Infiltrazioni mafiose, Dalla Chiesa: “Attenzione all’aeroporto di Orio e alle valli bergamasche”
Il procuratore Chiappani: “Le interdittive antimafia erano un ottimo strumento per arginare il fenomeno, peccato la legislazione le abbia modificate”
Bergamo. “L’aeroporto di Orio al Serio e le valli potrebbero essere due punti sensibili per le infiltrazione criminali in Bergamasca”. L’avvertimento arriva direttamente da Nando Dalla Chiesa durante la presentazione del monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia, redatto dall’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università degli Studi di Milano.
Giovedì sera il noto sociologo ha esposto le sue osservazioni sul nostro territorio nella sala consiliare del Comune di Bergamo, alla presenza del procuratore capo Antonio Chiappani, dell’assessore Marzia Marchesi e dei rappresentanti delle Forze dell’ordine cittadine.
“Nel rapporto ci sono numeri importanti – le parole di Dalla Chiesa – che però non riescono a esprimere davvero quella che è la presenza mafiosa. Alla provincia di Bergamo, così come a quella di Brescia, in una scala che va da 1 a 5 partendo dal più critico, abbiamo assegnato un valore di 3, ma siamo stati indecisi sul 2. Ciò significa che non c’è ancora una colonizzazione della zona, ma comunque la presenza è ben radicata”.
“Ma quali sono le località di Bergamo che chiedono più attenzione? Non è una città di confine, non ha una straordinaria forza di attrazione turistica – l’intervento dell’esperto, riportato nel video qui sopra – , quindi credo che siano le valli per le opportunità logistiche che danno, e l’aeroporto di Orio al Serio con l’esplosione di traffico che ha avuto negli ultimi anni. Quando le opportunità sono molte, è facile che anche i varchi lo siano. I controlli quindi devono essere molto rigorosi”.

Parole ascoltate con interesse dal procuratore Chiappani: “Ringrazio il professor Dalla Chiesa per la lezione e per i consigli che di sicuro terremo in considerazione. Uno strumento forte per evitare questo tipo di radicamento, così lo definirei più che infiltrazioni, erano le interdittive. Qui la legislazione ha modificato la procedura e adesso occorre l’avviso e il soggetto ha la possibilità di difesa. In pratica non ha più l’efficacia di prima, quando si dava un segnale importante. Peccato per questo cambiamento che ci limita parecchio”.

