Fa.Mi.Re.Do.: un progetto di formazione, inclusione, intercultura
Fa.Mi.Re.Do. si è svolto da maggio 2020 e terminerà alla fine di settembre 2022
Fa.Mi.Re.Do. è un progetto finanziato all’interno del FAMI, il “Fondo asilo migrazione e integrazione 2014-2020” del Ministero dell’Interno, uno strumento finanziario di derivazione europea che ha l’obiettivo di promuovere una gestione integrata dei flussi migratori sostenendo tutti gli aspetti del fenomeno.
L’Ente Capofila è il Comune di Bergamo, i partner che l’hanno sostenuto sono l’Ambito di Bergamo, l’Ambito di Dalmine, l’Ambito della Val Cavallina, Fondazione Cesvi e il Consorzio Sol.Co Città Aperta.
Fa.Mi.Re.Do. si è svolto da maggio 2020 e terminerà alla fine di settembre 2022: il finanziamento complessivo è stato di oltre 900.000 euro, suddiviso tra i partner di progetto, grazie al quale sono state avviate diverse azioni per qualificare il sistema di offerta dei servizi socio-assistenziali e ridurre le difficoltà relazionali e comunicative dei servizi con le famiglie nei tre ambiti territoriali. Si tratta di un territorio vasto che comprende 43 Comuni e con presenze numeriche importanti di popolazione straniera.
“Fa.Mi.Re.Do. è un progetto che ritengo particolarmente importante per più aspetti. Il primo, è quello istituzionale e metodologico che ha visto il coinvolgimento di tre ambiti, Bergamo, Dalmine e Val Cavallina, e la condivisione di esperienze, saperi e progettualità di assoluto rilievo. Il secondo riguarda la dimensione partecipativa e di ricaduta del progetto stesso che si è prefisso l’obiettivo ambizioso di offrire alle famiglie straniere (donne e minori i soggetti principalmente coinvolti) la possibilità di implementare la capacità di accedere, con la massima autonomia possibile, ai servizi di sostegno e di socializzazione che il territorio offre, migliorando quindi l’integrazione. Da ultimo, il progetto ha permesso di mettere in campo interventi sperimentali e nuovi strumenti di lavoro come, per esempio, i diversi laboratori di cittadinanza, incontri informativi e orientativi su temi differenti rivolti a cittadini di paesi terzi svolti a Bergamo” afferma Marcella Messina, Assessore alle politiche sociali del Comune di Bergamo.
“Gli interventi finanziati hanno riguardato la formazione specifica e l’accompagnamento di operatori sanitari, operatori sociali e insegnanti dei tre ambiti territoriali. La formazione per gli insegnanti ha riguardato l’insegnamento della lingua italiana a studenti NAI (neoarrivati in Italia) e il tema dei disturbi dell’apprendimento. Si è lavorato per potenziare e qualificare la rete di lavoro esistente tra gli operatori dei servizi per minori e famiglie, introducendo la figura del mediatore interculturale. Sono stati potenziati gli interventi di sostegno rivolti ai minori a domicilio e sul territorio. È stata avviata in diversi quartieri del Comune di Bergamo e in alcuni comuni degli ambiti di Dalmine e di Bergamo la mediazione territoriale. Le mediatrici interculturali presenti nel territorio hanno supportato le mamme straniere nelle relazioni tra scuola e famiglia, ascoltato i loro bisogni, accompagnandole verso i servizi presenti sul territorio. Sono intervenute a casa, a scuola e nelle equipe di lavoro per facilitare la relazione tra la famiglia straniera e il contesto abitativo” dichiara Fausto Gritti presidente consorzio Solco Città Aperta.

“Nell’Ambito di Dalmine, oltre a tutti gli altri interventi, il progetto ha permesso l’attivazione del CRIT (Centro Risorse Interculturali Territoriali), un importante punto di riferimento per insegnanti, operatori, assistenti sociali per tutte le tematiche che riguardano l’integrazione delle famiglie straniere. Abbiamo investito in questo progetto per creare le condizioni per un lavoro partecipato e condiviso tra operatori di organizzazioni diverse che possa continuare nel tempo anche oltre la durata del progetto. Il CRIT vuole dare valore alle tante attività che gli operatori dei servizi svolgono, ma anche le tante risorse che la comunità locale (i volontari, le famiglie e le realtà informali) mette a disposizione delle famiglie che provengono da altri paesi” sottolinea Anna Maria Gritti, vice presidente dell’Assemblea dei Sindaci per l’Ambito di Dalmine.
“Abbiamo realizzato percorsi di apprendimento cooperativo (peer tutoring – tutoraggio tra pari) in due istituti di formazione professionale: ragazzi stranieri con un curriculum scolastico eccellente hanno affiancato e supportato un gruppo di studenti neo arrivati. Nell’area di Zingonia abbiamo inoltre sperimentato interventi di mentoring per donne straniere: una nuova modalità di accompagnamento e formazione da parte di una figura più esperta, il mentor, verso una con minore esperienza, il mentee, favorendo attività di supporto e socializzazione. Innovativa è stata anche la realizzazione di due Silent Book: “Anna e Bob” di Emanuela Bussolati sul tema delle differenze e “Quella volta quando” di Lucia Scuderi sul tema del viaggio, editi da Carthusia. I Silent Book sono libri illustrati, senza parole, che comunicano attraverso le immagini. Sono opere capaci di costruire ponti e di andare oltre qualsiasi confine fisico e linguistico. Sono nati da interviste che i nostri operatori hanno proposto a mamme, papà, giovani donne, ragazzi e ragazze, bambini e bambine stranieri. Ai più grandi abbiamo chiesto del viaggio che li ha portati qui, ai più giovani di parlarci di loro. Il risultato sono i libri pensati per i più piccoli, ma adatti a chiunque, adulti compresi” dichiara Alberto Barenghi, Head of National Programmes Unit, Fondazione Cesvi.
“Per l’ambito territoriale della Val Cavallina sono state portate avanti diverse proposte in linea con gli orizzonti del progetto: formazione alle/agli insegnanti sulla gestione di classi plurilingue e sull’approccio interculturale, quest’ultima aperta anche ad altre figure professionali e non, come assistenti sociali, educatori e volontari dei corsi di alfabetizzazione. Si è realizzato poi, in forma sperimentale, uno sportello scolastico gestito da mediatrici culturali e volontarie come forma di facilitazione tra scuola e famiglie con background migratorio, al fine di supportare la comunicazione e creare occasioni di scambio e incontro tra genitori e tra genitori e insegnanti. Infine, anche in Val Cavallina si è sperimentato lo strumento del Silent Book, proposto alle biblioteche, alle scuole dell’infanzia e ad altri operatori che lavorano in ambito interculturale” conclude Sergio Zappella, presidente dell’Assemblea dei Sindaci per l’Ambito della Val Cavallina.
I NUMERI
530 operatori dei servizi pubblici hanno beneficiato di formazione o aggiornamento professionale
427 insegnanti hanno partecipato agli interventi di formazione o aggiornamento professionale
2500 incontri organizzati tra tutor e minori a domicilio
500 cittadini di paesi terzi (minori e adulti) sono stati coinvolti dalle attività del progetto
Gli attori del progetto: Comune di Bergamo, Ambito di Bergamo, Ambito di Dalmine, Ambito della Val Cavallina, Consorzio Sol.Co Città Aperta e Fondazione Cesvi.


