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Bergamo, accensione dei riscaldamenti posticipata al 5 novembre: “Più risparmio e meno inquinamento”

Il sindaco Giorgio Gori firmerà l’ordinanza che avrà validità immediata

Il Comune di Bergamo posticipa ancora l’avvio della stagione termica in città, nella quale è possibile accendere gli impianti di riscaldamento. L’amministrazione, consultate le previsioni meteo e l’andamento delle temperature previste nei prossimi giorni, ha deciso di rinviare ancora la data di accensione del riscaldamento al prossimo 5 novembre.

Il sindaco Giorgio Gori firmerà l’ordinanza che avrà immediata validità: “La decisione – spiegano dal Comune – non solo riduce la domanda di gas in città, ma mira a ottenere un beneficio ambientale visto che gli impianti termici a uso civile sono una rilevante fonte di emissioni elementi di inquinanti atmosferici”.

Il provvedimento del Comune restringe ulteriormente quanto stabilito a inizio ottobre dal ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, che ha definito i nuovi limiti temporali di esercizio degli impianti termici di climatizzazione alimentati a gas naturale e la riduzione di un grado dei valori massimi delle temperature degli ambienti riscaldati, da applicare per la prossima stagione invernale come previsto dal Piano di riduzione dei consumi di gas naturale.

Il periodo di accensione degli impianti è stato ridotto di un’ora al giorno e il periodo di funzionamento della stagione invernale 2022-2023 era già stato accorciato di 15 giorni, posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 la data di fine esercizio. Inoltre, i valori di temperatura dell’aria sono stati ridotti di 1° C, mentre nei giorni scorsi Palazzo Frizzoni aveva già disposto un rinvio della stagione termica al 29 ottobre: le previsioni meteo fanno presagire un perdurare di temperature massime superiori a 20° ben oltre la fine di ottobre, e con temperature minime comprese tra 13° e 14°.

In particolare, l’ordinanza dispone di posticipare l’accensione degli impianti termici a combustione ad uso riscaldamento al 5 novembre con possibilità di rinviare ulteriormente questa data nel caso in cui le temperature miti dovessero perdurare. Agli organi di vigilanza il compito di adottare le “opportune misure di controllo” per il rispetto dell’ordinanza.