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Partenza deludente

Atalanta Primavera, il dopo Brambilla è complicato: una sola vittoria e tante difficoltà

Quattro sconfitte consecutive nelle prime quattro uscite, poi il successo con la Sampdoria: l’avventura dei ragazzi di Fioretto parte a rilento

Bergamo. Il ciclo quinquennale di Massimo Brambilla ha portato all’Atalanta Primavera due campionati e due Supercoppe, ponendo ancora una volta il vivaio nerazzurro come uno dei migliori in Italia, sia per risultati che per giocatori formati per la prima squadra: Zortea, Ruggeri, Scalvini e Okoli sono tutti parte della rosa di Gasperini, più i tanti in prestito in Serie A.

Era lecito credere che la sua dipartita – verso la Juventus Next Gen, la seconda squadra bianconera, che milita in Serie C – avrebbe portato delle normali difficoltà anche in termini di rendimento dell’under 19 nerazzurra, passata sotto la guida di Marco Fioretto, promosso dall’Under-17 come Brambilla nel 2017.

L’avvio di campionato è stato contraddistinto da quattro sconfitte consecutive: Empoli, Torino, Roma e Juventus. Un calendario impegnativo che ha portato i giovani nerazzurri sul fondo della classifica del campionato Primavera 1, con Bertini che si è trovato a dover raccogliere il pallone in fondo al sacco per 12 volte.

Solo nella 5ª giornata è finalmente arrivata la tanto agognata vittoria, nella sfida interna contro la Sampdoria: un 2-1 che ha portato respiro e sollievo. Con le firme di un pimpante capitan Tommaso De Nipoti (2003), miglior marcatore finora della primavera con 3 reti e in ripresa dopo l’infortunio dello scorso anno, e dell’italo-brasiliano Dominic Vavassori, 17 anni da compiere a dicembre, tra le (poche) rivelazioni di questo avvio, a conferma di quanto buono già fatto nelle altre under.

La lunga pausa nazionali di 20 giorni (ripresa fissata l’1 ottobre con la sfida all’Inter) permetterà di continuare a lavorare alla ricerca di una migliore intesa collettiva, per raddrizzare i risultati e per affinare anche i principi. Sempre partendo dalla difesa a tre, caposaldo di Fioretto.

Il tecnico sta aprendo un nuovo corso cercando di lasciare libertà ai giocatori di esprimersi, lanciandoli anche molto sotto età: è il caso del classe 2006 Riccio, centrocampista tra i più interessanti nelle giovanili nerazzurre, già protagonista in primavera, ma anche il 2005 Tavanti spera di ritagliarsi spazio in difesa, al pari di Palestra e il sopracitato Vavassori.

Il percorso sarà certamente lungo: nei mesi a venire Fioretto cercherà di compattare ulteriormente il gruppo: con lo sviluppo del talento i risultati arriveranno di conseguenza e l’inizio negativo verrà presto dimenticato.

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