Sospetta corruzione dal Qatar: fermato a Bruxelles anche il bergamasco Antonio Panzeri
L’ex europarlamentare e segretario generale dell’organizzazione internazionale dei sindacati Ituc è nato a Riviera d’Adda, Comune soppresso nel 1970 e sostituito dagli attuali Medolago e Solza
Corruzione internazionale dal Qatar. È l’ipotesi di reato con cui Antonio Panzeri, ex europarlamentare e segretario generale dell’organizzazione internazionale dei sindacati Ituc, è stato fermato insieme ad altre tre persone di origine italiana dalla polizia a Bruxelles.
Gli inquirenti sospettano che un Paese del Golfo, senza specificare quale, abbia tentato di influenzare le decisioni economiche e politiche del Parlamento europeo. Secondo il quotidiano Le Soir, che ha lanciato la notizia, il Paese in questione sarebbe l’emirato del Medio Oriente dove si stanno svolgendo i mondiali di calcio.
Panzeri, 67 anni, è originario di Riviera d’Adda, Comune soppresso nel 1970 e oggi sostituito da Medolago e Solza. È stato eurodeputato per tre mandati, dal 2004 al 2019. Membro della direzione dei Ds, è stato eletto all’Eurocamera nella lista Uniti nell’Ulivo ed è stato riconfermato a Strasburgo alle Europee del 2009. Nel 2014 è stato eletto eurodeputato una terza volta, nelle liste del Pd ma nel 2017 ha lasciato i Dem per aderire ad Articolo I. All’Eurocamera ha ricoperto diversi incarichi ed è stato, tra l’altro, presidente della sottocommissione dei diritti umani.
Il tribunale federale belga ha confermato il suo fermo. Nelle prossime 48 ore il giudice istruttore potrebbe decidere di spiccare eventuali mandati d’arresto. Nell’ambito dell’azione avviata stamane, 9 dicembre, la polizia ha effettuato anche 14 perquisizioni. A Bruxelles, a casa di Panzeri – sempre secondo quanto scrive Le Soir – gli inquirenti avrebbero trovato 500 mila euro in contanti.
Il Mandato di arresto europeo (Mae) dal Belgio è stato eseguito venerdì (9 dicembre) a Calusco d’Adda, dove Panzeri ha ancora casa. Nell’indagine di Bruxelles, che vede coinvolto l’ex eurodeputato, sono state fermate la moglie Maria Colleoni, di 67 anni, e la figlia Silvia, di 38. Lì, a quanto pare, si trovava la moglie quando i carabinieri hanno consegnato il Mae, che dispone il carcere. La figlia, invece, è stata rintracciata.





