L’Accademia Carrara si arricchisce con la donazione di Mario Scaglia
Una collezione di 1000 opere costituita da medaglie, placchette, nielli, paci e crocifissi, oltre al dipinto “Ragazzo con canestra di pane e dolciumi” di Evaristo Baschenis, due cataloghi, una biblioteca di volumi dedicati e 100mila euro di contributo per la figura di un curatore: un dono pari a 10 milioni di euro
Bergamo. Una donazione per un valore complessivo di 10 milioni di euro, fatto salvo per altri 100mila come contributo per l’assunzione di un curatore. La lunga tradizione di generosità e fiducia che rende orgogliosa l’Accademia Carrara e premia il suo pubblico nazionale e internazionale, dopo i già contemplati 260 donatori, si allunga e si rinnova ora con Mario Scaglia, noto imprenditore bergamasco e collezionista da sempre, che ha destinato al Museo della città, una parte delle sue raccolte che coprono un arco temporale di quattro secoli, oltre a un ulteriore e significativo sostegno al museo.
Tra queste un corpus, unico al mondo, di circa 1000 opere costituito da medaglie, placchette, nielli, paci e crocifissi, oltre al dipinto Ragazzo con canestra di pane e dolciumi di Evaristo Baschenis. Ma la generosità del mecenate di Brembilla non finisce qui: con l’intento di consentire alla Carrara di abbandonare le vesti di pinacoteca per avvicinarsi sempre di più a luogo anche di ricerca, Scaglia ha scelto di donare anche due cataloghi che accompagnano, in forma scritta e descrittiva, la testimonianza visiva degli oggetti e una intera biblioteca dedicata alla materia che consentirà, appunto, agli studiosi e agli appassionati di poter approfondire le indagini artistiche.
L’opera pittorica arricchisce la già importante presenza dell’autore nella collezione, e soprattutto lo completa del genere di figura. Frutto di un appassionata ricerca antiquaria durata quasi cinquant’anni, la raccolta Scaglia rappresenta un unicum di ‘collezioni nella collezione’: molti oggetti derivano infatti da patrimoni di altri celebri collezionisti privati, il che rende, se possibile, la loro storia ancora più appassionante. Così è per il dipinto di Baschenis, confluito dalle collezioni Quarenghi e Suardi; per numerose medaglie e placchette provenienti dalle collezioni di Franco Steffanoni, Eugenio Imbert e Giorgio Corsi o ancora di conoscitori internazionali come Adalbert von Lanna, Thomas Whitcombe Greene, Henry Oppenheime e Robert O. Lehman. Molte medaglie, inoltre, appartenevano alla prestigiosa collezione di Agostino Chigi, documentate in un inventario del 1674 presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Tra le circa 500 medaglie della collezione Scaglia sono presenti esemplari di particolare valore appartenenti alla scuola lombarda e toscana, comprese alcune realizzate da Pisanello, Sperandio Savelli, Antonello Gagini, Leone Leoni, altri su disegno di Gian Lorenzo Bernini, o ancora fusi dal medaglista francese Guillaume Dupré. Ugualmente, anche la raccolta di placchette copre un arco temporale molto ampio, da metà del Quattrocento al Settecento, con esemplari ispirati alla storia antica oppure di natura devozionale, molti di questi conservati nella loro montatura originale. Un nucleo importante è rappresentato poi da placchette di scuola tedesca e fiamminga tardo rinascimentali. Completano la donazione alcuni esempi di crocifissi in bronzo, databili dal tardo medioevo al Seicento, incisioni in rame, nielli di grande pregio, oltre a rami smaltati, vetri dipinti, sigilli che custodiscono ceralacche e avori intagliati, insieme a un nucleo di instrumenta pacis, realizzati in diversi materiali preziosi, come argento, avorio, lapislazzuli e cristalli.
Le parole di Mario Scaglia
“La Carrara è il museo a cui sono più legato, il museo della mia città, il museo nel cui consiglio di amministrazione sono stato per molti anni. Ho scelto di donare la mia raccolta alla Carrara perché mi sembra che queste opere possano servire a completare la sua collezione: il Baschenis è il dipinto di figura che manca tra quelli del museo, mentre la vasta raccolta di medaglie, placchette e altre opere metalliche scrive un nuovo capitolo della storia delle collezioni del museo. Le opere della Carrara, poi, contano una grande quantità di ritratti e le quasi 500 medaglie che ho donato possono instaurare con questi un fecondo dialogo che spero il pubblico apprezzerà”.
Per Scaglia si tratta di una forma di restituzione alla sua città e al suo Museo, in qualche modo, considerata non solo la sua grande passione per la materia in questione e per la collezione a cui ha cominciato a dare forma fin dagli anni Sessanta, ma anche per lasciare una sorta di eredità, di memoria ad un suo luogo del cuore. La volontà, come si capisce chiaramente dalle sue parole, è quella di consentire all’Accademia Carrara di allargare i suoi orizzonti, lasciando godere al suo pubblico non solo l’infinito e inestimabile patrimonio messo a disposizione dei cittadini, ma anche di consentire agli stessi di avere e godere di un più vasto e variegato panorama artistico.
Le parole di Maria Cristina Rodeschini, direttore del museo
“Tratto distintivo e identitario della Carrara è di essere riconosciuto come il museo del collezionismo. Questa pratica culturale, esercitata con intransigente passione dai conoscitori mecenati che hanno scelto il museo quale destinatario finale delle loro raccolte, gode di una vasta e secolare esperienza. A partire dal fondatore, Giacomo Carrara, la ragione ultima è stata di condividere la dedizione per l’arte, che ha contraddistinto intere esistenze, con gli altri: fare comunità oltre la propria scomparsa. Un altro elemento guida è stato quello di raccogliere opere solo di altissima qualità, obiettivo perseguito grazie alla grande competenza. La raccolta di medaglie e di placchette, e non solo, di Mario Scaglia risponde esattamente a questa profonda e indiscutibile radice culturale del progetto museale della Carrara. Nella particolarità degli oggetti d’arte collezionati, la raccolta di Mario Scaglia introduce una tipologia nuova da mettere in dialogo con la magnifica collezione di dipinti di cui il museo è dotato. Aggiungere, dunque, per arricchire e qualificare. La stessa logica motiva il dono del dipinto di Evaristo Baschenis, Ragazzo con cesto di pane e dolciumi, capolavoro del Seicento lombardo. La Carrara dispone di importanti nature morte di strumenti musicali del pittore bergamasco, ma sino a oggi di nessuno dei rari esempi di dipinti di figura dello stesso autore. Splendida dunque anche questa assegnazione pensata e realizzata con precisione e acutezza”.
In occasione della donazione Scaglia, lo staff scientifico del museo si è ampliato con l’arrivo di Giulia Zaccariotto, conservatore specializzato in Scultura, Arti Applicate, Medaglie e Placchette. Paolo Plebani, già conservatore, è ora responsabile della sezione Dipinti, Disegni, Stampe, Archivi storici, Biblioteca storica.


