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Niente processo: si chiude con una stretta di mano la diatriba con il sindaco di Benevento, che accusò il fratello dell’ex arbitro bergamasco di aver sfavorito la squadra della sua città, condannandola alla retrocessione in B

Bergamo. Triplice fischio, tutti a casa. Si chiude con una stretta di mano la diatriba tra l’ex arbitro bergamasco Mario Mazzoleni e il sindaco di Benevento Clemente Mastella. Mercoledì (23 novembre) era fissata l’udienza davanti al gip di Bergamo per la querela presentata da Mazzoleni in seguito alle “dichiarazioni lesive dell’immagine e della reputazione sua e della sua famiglia”. I legali Benedetto Mario Bonomo e Domenico Russo hanno invece “ricomposto la situazione e per questo li ringrazio – ha detto Mastella -. Il tifo a volte porta a momenti di sconforto e ad accentuare i toni”.

La vicenda risale al 9 maggio 2021, quando la partita tra Benevento e Cagliari (terminata 1-3) condannò i sanniti alla retrocessione in Serie B. A pochi minuti dal termine l’arbitro Doveri, sul punteggio di 1-2, assegnò un rigore al Benevento, poi revocato su segnalazione del Var, ovvero Paolo Mazzoleni, fratello di Mario. Subito dopo il match, Mastella dichiarò che la valutazione del Var era sbagliata. E che in quell’errore intravedeva una volontà di penalizzare il Benevento, visto che Mazzoleni aveva commesso un errore simile qualche giorno prima, sempre contro il Cagliari ma ai danni del Napoli. Lo stesso Mastella, riportando un articolo di giornale, sollevò un polverone alludendo anche al fatto che l’ex presidente del Cagliari, Massimo Cellino, avesse acquistato opere d’arte nella Galleria di Mario Mazzoleni, e che una di queste fosse esposta nella sede del club. Della serie: a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Apriti cielo, alla fine  Mazzoleni presentò querela.

Le parti, invece, sfruttando la presenza di Mastella all’assemblea dell’Anci in programma in questi giorni a Bergamo, si sono ritrovate mercoledì pomeriggio nella galleria d’arte di Mazzoleni, consolidando ufficialmente la pace; sotto lo sguardo dei rispettivi avvocati e sotto la scultura del ‘Pibe De Oro’ Diego Armando Maradona: uno che, almeno quando si parla di calcio, mette tutti d’accordo. “Ho avuto Clemente e sua moglie ospiti – ha detto Mazzoleni -. Abbiamo parlato di pallone, ma anche di arte. Per me è un capitolo chiuso”.