Covid: la stagione invernale spinge in alto i casi, ma non ci sono segnali preoccupanti dagli ospedali
Nell’ultimo mese a Bergamo in lieve risalita i ricoveri in reparto, stabili quelli in terapia intensiva. A livello nazionale calano le somministrazioni della quarta dose del vaccino: scoperte tre persone su quattro
Nel corso del mese di novembre abbiamo assistito a una ripresa dei contagi, cosa ampiamente prevista vista la stagione invernale e la maggiore convivenza al chiuso.
L’andamento è per ora simile alla precedente ondata (fine settembre – metà ottobre), con un aumento dei contagi a cui si abbina un carico sostenibile da parte delle strutture ospedaliere.
In tal senso, le terapie intensive non danno segnali preoccupanti, nemmeno per quanto riguarda i nuovi ingressi, mentre i ricoveri ordinari tornano a crescere a maggiore velocità.
I nuovi casi, nelle quattro settimane prese in esame, sono stati 165.966: 181.197; 208361; 229.122; con un rialzo quindi del 38%, con una media mobile a 7 giorni che raggiunge i 33.000 casi al giorno.
Contenuto il rialzo del rapporto positivi/tamponi medio, che passa dal 17,19 % del mese scorso al 17,9%.
Come si diceva, la curva dei ricoverati in Terapia Intensiva è piuttosto piatta, muovendosi in quattro settimane dai 238 agli attuali 250.
Più evidente, ma non troppo, la crescita delle presenze nei reparti covid, che passano da 6.604 a 7.613. L’occupazione dei posti letto è quindi ancora entro la soglia di allerta gialla, attestandosi al 12%. Ampiamente sotto la soglia critica la percentuale nelle Terapie Intensive: 2,5%.
Continuano invece a crescere i decessi: 2.158 nel lasso di tempo preso in esame.
Sale l’Rt: da 1,1 a 1,2 e l’indice di contagio ogni 100 mila abitanti, da 360 a 390.
Lombardia e Bergamo
In Lombardia nell’ultima settimana si sono registrati 44.869 casi di Covid-19 con 153 morti, portando il totale a 43.662 (erano 43.086 un mese fa).
Nello stesso periodo i ricoverati con sintomi sono saliti da 1.048 a 1.278 (+230), mentre i pazienti in terapia intensiva sono saliti di sole due unità: da 24 a 26.
Anche in provincia di Bergamo, ovviamente, i nuovi casi sono in risalita: 3.481 quelli relativi all’ultimo aggiornamento. La crescita è stata costante per tutto il mese, e siamo passati da una media giornaliera di 450 casi agli attuali 500.
In lieve risalita i ricoveri in reparto, da 17 a 24, sostanzialmente stabili quelli in terapia intensiva, da 3 a 4.
Nell’ultima settimana sono calati i decessi (8), ma è presto per dire se si tratta di una inversione di tendenza.
Calano quarte dosi, scoperte quasi 3 persone su 4
Ancora in calo le somministrazioni delle quarte dosi di vaccino anti Covid, una diminuzione che si attesta, in 7 giorni, al -14,5%. Restano senza copertura quasi 3 persone su 4.
La platea per il secondo richiamo è di 19,1 milioni di persone: di queste, 12,5 milioni possono riceverlo subito, 1,7 non sono vaccinabili nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e quasi 5 milioni l’hanno già ricevuto. Al 25 novembre sono state somministrate 4.959.123 quarte dosi, con una media mobile di 23.666 somministrazioni al giorno, ancora in calo rispetto alle 27.671 della scorsa settimana.
In base alla platea ufficiale (19.119.772 di cui 13.060.462 over 60, 3.990.080 fragili e immunocompromessi, 1.748.256 di personale sanitario e 320.974 di ospiti delle Rsa che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 17 settembre, restano ancora scoperte quasi tre persone su quattro: il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi, infatti, è del 25,9% con nette differenze regionali (dall’11,8% della Calabria al 39,1% del Piemonte).
Da rilevare che nella popolazione di età 60-79 anni, per i non vaccinati il tasso di mortalità risulta quasi tre volte più alto rispetto ai vaccinati con booster e tre volte e mezzo rispetto ai vaccinati con quarta dose da meno di 120 giorni.
A renderlo noto il Rapporto esteso dell’Istituto superiore di Sanità che accompagna il monitoraggio settimanale sull’andamento del Covid-19. Tra gli over 80 non vaccinati, invece, la mortalità risulta sei volte più alta rispetto ai vaccinati con dose addizionale/booster, e rispettivamente nove volte e mezzo e cinque volte e mezzo più alta rispetto ai vaccinati con seconda dose booster da meno di 120 giorni e da oltre 120.
Nel mondo
L’ ultimo aggiornamento ci riporta che sono 633.601.048 i casi confermati dall’inizio della pandemia, con 6.596.542 morti
Di questi, sono 264.175.987 i casi confermati in Europa, con 2.132.478 morti.
Più di 98 milioni sono i casi verificati negli Stati Uniti, con 1.079.000 decessi; 44.672.000 sono quelli registrati in India (530.000 vittime); 37.800.000 in Francia (159.000 vittime); 36.300.000 in Germania (157.000 vittime). Seguono il Brasile (35,1milioni – 689.000), la Corea del Sud (27 milioni – 30.300), il Regno Unito (24,6 milioni – 212.000) e il Giappone (24,3 milioni – 49.000). Al nono posto l’Italia che precede, Russia, Turchia e Spagna.


