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Remuzzi: “No vax non dovrebbero operare in campo sanitario. Mascherina? Da tenere sempre in ospedale e Rsa”

Il direttore del Mario Negri ha risposto a tutto tondo a una serie di questioni che riguardano l’ambito sanitario in una lunga intervista rilasciata a Laura Cuppini del Corriere della Sera

Restrizioni, reintegro dei medici non vaccinati, obbligo di mascherina in ospedali e Rsa e stop al bollettino Covid giornaliero. In un’intervista rilasciata a Laura Cuppini del Corriere della Sera, il direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Giuseppe Remuzzi, ha affrontato tra le altre cose alcuni dei temi all’ordine del giorno nell’agenda politica, relativi a prossime decisioni, già annunciate o in fase di discussione, che il nuovo governo è intenzionato a prendere in tema di sanità.

Sulle restrizioni, Remuzzi ha ampliato lo sguardo, spiegando come le mutazioni del virus e la diffusione di nuove varianti porterà verosimilmente a un aumento dei contagi: attualmente però, ha spiegato, questo non sta significando anche un aumento di ricoveri, soprattutto in terapia intensiva, vero elemento problematico.

“In Italia, come in altri Paesi, gran parte della popolazione è vaccinata e ha avuto una o più esposizioni al virus – ha sottolineato -. Si è così formata un’immunità ibrida che, secondo alcuni studi in corso, sarebbe in grado anche a distanza di mesi di adattarsi alle nuove varianti, grazie alle ‘cellule di memoria’. Le restrizioni sono state utili: bisogna ricordare che la salute non è in contrasto con lo sviluppo economico. La povertà è la principale causa di morte. Inoltre la vaccinazione non rappresenta una limitazione della libertà personale, ma va a beneficio della collettività”

Delicato il tema relativo al reintegro dei medici non vaccinati, che tanto sta facendo discutere a livello nazionale: “Chi è no-vax non dovrebbe operare in campo sanitario – ha tagliato corto Remuzzi -, perché i vaccini sono il più grande strumento che abbiamo per combattere le malattie. E i vaccini contro Sars-CoV-2 sono i più sicuri ed efficaci di sempre: nel 2021 hanno salvato 20 milioni di persone nel mondo. Non immunizzarsi, da Covid, ma anche dall’influenza, significa essere più a rischio di contrarre queste infezioni e quindi di trasmetterle agli altri: nel caso dei sanitari gli ‘altri’ sono i malati, spesso anziani, ovvero i soggetti più deboli in assoluto. Persone che di Covid o influenza possono morire. Ci si vuole davvero assumere questa enorme responsabilità?”.

Rimanendo in ambito ospedaliero, l’obbligo di mascherina, che si estende anche alle Rsa, potrebbe non essere rinnovato dopo la scadenza del provvedimento in vigore (31 ottobre): per Remuzzi, però, lo strumento di protezione individuale in questi settori andrebbe tenuto sempre, anche fuori dalla pandemia, come forma di protezione per i pazienti più fragili.

“Aggiungo che, in questa fase, sarebbe raccomandabile anche per la popolazione generale continuare a indossare la mascherina negli ambienti affollati e poco areati”.

Chiusura, infine, sul bollettino Covid, che da giornaliero dovrebbe a breve diventare settimanale. Decisione che trova il favore di Remuzzi: “Non giudico necessario fornire alla popolazione i numeri dei contagi, ricoveri e decessi giornalieri. Con il bollettino settimanale si semplificheranno le procedure e magari diminuirà un po’ l’effetto ansia, inevitabile se si fa la conta dei malati e morti ogni 24 ore. Naturalmente è fondamentale che Istituto superiore di sanità, Ministero della Salute, Regioni e tutti i decisori abbiano accesso ai dati quotidianamente”.