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La Lega riparte dal territorio: sabato prossimo l’assemblea provinciale

Bergamo prima in Italia a rimettere in pista la base del Carroccio: un incontro di analisi del voto dopo la delusione del 25 settembre

Bergamo. Sabato ci sarà il primo appuntamento ufficiale per la Lega. Il partito di Matteo Salvini torna a incontrarsi a Bergamo e lo fa con la sua assemblea provinciale, il primo incontro vis a vis che vedrà guardarsi negli occhi i militanti del Carroccio subito dopo il voto del 25 settembre scorso.

“Bergamo sarà la prima città in Italia a riprendere questo storico appuntamento – racconta Cristian Invernizzi, commissario provinciale del partito -, appuntamento che si era interrotto con l’avvento della pandemia. Si tratterà di un momento di confronto e di analisi del post elezioni, al quale parteciperanno tutti militanti della città e della provincia. Un incontro che segue all’elezione di qualche mese fa del segretario cittadino e che anticipa il congresso provinciale del 20 novembre. Diciamo che sono un po’ le prove generali di un altro momento più importante, quello che ci vedrà impegnati a eleggere il segretario provinciale e il direttivo, ovvero le stesse persone che si preoccuperanno, all’incirca a fine gennaio, di redigere la lista dei candidati alle Regionali”.

E in mezzo ci sta anche l’attesa per il regolamento, non nuovo ma riadattato, sulla base del quale i militanti interessati potranno presentare la loro candidatura. Un regolamento di fatto già esistente, che verrà approvato dal Federale questa settimana e che altro non è che la vecchia copia ringiovanita: un testo che va comunque attualizzato foss’altro per il fatto che il partito ha cambiato nome, passando da Lega Nord a Lega per Salvini Premier. La sostanza dovrebbe essere la stessa con, in ordine, il veto alla candidatura a parlamentari, assessori e consiglieri regionali. Ergo, nessuno che ricopra un ruolo già strategico ma che abbia tempo e desiderio di spendersi per una causa, a titolo gratuito, che fa macinare chilometri in lungo e largo.

L’identikit perfetto sarebbe quello dell’amministratore o del sindaco, quello di un conoscitore del territorio, preparato, disponibile a spendersi per la causa e a sporcarsi le mani per dar vita al tempo della ricostruzione. Perché è di questo che, di fatto, si sta parlando. Al momento, quindi, inutile fare i nomi dei presunti candidati: “È troppo presto”, si vocifera in coro. L’unica certezza è che i papabili, eletti democraticamente il 20 novembre, dovranno avere dalla loro almeno sei mesi di permanenza nella Lega e presentare una lista di firme, a sostegno, pari al 10% dei militanti, quindi circa 120.

Questo è il momento della ricostruzione, questo è il momento in cui il partito, lontano dagli antichi fasti del passato, ha scelto di ripartire da un esame di coscienza per riconquistare il suo elettorato, in parte perduto, per arrivare pronto ai prossimi appuntamenti elettorali. Il mantra dell’assemblea di sabato e quindi anche quello di novembre pare essere sempre lo stesso: scongiurare gli attriti interni, superare i pensieri delle anime scontente e le voci fuori dal coro del Comitato del Nord, per dare vita ad un nuovo corso.