Martina Omacini, un talento del rally in Val Brembana: è miglior navigatore Under 18 in Italia
Ha vinto il Rally Italia Talent nella sua categoria. Una passione trasmessa da papà Enken: “Già quando era piccola la portavo con me alle gare”
Dossena. Martina Omacini ha 17 anni, vive a Dossena e ha una grande passione per i motori. Le è stata trasmessa da papà Enken, che tra il 2005 e il 2016 si è cimentato in diversi rally come navigatore, ottenendo anche discreti piazzamenti. E anche lei potrebbe aver trovato nel rally una strada per il suo futuro.
Ha sicuramente iniziato con il piede giusto, visto che mercoledì 7 dicembre ha vinto il premio come miglior navigatore al Rally Italia Talent per la categoria Under 18. L’evento si è tenuto a San Vendemiano, in provincia di Treviso, dove si trova il Centro Academy Eta Beta, un centro di simulazione sportiva tra i più grandi in Europa, a cui si è appoggiata Rally Italia Talent per fare queste prove pratiche e teoriche, condotte da istruttori navigatori come Gigi Pirollo, Giovanni Bernacchini e Roberto Mometti.
Martina studia all’istituto tecnico Natta, ma aspira a lavorare nel mondo motoristico, per il quale ha da sempre avuto una grande passione: “Già a 14 anni ha voluto fare la patente per il motorino: pensavo volesse uno scooter, invece ha voluto il Super Motard 50”, racconta papà, “sua sorella Gaia ha 4 anni di meno ed è completamente opposta a lei…”.
“La sua passione per il mondo del rally è nata da me: la portavo dietro sin da quando era piccola e a volte la facevo salire in macchina. Quando hanno aperto le iscrizioni del Talent l’ho subito iscritta: poi come va, va”.

“Ha percepito tante cose da me quando le ho spiegato tutti i vari passaggi, come la visione del roadbook, la cartina che indica il percorso. In tv si vede magari dalla cameracar che il navigatore legge le indicazioni al pilota, ma è molto più di questo: organizza gli spostamenti, le tappe. Controlla e detta i tempi dell’intera gara”.
La selezione regionale si è svolta all’Autodromo di Monza a luglio e Martina è stata selezionata tra 39 ragazzi e ragazze tra le varie categorie, come navigatore: “Quando ho provato a iscriverla l’1 gennaio c’erano già 1300 persone…”.
“Nelle prove pratiche è stato chiesto di fare uscite su strada, ma ai navigatori era chiesto di dare tutte le informazioni agli esaminatori, oltre che dettare le note al pilota”.

Un lavoro che richiede anche nervi saldi e capacità di esprimersi con le parole giuste al momento giusto: “Bisogna saper gestire le proprie emozioni, altrimenti c’è il rischio di mettere l’equipaggio in agitazione, ma c’è anche bisogno di alzare il tono”.
“Vincere al Talent è stato un grande biglietto da visita: siamo in attesa di capire come andranno le finali dei piloti nelle varie categorie. Martina ora la licenza non la può avere essendo maggiorenne, ma vincendo può andare a Roma al centro Csai e avere una vera e propria formazione al centro sportivo”.
“A quest’età bisogna partire col piede giusto, avere le conoscenze di questo sport. Nel momento in cui si riconosce un piccolo talento poi si prova a svilupparlo, ma senza bruciare le tappe e senza montarsi la testa”.
Il primo passo, comunque, è già stato grande.


