Logo

Temi del giorno:

Capitale della Cultura, tiepide le aspettative del terziario bergamasco
Foto di Long Nguyen da Pixabay

Secondo una ricerca condotta da Format Research, 3 su 4 non si attendono grandi risultati economici dall’evento

Bergamo. Quasi 3 operatori su 4 del terziario orobico sono a conoscenza del fatto che, nel 2023, il capoluogo e Brescia saranno ‘Capitale della Cultura’. Ma, sempre quasi 3 su 4, non si aspettano grandi risultati economici dall’evento.

Tant’è che il 38,7% si aspetta addirittura che vengano messe in campo agevolazioni economiche. Quasi un’impresa su due (48,1%), poi, ritiene che il ‘gemellaggio’ Bergamo-Brescia, in chiave culturale, possa migliorare l’immagine dei due capoluoghi oltre che dell’intera regione.

E, proprio per cogliere l’occasione, un significativo 37% si dice disponibile a diversificare servizi e/o prodotti pur di aumentare l’attrattività delle proprie imprese.

Questi, in sintesi, i principali risultati della ricerca condotta da Format Research per conto di Ascom Confcommercio Bergamo, sul sentiment degli operatori del terziario bergamasco, a poco più di un mese dall’avvio dell’anno della Cultura.

Percentuali che delineano un quadro fatto di qualche chiaro, di alcuni grigi e, qua e là, di tonalità più scure. Un mélange che non aiuta a dissipare le incertezze. Piuttosto: le conferma. Segno evidente che il 2023 viene visto con estrema cautela, a causa delle troppe variabili in gioco.

Nel 2023, ricavi stabili per il 73,5% del campione

Per quanto riguarda le aspettative sui ricavi derivanti dal ruolo di co-Capitale della Cultura, il 73,5% del campione interpellato (700 imprese di cui: 291 del Commercio, 109 del Turismo e 300 dei Servizi) prevede che l’ordine di grandezza delle vendite rimarrà stabile (con un incremento massimo del 5%). Più ottimista il 24,4% del campione (che si sbilancia, immaginando un aumento degli introiti fra il 5 e il 15%). Più di loro, solo l’1,3% ritiene che Bergamo-Brescia darà una decisa spinta ai rispettivi fatturati (attesi incrementi del +15%). Solo lo 0,8% di quanti hanno risposto vede ‘nero’; secondo questa sparuta minoranza, nel 2023 le entrate diminuiranno di una percentuale compresa fra il 5 e il 15%.

Azioni utili per le aziende

Se, come dicevamo, il 38,7% dell’universo di riferimento (oltre 44mila imprese) ha risposto che potrebbero essere utili agevolazioni, un altro 31% pensa invece che l’organizzazione di eventi culturali possa favorire la filiera turistica, valorizzando la storia del territorio. Il 21,3% caldeggia la pubblicizzazione degli eventi su più canali; infine, un 30,2% (equamente diviso in due: 15,1 e 15,1%) ritiene che il coinvolgimento delle imprese possano essere elementi di sostegno alle imprese, per tutta la durata dell’evento, nella realizzazione di progetti e iniziative, così come l’organizzazione di percorsi eno-gastronomici.

Secondo il 48,1%, l’immagine di Bergamo uscirà più forte

Oltre che per il 48,1% dell’universo di riferimento, l’immagine di Bergamo e Brescia potrebbe uscire rafforzata aumentando l’attrattività turistica del territorio per un altro 42,4%. Poco più di un imprenditore su cinque, invece, crede che l’evento ‘Capitali della Cultura’ possa accrescere i ricavi delle imprese. Benefici per l’occupazione, invece, sono immaginati solo dal 18,9%. E poi c’è un 9,3% dell’universo di riferimento che conta sull’evento come opportunità di fare networking tra imprese.

Iniziative per accrescere l’attrattività delle imprese

Detto che il maggior numero degli interpellati (37%) opterebbe per la diversificazione di servizi e prodotti, due altre corpose percentuali (35,9 e 35%, possibili visto che il sondaggio consentiva risposte multiple) si sono dichiarati disponibili, rispettivamente, a collaborare attivamente ai progetti in corso e ad aumentare l’orario di apertura dell’attività anche la sera (o nei giorni consueti di chiusura).

I commenti

“Non davo per scontato che mi sarei trovato d’accordo coi macro risultati di questa ricerca – ha commentato Alessandro Capozzi, past president del gruppo Albergatori dell’Ascom – Solo un po’ stupito per quel 73,5% che, nel 2023, vede una sostanziale stabilità dei ricavi”.

“Io – ha aggiunto Capozzi – intravedo un aumento delle presenze, soprattutto italiane”. E chiude con un auspicio: “Mi auguro che chi verrà a Bergamo non si fermi alla sola città, ma approfitti dell’anno della Cultura per conoscere meglio anche la provincia”.

Oscar Fusini, direttore di Ascom Bergamo, ha approfittato della circostanza per anticipare che l’associazione di via Borgo Palazzo “ha avviato un progetto con la consorella Confcommercio Brescia, per enfatizzare il richiamo turistico e per potenziare le azioni delle imprese a sostegno dell’evento”. Per maggiori dettagli, però, bisognerà attendere l’inizio del nuovo anno.