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Servono specialisti sulla sostenibilità, sulla digitalizzazione, sul trattamento e la comunicazione dei dati, sull’energia e logistica, ma per le imprese è diventato fondamentale il saper trattenere le risorse

Ranica. “Competitività sostenibile”, un binomio possibile. “La competitività – spiega Giovanna Ricuperati, da fine giugno presidente di Confindustria Bergamo – è essenziale per la crescita. La sostenibilità è essenziale per rimanere competitivi”.

Ed è proprio questo il motivo per cui “Competitività sostenibile” è stato scelto sia come titolo per l’Assemblea Generale 2022 di Confindustria Bergamo (ospitata lunedì 5 dicembre nella sede della Tramvie Elettriche Bergamasche Spa) sia come sintesi estrema del programma di mandato quadriennale della nuova giunta.

Questa, dunque, è la via che l’associazione che riunisce circa 1.200 imprenditori bergamaschi ha deciso di imboccare. “A chiederlo – ha spiegato la presidente – è la clientela internazionale”.

“Come sappiamo – ha aggiunto Ricuperati durante l’intervento svolto nell’hangar della Teb – non dobbiamo più rispondere solo delle nostre azioni, ma anche di quelle di tutte le aziende della nostra filiera di fornitura. Per questo, restare competitivi chiede di diventare sostenibili. L’alternativa è uscire dal mercato”. “Vale per tutti noi, per le nostre imprese, ma anche per il nostro territorio. Non esistono aziende competitive in un territorio non competitivo”, ha ricordato citando Andrea Pontremoli.

Se questa è una strada obbligata, come si devono amalgamare competitività e sostenibilità? Meglio, come si può dare vita ad un modello di competitività sostenibile? “Confindustria Bergamo – ha detto Ricuperati – punta su azioni e direzioni di sistema: Attrattività, Cultura, Infrastrutture, Filiere, Innovazione ed Energia”.

Ma, da sole, non basteranno. Ancor più cruciali saranno gli aspetti relativi a persone e relazioni: “L’urgenza sulle competenze è conclamata. Servono specialisti sulla sostenibilità, sulla digitalizzazione, sul trattamento e la comunicazione dei dati, sull’energia, sulla logistica. Servono percorsi a più livelli, dalle Superiori all’Università, alla formazione permanente”. In questo contesto, ha auspicato Ricuperati, un ruolo di ‘ponte’ dovrà essere rivestito dagli istituti tecnici.

Dopo aver indicato problemi e possibili soluzioni, la presidente ha rilanciato: “Possiamo immaginare – ha chiesto alla platea – un ‘Polo’ delle competenze, hard e soft, in continua simbiosi, tra accademia e pratica, lungo tutto l’arco della vita lavorativa?”. Una domanda legata a doppio filo alla considerazione fatta immediatamente dopo: “Se sviluppiamo la formazione delle risorse, dobbiamo anche pensare a come trattenerle in azienda”. In che modo? Trasformando, per esempio, il contratto di lavoro in uno strumento di competitività e sostenibilità.

Temi importanti, su cui la classe imprenditoriale bergamasca già da oggi è chiamata a riflettere. Ma le sollecitazioni della presidente Ricuperati non si sono fermate qui. “In un mondo sempre più smart, che si avvicina velocemente al metaverso – ha detto – il nuovo lavoro chiama nuove regole di ingaggio, sperimentali, ben al di là delle pur giuste riflessioni sulla retribuzione, sui tempi e sugli spazi”. “È auspicabile – ha aggiunto – che arriviamo preparati a questi cambiamenti, seguendo non la logica dell’emergenza, come in questi anni, ma quella di un co-progettazione condivisa con le organizzazioni sindacali”.

Ulteriore riflessione: la competitività sostenibile investe sia il ruolo imprenditoriale sia la governance aziendale. Dunque “aprire la direzione ai manager e i Consigli di Amministrazione a figure esterne, porta solo valore oltre che risultati nella gestione e nella capacità di attrarre capitale finanziario buono e sano, per la crescita aziendale”.

Nel frattempo, l’azione di Confindustria Bergamo procede anche in altre direzioni: dalla mappatura dei processi di M&A (merger and acquisition) realizzati in provincia (per analizzare gli effetti, sia sulle imprese sia sul tessuto economico del territorio) fino alla promozione di operazioni di ‘finanza sostenibile’.

A breve (dal 2025), inoltre, le imprese saranno gradualmente (dalle più grandi via via fino a quelle più piccole) chiamate a rendicontare gli investimenti in sostenibilità ambientale, sociale e di governance. “Per essere pronti – ha annunciato la presidente Ricuperati – col nuovo anno partirà un tavolo di lavoro trasversale, dedicato a queste tematiche”. Una strada già imboccata dall’associazione che, recentemente si è aggiudicata il premio ‘Best Performer’ dell’Economia Circolare 2022.

“Essere competitivi e insieme sostenibili – ha concluso Ricuperati – significa migliorarsi continuamente, avendo a cuore le generazioni future con l’obiettivo di lasciare in eredità non un peso, ma un progetto. Essere competitivi è anche la disponibilità a costruire buone relazioni tra imprenditori, investendo tempo e accettando il confronto, con orgoglio di appartenenza. Come parte di una comunità operante”.