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Covid, aumentano i contagi ma diminuiscono ricoveri e decessi

Dal 13 al 19 settembre è cresciuto il numero di nuovi casi nella provincia di Bergamo che passano da 1.918 a 2.085, con un incremento dell’8,7%

Lieve rialzo nella settimana epidemiologica 13/19 settembre: i nuovi casi a livello nazionale sono stati 114.843 (+4,6% dai 109.819 del periodo precedente); media giornaliera 16.406 (da 15.688).

Risale anche il rapporto positivi/tamponi medio: dall’11,39 % all’12,18%. Si registra una ulteriore diminuzione per quanto riguarda il numero dei ricoverati in terapia
intensiva, che scendono dai 176 della scorsa settimana agli attuali 151.

Scende anche il numero dei pazienti in Area Covid, che passa da 3.989 a 3.493. In calo anche il numero dei nuovi ingressi in T.I., che passa da 125 del periodo precedente agli attuali 93.

In leggera diminuzione il numero dei decessi: nel periodo osservato sono stati 367 (370 nel precedente). I tamponi totali sono stati 945.917, in calo rispetto ai 958.505 di una settimana fa. Scendono gli indici di occupazione, sia nei Reparti Covid, dal 6% al 5,5%, sia nei Reparti di Terapia Intensiva: dall’1,8% all’1,5%.

Sempre in calo il numero dei pazienti in isolamento domiciliare: nel periodo sono stati 423.578 (erano 458.504). Sale l’Rt: da 0,87 a 0,91. Crescono la curva dei contagi: da 0,08 a 0,09 e l’indice di contagio ogni 100 mila abitanti: da 188 a 196.

Lombardia e Bergamo

Anche in Lombardia registriamo un incremento nel numero dei nuovi casi: nel periodo preso in osservazione sono stati infatti 18.744 i positivi che, rispetto ai 16.626 della settimana precedente, danno una percentuale del +12,7%.

Ancora in calo il numero dei ricoverati in Area Covid, che passano da 514 a 477; in diminuzione anche quello dei pazienti in terapia intensiva, che passano da 14 a 10.
In ribasso anche il numero dei nuovi ingressi in T.I.: da 11 a 6. I suddetti numeri determinano quindi una diminuzione nell’indice relativo all’occupazione dei Reparti Covid che passa dal 5,1% al 4,6%; e di quello dei Reparti di Terapia Intensiva: da 0,7% a 0,6%.

Diminuisce il numero dei decessi settimanali: da 80 a 58. Per quanto riguarda gli attualmente positivi, dopo settimane di continui cali si registra un primo aumento: sono ora 34.670 (erano 33.559 la settimana scorsa); lo stesso anche per quanto riguarda le persone attualmente in isolamento domiciliare, che sono ora 34.183 (erano 33.031).

Sale l’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti, che passa da 168 a 188; anche l’indice medio settimanale di positività è in ripresa dall’11,19% al 12,57%. Cresce il numero di nuovi casi nella provincia di Bergamo: nel periodo osservato i positivi sono stati 2.085 (1.918 la settimana scorsa), con un incremento quindi dell’8,7%.

Stabile il numero di pazienti ricoverati nel Reparto Covid nell’ospedale cittadino: da 19 a 18. Un ricoverato in Terapia Intensiva (3 la scorsa settimana). I decessi sono stati 3 (6 nello scorso periodo). Sale l’indice di contagio ogni 100 mila abitanti: da 173 a 188.

Situazione

La circolazione virale in Italia è in una fase di lieve ripresa, con valori particolarmente bassi per quanto riguarda l’occupazione ospedaliera. Nella settimana appena trascorsa abbiamo infatti toccato nuovi minimi per quanto riguarda i ricoverati con sintomi (3.420): il valore più basso da 313 giorni, ma quasi cinque volte il minimo
(705) registrato nell’intera pandemia.

I ricoverati in Terapia Intensiva sono al minimo da oltre due anni (133 il 6/9/2020 – 142 il 16/9/2022), ma comunque quasi quattro volte il minimo assoluto (38).
Essendo questi due indici (il terzo sono i decessi, anch’essi sui minimi di periodo), che segnano la fine di una ondata e la ripartenza di una nuova, le prossime settimane saranno importanti per valutarne la portata: le temperature si abbasseranno, staremo più al chiuso, e si valuterà l’impatto del sostanziale pieno ritorno alla normalità.

Vaccinarsi con il primo vaccino disponibile

Lunedì 12 settembre sono partite le somministrazioni, sia pure a ritmo lento e in modo differenziato tra le Regioni, dei primi vaccini aggiornati anti-Omicron Ba.1. Allo stesso tempo è stata data autorizzazione per il nuovo «booster» (di richiamo) prodotto da Pfizer/BioNTech contro le sotto varianti di Omicron Ba.4 e Ba.5, oltre al ceppo originario SARS-CoV-2.

Una sovrapposizione fonte di dubbi in molte persone circa l’opportunità o meno di aspettare la “versione” ultima arrivata. Il nuovo vaccino anti-Omicron Ba.4 e Ba.5, secondo la previsione fatta dal direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Nicola Magrini, sarà disponibile tra due o tre settimane. È stato approvato con gli stessi criteri sulla base dei quali è stato approvato negli Stati Uniti, ovvero solo con dati su animali e il che significa che si è standardizzata una nuova tecnica di approvazione come per la vaccinazione antinfluenzale.

Ma la tempistica resta comunque fondamentale. E su questo non esistono esitazioni di sorta secondo Magrini, bisogna “cioè vaccinarsi con il vaccino che è attualmente disponibile”.

La platea di riferimento

La Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia del farmaco ha ribadito che la popolazione a maggior rischio di sviluppare malattia grave, per la quale quindi la dose booster è raccomandata in via prioritaria, consiste nei soggetti che presentano fattori di rischio e gli over 60. Tutti gli altri soggetti possono comunque vaccinarsi con la dose booster su consiglio del medico o come scelta individuale. Inoltre per il Cts dell’Aifa al momento non ci sono elementi per esprimere un giudizio preferenziale nei confronti dei diversi vaccini bivalenti disponibili (ceppo originario Ba.1 e Ba.4 e Ba.5).