Il Consiglio delle Donne dice no all’ingresso di Pro Vita Onlus
Un voto politico, sostenuto da un Partito Democratico compatto e dal veto di diverse associazioni di categoria. La consigliera Oriana Ruzzini: “L’operato dell’associazione è contraria ai valori e ai propositi di questa istituzione”
Bergamo. Un no politico, con il Partito Democratico compatto a fare l’ago della bilancia e la lista Gori che si astiene: questi i titoli di coda del discusso Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo che si è tenuto nella serata di giovedì. Nodo spinoso della vicenda, l’ingresso del MovimentoPro Vita Onlus, la realtà nazionale, radicata anche sul territorio bergamasco che si descrive come “una realtà che difende il diritto alla vita dal concepimento fino alla morte naturale, promuove la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna e sostiene la libertà e priorità educativa dei genitori”. Una richiesta arrivata con tutti i sacri crismi, con tanto di documento e dunque ineccepibile dal punto di vista della mere formalità, ma la maggioranza delle donne che siedono i banchi dell’aula consiliare del Comune di Bergamo hanno espresso parere contrario. Domanda rispedita al mittente, dunque, per tutta una serie di ragioni.
Quella andata in scena è stata una seduta accesa, con tanto di sospensiva di oltre cinque minuti e con la presenza di un piccolo gruppo di rappresentanti di “Non una di meno“, invocata da alcune delle presenti per superare la poca condivisione dell’importante argomento all’ordine del giorno, soprattutto in termini di condivisione e accettazione da parte delle rappresentanti di categoria. Ma la pausa di riflessione sulla mozione di rimandare il voto porta pochi frutti: voto contrario sulla volontà di posticipare l’alzata di mano e si procede.
E allora si gioca a carte scoperte, anche se già le intenzioni di voto avevano ben inquadrato la situazione. E, considerato che basta un terzo dei votanti per accettare o respingere il contenuto dell’ordine del giorno, con 11 voti contrari, 16 astenute e 5 favorevoli, il Consiglio delle Donne non dà in benvenuto all’associazione Pro Vita Onlus.
Gli interventi
“Voto contro perché ritengo che l’operato dell’associazione sia contraria ai valori e ai propositi di questa istituzione – ha spiegato Oriana Ruzzini, consigliera comunale del PD – . Al consiglio delle donne si parla di autodeterminazione, di pari opportunità, di diritti acquisiti con fatica. Non è condivisibile che chi mette in discussione questi diritti avanzi proposte in questa sede. Parlo da madre cristiana, che mai ha immaginato di abortire, ma che mai rinuncerebbe al diritto per la propria figlia e per tutte le figlie del mondo. Parlo da farmacista che si occupa di salute: vietare l’aborto vuol dire costringere le donne ad abortire fuori dall’ospedale, in circostanze non igieniche, non sicure per la salute delle donne. Non si promuove la genitorialità a colpi di divieti ma favorendo consapevolezza e supportando le famiglie con politiche efficaci”.
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Filippo Bianchi espirme la sua dura critica rispetto alla questione: “Molto grave la decisione assunta dal Consiglio delle donne del Comune di Bergamo di escludere l’associazione di ispirazione cristiana Pro Vita & Famiglia Onlus, che opera in difesa dei più deboli e delle famiglie in difficoltà. Il Consiglio delle donne, presieduto e partecipato a maggioranza dalle Sinistre, si dimostra ancora una volta strumento politico di censura, che non tollera il confronto ed il pluralismo, ma soprattutto discriminatorio nei confronti dei soggetti e delle iniziative a difesa dei valori della vita e della famiglia, come nel 2019, quando impedì lo svolgimento del convegno del CAV diocesano “Nascere a Bergamo”, patrocinato dal Comune, su richiesta dell’associazione di estrema sinistra Non una di Meno, portando ad una presa di distanze, ed alle dimissioni, di molte componenti di tale organismo”.




