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Primizie e delizie senza glutine, dall’ortofrutta ai prodotti per celiaci

Il titolare Cristofero Scardino: “Negli anni abbiamo avvertito il bisogno di evolverci. Anche il territorio ce lo ha chiesto”

Dalmine. “Negli anni abbiamo avvertito il bisogno di evolverci. Anche il territorio ce lo ha chiesto”. Per Cristofero Scardino, fruttivendolo di terza generazione, titolare di un negozio di ortofrutta a Spirano, il cambiamento è arrivato con la conversione al gluten free.

Più di dieci anni fa la convenzione con Ats per la vendita di prodotti senza glutine e, nel 2021, il salto con l’apertura a Dalmine di “Primizie e delizie senza glutine” (che dà il nome anche al punto di Spirano), oggi il punto vendita più grande del settore nella Bergamasca, con una clientela che arriva dalle province di Brescia e Milano e che comprende celiaci e intolleranti (glutine, nichel, lattosio).

Con lui, la moglie e uno dei due figli, Fabio, 19 anni, che ha frequentato il corso di Panificazione dell’ABF – Azienda Bergamasca Formazione – e ora nell’azienda di famiglia è dedicato alla cottura di tutti i prodotti da forno senza glutine (pizza, pane). “Negli anni della pandemia siamo cresciuti
molto.  Passata l’emergenza, tra i nostri clienti c’è chi ci è rimasto fedele e si è fidelizzato e chi è tornato a fare la spesa al supermercato”.

L’attività si chiude in positivo anche quest’anno, con una crescita della domanda di prodotti che non conosce arresto.

D’altronde, i numeri gli danno ragione. Stando ai dati del 2022, la celiachia colpisce circa l’1% della
popolazione, pari a 233.147 persone, di cui 78.248 maschi (34%) e 154.899 femmine (66%). Secondo la Relazione Annuale al Parlamento sulla celiachia (2022), pubblicata sul sito del Ministero della Salute, la Lombardia è la regione con il maggior numero di diagnosticati con quasi 44mila casi accertati, di cui 30.384 donne e 13.535 uomini. Sempre per quest’anno, stando al monitoraggio delle Agenzie di Tutela della Salute (Ats), le aree con il maggior numero di celiaci sono quelle coperte della Città Metropolitana di Milano (provincia di Milano e Lodi, 13.791 casi), Bergamo (provincia di Bergamo, 6.433 casi) e Insubria (provincia di Varese e parte di quella di Como, 6.131 casi).

Nei due anni 2016-2018 in Lombardia è stato registrato un boom di locali a misura di celiaco, con un aumento del 20% in tutta la regione, e con Bergamo al secondo posto con 57 locali (tra ristoranti, gelaterie, bar, laboratori artigianali e B&B).

Dal suo osservatorio, Scardino – che è vicepresidente degli Ortofrutticoli Ascom Confcommercio Bergamo– conferma i rincari di alcuni prodotti (mais e riso in testa), quello di alcuni ortaggi fino a qualche mese fa (finocchio, sedano, qualche tipo di pomodoro), ma ne smentisce altri (zucchine e melanzane, in particolare), forse un po’ “pompati” da una psicosi collettiva che oggi non lascia tracce nella sua azienda.

Se non un positivo effetto collaterale sulle abitudini di consumo dei suoi clienti: “Se prima erano abituati a fare la scorta, comprando una cassa di arance, ora ne prendono una decina, un paio di chili. Il loro è diventato un acquisto consapevole, che punta ad evitare gli sprechi”.

Con un’alta specializzazione sia nel gluten free, un’ampia scelta di prodotti (una trentina di produttori di pasta solo nel negozio di Dalmine) sia nei prodotti senza lattosio (tra cui la mozzarella di bufala che arriva dalla Campania) e fornitori (compresi laboratori artigianali a km zero), non solo per la vendita al dettaglio, ma anche per l’Ho.Re.Ca. (hotel, ristoranti, caffè e catering, ndr) tra cui la storica gastronomia Mangili di Città Alta, l’impresa di Scardino ha fatto della comunicazione digitale un trampolino per la crescita, investendo nel sito e favorendo la spesa anche via social, Whatsapp in testa: “La maggior parte delle persone oggi viaggia sui social, non sul web. Ogni volta che pubblichiamo sulla nostra pagina Facebook o sullo stato di Whastapp un prodotto, la clientela risponde in massa con prenotazioni e telefonate”.

In futuro, il desiderio è quello di allargarsi, “aprendo un punto vendita in altre province. Ci sono territori in cui i prodotti senza glutine sono venduti solo dalle farmacie, che sono economicamente meno convenienti per la clientela”.

 

primizie e delizie senza glutine