su forme lievi e moderate), e la chiusura dello scritto è laconica: “Siamo stati ingannati?”.
Parole che hanno mandato su tutte le furie la dottoressa, memore di quel drammatico 2020 vissuto in prima persona a cercare di salvare vite, che si è sfogata replicando con un post sui social:
“Ci sono talmente tante accuse scritte su questo volantino che non so da dove partire. Forse partirò da quel 23 febbraio quando da reperibile ho salutato la mia famiglia non sapendo esattamente a cosa sarei andata incontro. Quel pomeriggio, poi diventato notte, abbiamo accolto i primi pazienti Covid in terapia intensiva. Sono tutti deceduti nelle ore successive.
Abbiamo lavorato tutti come dei matti, per mesi, sacrificando il nostro tempo e mettendo a repentaglio le nostre famiglie per riuscire a curare i nostri pazienti al meglio delle nostre possibilità. Abbiamo impiegato tutte le conoscenze scientifiche per riuscire a salvare più persone possibili.
Abbiamo dato telefonicamente brutte notizie ai parenti dei più gravi; non potevano in alcun modo stare vicino ai propri cari proprio in quei momenti in cui ne avrebbero avuto più bisogno. Li abbiamo sentiti sconsolati, arrabbiati, tremanti e piangenti. A volte abbiamo pianto anche noi.
Mi chiedo però dove fossero in quei momenti le persone che hanno pensato, scritto, stampato e poi apposto sui parabrezza di tutte le auto parcheggiate in ospedale questa indecenza.
Vergognatevi voi che nulla sapete, non solo di medicina (che non si studia su internet) che è la cosa che mi scandalizza meno. Dovete vergognarvi perché non avete il minimo rispetto delle Persone. Di tutte quelle che il Covid ha portato via, di tutte quelle che sono rimaste ma che hanno perso tutto, di tutte quelle che ogni giorno in scienza e coscienza hanno fatto del loro meglio per farci tutti uscire da quel casino”.






