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Covid, casi in calo per la terza settimana di fila: in ospedale a Bergamo lieve rialzo dei ricoveri

Per quanto riguarda gli attualmente positivi, si registra una diminuzione: sono ora 71.387 in Lombardia

Scende per la terza settimana consecutiva il numero dei nuovi casi e l’ottava ondata sta raggiungendo i minimi di periodo. Purtroppo all’orizzonte si profila una nuova variante e una nuova risalita dei casi.

Più nel dettaglio, vediamo che il contagio, dopo aver toccato il suo massimo a gennaio, ha registrato tre nuove ondate: una con il picco a fine aprile, una a luglio con più casi rispetto alla precedente, ma con un picco decisamente più basso rispetto a quello di inizio anno, e una ancora minore a metà ottobre.

La nuova variante denominata BQ1 è quindi già circolante, sia pure in modo ancora residuale, ma si prevede che fra la metà e la fine di novembre il 50% dei casi sarà da imputare alla suddetta.

L’aumento effettivo dei nuovi positivi al Covid-19, dipenderà da vari fattori, tra cui la protezione immunitaria, poiché anche il primo vaccino è comunque in grado di diminuire molto la possibilità di contrarre l’infezione.

Al momento, comunque, non ci sono prove che Cerberus (questo il nome comune dato alla variante), sia associato a una maggiore gravità rispetto alle varianti precedenti.

Prima di vedere alcuni dati, che in alcuni casi confronteremo coi massimi di questa ondata, è doveroso precisare che il neoministro della Salute OrazioSchillaci ha emanato nuove disposizioni riguardo la gestione della pandemia, fra cui quella relativa al bollettino del Ministero della Salute sul Covid, che sarà diffuso una volta a settimana e non più tutti i giorni come fatto dall’inizio della emergenza sanitaria.

La settimana epidemiologica 23/29 ottobre (l’ultima coi dati giornalieri) si è chiusa con una ulteriore diminuzione dei positivi.

I nuovi casi a livello nazionale sono stati 208.519, con un calo del 17,3% dai 252.204 del periodo precedente e portando il totale degli attualmente positivi a 460.262, in calo del 16,8% rispetto al massimo di 553.014 del giorno 16/10.

Scende anche il rapporto positivi/tamponi medio: dal 17,19 % al 15,26 (20,33% il giorno 10).

Stabile a 227 il numero dei ricoverati in Terapia Intensiva Il maggior numero di ricoverati si è avuto il giorno 18/10 con 254.

Scende il numero dei pazienti in Area Covid, che passa da 7.047 a 6.716 (-4,7%). I ricoverati erano stati 7.124 il giorno 24.

Cala il numero dei nuovi ingressi in T.I., che passa da 199 del periodo precedente agli attuali 187.

Se ne erano registrati 247 nella settimana dall’11 al 17 ottobre.

Potrebbe aver raggiunto il picco il numero dei decessi: nel periodo osservato sono stati infatti 559 contro i 586 del precedente.

Scende l’indice di occupazione nei Reparti Covid, dall’11,2% all’10,6%, mentre è stabile quello nei Reparti di Terapia Intensiva al 2,3%.

In ribasso il numero dei pazienti in isolamento domiciliare: nel periodo sono stati 501.090 (erano 516.422. Il giorno 16/10 si era raggiunto il numero più alto con 546.047.

Scende l’Rt: da 1,1 a 1; in ribasso anche la curva dei contagi, da 0,15 a 0,13 e l’indice di contagio ogni 100 mila abitanti, ora a 360.

Lombardia e Bergamo

Curva in ribasso anche in Lombardia: nel periodo preso in osservazione sono stati infatti 39.147 i positivi (erano 49.451). Il calo è quindi del 20,8%.

Decrementa il numero dei ricoverati in Area Covid, che passano da 1.177 a 1.048; in leggero rialzo quello dei pazienti in Terapia Intensiva, che passano da 17 a 21. Dodici il numero dei nuovi ingressi, come in precedenza.

I suddetti numeri determinano quindi una discesa dell’indice relativo all’occupazione dei Reparti Covid che passa dall’11,2% al 10%; mentre quello dei Reparti di Terapia Intensiva passa da 1,2% a 1,3%.

Invariato il numero dei decessi settimanali: 158.

Per quanto riguarda gli attualmente positivi, si registra una diminuzione: sono ora 71.387 (erano 83.986 la settimana scorsa); lo stesso anche per quanto riguarda le persone attualmente in isolamento domiciliare, che sono ora 70.315 (erano 82.769).

Scende l’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti; da 480 a 395; cala l’indice medio settimanale di positività dal 17,5% al 16%.

Decrementa del 26% il numero di nuovi casi nella provincia di Bergamo: nel periodo osservato i positivi sono stati 3.144 (4.250 la settimana scorsa).

Sale il numero di pazienti ricoverati nel Reparto Covid nell’ospedale cittadino: da 17 a 20; così come quello in Terapia Intensiva (da 3 a 6).

I decessi sono stati 21; 17 nel periodo precedente.

Scende l’indice di contagio ogni 100 mila abitanti: da 367 a 284.

Concludiamo questo nostro report con l’aggiornamento sulla campagna vaccinale.

Il 7,20% della popolazione italiana e il 22,30% della platea ha fatto la quarta dose. Il 67,95% ha fatto la terza dose. L’84,36% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale primario. Il 1,45% è in attesa di seconda dose. Complessivamente, contando anche il monodose e i pre-infettati che hanno ricevuto una dose, è almeno parzialmente protetto l’85,81% della popolazione italiana.

Considerando solo gli over 5, oggetto della campagna vaccinale, rispetto alla platea del governo la percentuale di almeno parzialmente protetti è del 88,20% mentre l’86,71% è vaccinato.

Considerando solo gli over 12, rispetto alla platea individuata dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 la percentuale di almeno parzialmente protetti è del 91,57% mentre il 90,36% è vaccinato.

Infine, ricordando che il governo si prepara a togliere gli ultimi obblighi e a emanare alcuni provvedimenti, fra cui il reintegro dei sanitari No Vax, lo stop alle multe per i non vaccinati rientranti in alcune categorie e l’abolizione dell’obbligo vaccinale per i medici, vorremmo concludere queste righe che, pur essendo cambiato il sentiment rispetto alla pandemia, manteniamo la speranza che i nostri commenti, le analisi, le notizie, i dati e tutto ciò che i nostri report settimanali hanno riportato in questi anni, abbiano dato un piccolo contributo alla comprensione della pandemia, aiutando la gente comune nella costruzione di una “conoscenza semplificata” che possa servire anche in futuro a riconoscere, la verità scientifica: l’unica a cui fare affidamento.