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La testimonianza

“Io, 20enne disabile, lasciata a terra dal bus sotto la pioggia: spesso non mi fanno salire con la carrozzella”

Il racconto di Fatiha Mahsori, una ragazza di Trescore che frequenta un corso di informatica a Ponte San Pietro: "Prenoto le corse sul sito di Arriva, ma capita che non mi carichino. Ho inviato segnalazioni e reclami, nessuno risponde"

Trescore Balneario. Fatiha Mahsori è una ragazza di 20 anni, abita a Trescore Balneario. Frequenta un corso di informatica e tutte le mattine raggiunge Ponte San Pietro in autobus, quando è fortunata. Perché spesso capita che gli autisti non la facciano salire, dato che è su una sedia a rotelle.

“A volte mi dicono che le pedane non funzionano, altre che c’è troppa gente e non c’è spazio per me e per la mia carrozzella. Una volta addirittura, sotto la pioggia, un autista mi ha chiuso la porta in faccia quando gli ho detto che dovevo salire e mi serviva il supporto meccanico”, racconta Fathia.

“Sono settimane che provo a prendere i trasporti, ma per chi è disabile è davvero molto difficile – continua -. Ho avuto diversi problemi con i pullman della compagnia Arriva, che utilizzo per arrivare da Trescore a Bergamo. Poi in stazione cambio autobus e prendo quello dell’Atb per raggiungere Ponte San Pietro, e con loro non mi è mai capitato di essere lasciata a terra”.

Prima di presentarsi alla pensilina per aspettare il bus, Fathia compila il modulo sul sito di Arriva, dove è possibile prenotare la corsa su mezzi dotati di dispositivi per disabili. “Mi sono adeguata a questa politica, anche se trovo ingiusto che una persona con disabilità debba fare richiesta 24 ore prima di prendere il pullman. E se avessi un’urgenza? Però, siccome era necessario, l’ho fatto, ma non ricevo mai una conferma. Visto quanto spesso mi succede di non essere caricata, evidentemente la mia domanda non viene presa in considerazione”.

Dopo aver vissuto per diverse volte questa frustrante esperienza, la ragazza ha inoltrato segnalazioni e inviato mail di reclamo all’azienda di trasporti, ma nessuno le ha mai risposto. È anche andata personalmente all’ufficio di Arriva a Bergamo, ma non ha risolto i suoi problemi.

“Ho trovato un dipendente che si è preso a cuore il mio caso, al quale ho spiegato le mie difficoltà e lui si è detto disponibile a fare da tramite con l’azienda. Purtroppo però non è cambiato niente”.

Così Fathia, per paura di non raggiungere Ponte San Pietro in tempo per iniziare la lezione alle 9, si sveglia un’ora prima: “La mia giornata inizia alle 6, mi preparo e mi presento alla pensilina con molto anticipo, così se il primo autobus non mi carica, prendo quello successivo sperando di poter salire”.

“Tutto ciò è assurdo e ingiusto nei confronti di una persona che prova ad accettare la propria malattia, ma si trova di fronte a questi episodi – si sfoga la 20enne -. Non posso essere una ragazza libera di poter andare e usare i trasporti come e quando voglio perché me la fanno pesare costantemente. Sembra che io abbia deciso di aver una disabilità. Con questa mia testimonianza vorrei poter dar voce a tutte quelle persone che si trovano nella mia stessa situazione”.

 

fatiha

 

La replica di Arriva

“Arriva Italia specifica innanzitutto che il servizio di prenotazione trasporto disabili è una misura cautelare prevista a livello regionale da molti gestori del trasporto pubblico locale, attuata al fine di prestare un servizio ottimale per il soggetto fruitore.

Rappresenta cioè un modo per essere preallertati della presenza di un disabile, e permetterci di adottare in via preventiva tutte le misure necessarie per il suo trasporto. Non tutti gli autobus della flotta sono infatti muniti di pedana, anche se è stato già adattato quasi il 90% dei mezzi.

Specifichiamo inoltre che la mancata prenotazione non preclude la possibilità del soggetto di utilizzare un mezzo di trasporto pubblico locale ma trattasi, come specificato, di una prassi per la tutela del viaggiatore stesso.

Siamo ovviamente molto dispiaciuti per quanto segnalato dalla viaggiatrice, e abbiamo verificato quanto successo, riscontrando una segnalazione solo nella giornata del 6 settembre. Quel giorno si è verificato infatti un grave incidente a Endine, un camion si è ribaltato lungo il percorso della linea C e ciò ha comportato inevitabili disagi, con relativi ritardi e sovraffollamenti fuori dalla normale quotidianità.

L’autobus su cui sarebbe dovuta salire la ragazza, è per questo giunto a Trescore con un numero di utenti tale da non consentire di caricare né lei né altri in attesa alla medesima fermata. Peraltro, non avendo Arriva ricevuto la segnalazione della sua presenza tramite l’apposito modulo, non è stato possibile adottare azioni preventive per garantirne il trasporto.

Ribadiamo che è per noi di aiuto la compilazione del form disabilità disponibile sul sito e agli sportelli per dare modo agli uffici operativi di verificare che sulla corsa utilizzata siano adottate tutte le misure necessarie, ma non ci risulta che su quella tratta siano pervenute prenotazioni per trasporto disabili negli ultimi 5 mesi.

Tutti i giorni trasportiamo persone con disabilità cercando di prestare la massima attenzione al servizio offerto, e vogliamo continuare a farlo. Invitiamo quindi Fatiha a un contatto diretto con il responsabile del movimento, in modo da venire a conoscenza delle sue esigenze specifiche e degli orari in cui ha necessità di trasporto, al fine di poterle offrire un servizio sempre più vicino alle sue necessità”.

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