Umberto Bossi fuori dal Parlamento, anzi no: “Errore del Viminale, entra alla Camera”
Martedì non risultava nelle liste, mercoledì invece il suo nome è comparso. Le parole di Calderoli: “Il ministero dell’Interno nell’attribuzione provvisoria dei seggi dei collegi plurinominali ha preso un granchio clamoroso”
Non si fermerà a 35 la striscia di anni consecutivi di Umberto Bossi in parlamento: la notizia della sua esclusione, al termine dei complicati calcoli sui seggi, aveva fatto rapidamente il giro d’Italia nella giornata di martedì, quando Eligendo, il portale ufficiale del Viminale dedicato alle elezioni, non lo aveva inserito tra gli eletti al plurinominale alla Camera in Lombardia.
Ma mercoledì l’incredibile correzione: il “Senatùr” risulta tra gli eletti nel collegio plurinominale di Varese.
“Il ministero dell’Interno nell’attribuzione provvisoria dei seggi dei collegi plurinominali ha preso un granchio clamoroso” ha commentato RobertoCalderoli, vicepresidente del Senato che già lunedì era praticamente sicuro di ritrovare il suo posto anche nella nuova legislatura.
“Non lo dico per contestarli – ha aggiunto -, ma solo perché in autotutela, fino a quando il dato non diviene definitivo, possano ancora correggerlo. In base alla corretta applicazione della legge, se questo errore venisse corretto, allora Umberto Bossi tornerebbe in Parlamento. E comunque questa mia osservazione viene confermata tra l’altro dal verbale di domenica 4 marzo 2018 delle operazioni dell’ufficio elettorale nazionale della Cassazione, basta andare a vederlo”.
Sorpreso anche il segretario Matteo Salvini, che si era detto subito pronto a proporre il nome di Bossi come senatore a vita: “Il Viminale riconta le schede e corregge degli errori: Umberto Bossi è eletto in Lombardia. Quante parole al vento”.
La notizia dell’esclusione di Bossi aveva indotto i vertici leghisti, ma anche i militanti, a un profondo ragionamento sul futuro del partito, consapevoli che sarebbe stata la fine di un’epoca.



