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Monte Saresano, on. Dori (AVS): “Il Ministero dell’Ambiente chiede informazioni alle autorità locali”

L’onorevole bergamasco: “A pochi giorni dal deposito di due nuove interrogazioni sulla frana del Monte Saresano, il Ministero dell’Ambiente ha già chiesto informazioni a Regione, Provincia di Bergamo e Comune di Tavernola”

Bergamo. “Ho depositato due nuove interrogazioni al Ministero dell’Ambiente per chiedere al Governo i fondi per la messa in sicurezza del Monte Saresano e per chiedere una verifica da parte del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri al fine di evitare che possa verificarsi un disastro ambientale irreversibile nel lago di Iseo – afferma l’onorevole bergamasco Devis Dori di Avs -. Come noto, poche settimane fa Regione Lombardia ha disposto uno stanziamento di oltre 4 milioni di euro per le opere di mitigazione della frana del Monte Saresano. Tuttavia, un anno fa, in risposta a una mia interpellanza alla Camera, il Ministero della Transizione ecologica aveva affermato che la Regione aveva stimato in circa 15 milioni il costo totale dei lavori. Mancano quindi all’appello ancora oltre 10 milioni, sempre che i costi non lievitino”.

“Lo stesso Ministero aveva inoltre chiarito nell’aprile 2021 che il presupposto per lo stanziamento di fondi statali fosse l’inserimento da parte di Regione Lombardia del progetto di intervento all’interno del Rendis (Repertorio nazionale per la difesa del suolo). A oggi, invece, sul Rendis non risulta presente alcun progetto, nonostante il Ministero avesse riferito dell’inserimento nel Rendis di dati preliminari relativi agli interventi di mitigazione del rischio frana. Nel frattempo auspico che tra Regione e Ministero ci sia stata una costante interlocuzione altrimenti, mentre la popolazione continua a trovarsi in pericolo, avrebbero perso tempo prezioso”.

“È bene ricordare che l’attività estrattiva sul Monte Saresano da parte di Italsacci sta tuttora proseguendo. Non più con le cariche esplosive, ma con martelli demolitori; quindi in modo meno impattante, ma pur sempre a distanza di poche centinaia di metri dalla frana. Eppure, anche se nessuno ne parla più, la frana è in continuo movimento”.

“Mentre la frana continua a incombere sul lago di Iseo, non dimentico il lavoro svolto nella scorsa legislatura nelle Commissioni congiunte Ambiente e Difesa alla Camera. Durante le audizioni il professor Crosta dell’Università Milano-Bicocca affermò che la frana, nella sua caduta, avrebbe colpito circa la metà del cementifico portando con sé il materiale lì stoccato, mentre il professor Tinti dell’Università di Bologna dichiarò che l’onda ‘riflessa’   provocata dalla caduta della frana nel lago, avrebbe investito l’intera area del cementificio. Questo significa solo una cosa: il materiale stoccato presso il cementificio, anche qualora non venisse direttamente investito dalla frana, sarebbe comunque trascinato nel lago dall’onda di ritorno, con un sicuro irreparabile danno per la flora e la fauna lacustre. Sappiamo infatti che presso il cementificio sono stoccati materiali, necessari per la produzione, che potrebbero compromettere in modo irreparabile il lago di Iseo, con un danno non solo ambientale, ma anche per il turismo e per l’economia dell’intero Sebino”, continua Dori.

“Per questo motivo ho chiesto al Ministero se intende promuovere una verifica da parte del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri al fine di evitare un possibile disastro ambientale nel lago di Iseo. Sono stato informato che il 13 dicembre scorso il Ministero ha segnalato la mia interrogazione a Regione Lombardia, alla Provincia di Bergamo e al Comune di Tavernola, per acquisire informazioni. Quanto succede nel nostro Paese, con continui disastri, spesso provocati da frane, dovrebbe fungere da monito e imporre l’adozione di un criterio di prudenza. Regione Lombardia invece continua a prendersi la grave responsabilità di consentire la prosecuzione dell’attività estrattiva sul Monte Saresano, mentre potrebbe decidere di revocare le concessioni minerarie”, conclude.