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Superbonus, sbloccata la cessione del credito. Pesenti (Ance): “Boccata d’ossigeno per imprese e famiglie”
Vanessa Pesenti, presidente di Ance Bergamo

“Un intervento che Ance chiedeva da tempo e una boccata d’ossigeno per il settore edilizio” sottolinea Vanessa Pesenti, presidente di Ance Bergamo e vicepresidente Ance nazionale con delega alle Politiche fiscali

Bergamo. La circolare 33/E del 6 ottobre 2022 dell’Agenzia delle Entrate sblocca definitivamente, come previsto dal decreto “Aiuti bis”, la libera acquisizione dei crediti fiscali, che possono finalmente tornare a circolare.

Con riferimento alla disciplina della responsabilità in solido del fornitore, che pratica lo sconto in fattura, o del soggetto che compra il credito (cessionario), la circolare chiarisce infatti le modalità di cessione del 110%, fatte salve ovviamente l’ipotesi di dolo o colpa grave, in cui cioè ci sia l’espressa volontà dei soggetti coinvolti (cessionario e cedente) di commettere violazioni della normativa tributaria o una loro imperizia indiscutibile.

Per esempio il dolo ricorre quando il cessionario è consapevole dell’inesistenza del credito. La colpa grave, invece, si manifesta quando il cessionario (acquirente del credito, compreso il correntista che compra dalla banca) acquisisce il credito in questione in assenza della documentazione a supporto.

In ogni caso, la verifica da parte del cessionario è limitata all’acquisizione della documentazione relativa all’intervento (fatture, bonifici, etc.) ed all’effettiva esecuzione dei lavori dimostrata
dall’asseverazione di un tecnico abilitato. In sostanza il correntista, che acquista il credito dalla banca, non è tenuto ad effettuare nuovi controlli sulla sua esistenza, a condizione che la banca gli fornisca i documenti necessari.

“Un intervento che Ance chiedeva da tempo e una boccata d’ossigeno per il settore edilizio – sottolinea Vanessa Pesenti, presidente di Ance Bergamo e vicepresidente Ance nazionale con delega alle Politiche fiscali -. Dovrebbe semplificare in maniera inequivocabile la vendita dei crediti da parte delle banche e l’attività di controllo degli advisor bancari in sede di acquisizione, riducendo i tempi di analisi delle pratiche. Certo, rimane ancora aperta la questione della capienza fiscale degli istituti bancari che, al momento, compromette l’accettazione di ulteriori cessioni del credito nel campo del superbonus”.

“Imprese e famiglie – ribadisce Vanessa Pesenti – hanno dimostrato grande fiducia nella leva fiscale dei bonus, ma c’è bisogno di certezze per poter consentire gli investimenti. Ci auguriamo che il nuovo governo, sull’onda degli effetti positivi del superbonus, che negli ultimi due anni ha indubbiamente trainato la ripresa dell’edilizia, introduca incentivi fiscali strutturali, con procedure chiare e semplici. Questo consentirebbe un duplice obiettivo: da un lato, ridare fiato all’economia e, dall’altro, pianificare nel medio-lungo periodo la messa in sicurezza e la rigenerazione energetica e sismica del parco edilizio esistente. Un risultato, quest’ultimo, a cui andrà aggiunto il valore ambientale e sociale generato dagli interventi stessi, come la riduzione dei consumi energetici e la riqualificazione del patrimonio immobiliare”.

Superbonus 110%
Anche i dati di settembre confermano il trend decisamente positivo: secondo i risultati del monitoraggio Enea-MISE-MITE, al 30 settembre 2022, a livello nazionale si evidenziano 307.191
interventi, per un ammontare corrispondente di 51,2mld (oltre 35mld di essi, ovvero il 69%, si riferiscono a lavori già realizzati).

La distribuzione regionale conferma al primo posto la Lombardia, con 47.288 interventi e 8,6mld di investimenti ammessi a detrazione.