L’avventura di Daniele: “Un sogno arrivare alle mura di Costantinopoli con la mia bici”
“Il momento più bello? Quando a pochi chilometri da Istanbul ho cominciato ad intravedere il profilo della città all’orizzonte, con i suoi minareti. Finalmente avevo capito che ce l’avevo fatta”
Il protagonista di questa grande impresa si chiama Daniele Bizzoni: un ragazzo di 25 anni che nella vita fa l’architetto. Lui stesso afferma che la forza mentale lo ha aiutato più di quella fisica, insieme alla determinazione per raggiungere la meta, Istanbul. Con una bici e uno zaino, ha dimostrato che per esplorare luoghi fantastici, e interagire con persone che grazie alla loro cultura ci regalano sempre qualcosa di nuovo, basta poco. Abbiamo avuto il piacere di sentire Daniele al suo ritorno da questa impresa. E di farci raccontare il viaggio con le sue bellezze, ma anche i suoi rischi.
Bentornato a Bergamo Daniele. Quale è stato il momento più bello del tuo viaggio?
Il momento più bello è stato quando a pochi chilometri da Istanbul ho cominciato ad intravedere il profilo della città all’orizzonte, caratterizzata dai suoi minareti. Finalmente avevo capito che ce l’avevo fatta per davvero e che ormai era solo questione di poche pedalate per arrivare alla meta. Un sorriso di soddisfazione mi è scappato. Entrare dalle mura di Costantinopoli è stata un’emozione unica e realizzare di essere arrivato sotto la Basilica di Santa Sofia con la mia bici è stato un sogno.
Quali sensazioni ti ha dato l’aver viaggiato a contatto con la natura?
I chilometri macinati nella natura incontaminata sono stati moltissimi. Mi vengono subito in mente i boschi della Slovenia, le strade rocciose della Croazia e le colline greche. Molte volte mi sono ritrovato da solo in mezzo al nulla per molti chilometri, senza incontrare nessuno per lunghe distanze. Nel mentre in cui pedalavo pensavo a quanto fossi piccolo rispetto a tutto quello che mi stava circondando e di quanta bellezza avessi attorno in quel momento. Ho visto posti veramente stupendi.
Avrai avuto modo di interagire con culture diverse e conoscere nuove persone. Quali incontri ti hanno colpito?
Le persone incontrate e con cui ho scambiato qualche parola durante il viaggio sono state veramente tante. L’ospitalità durante il viaggio non è mai mancata, la gentilezza delle persone mi ha sorpreso. Questo mi è successo in Croazia, dove cercando casualmente un albergo ho incontrato Goran, che a Sebenicco mi ha messo a disposizione una stanza senza chiedermi nulla in cambio. Sono stato accolto dalla sua famiglia come se fossi uno di loro, al punto di lavare e stendere i miei vestiti e preparare una borsa piena di cibo per farmi affrontare al meglio la giornata successiva. Altro incontro memorabile è avvenuto sulla strada per Alessandropoli, sempre in Grecia. Dopo aver bucato una gomma che in quel momento non potevo riparare, sono stato costretto a fare l’autostop, conoscendo Anastasios e Athina, che mi hanno portato alla città più vicina, a circa 40km, offrendo il loro aiuto e rifiutandosi di lasciarmi nel nulla greco. Ho incontrato persone fantastiche.
Quali sono gli ostacoli più grandi che hai dovuto affrontare e come hai reagito?
Gli ostacoli lungo il percorso sono stati vari, come i problemi alla bici e il vento che a volte rendeva quasi impossibile andare avanti da quanto soffiava forte. L’obiettivo che avevo in testa però era ben chiaro, sapevo perfettamente che l’unica cosa che volevo fare era arrivare a destinazione, e anche quando si verificavano eventi spiacevoli o subentrava la stanchezza, l’unica cosa da fare era tenere duro. In questi casi, la forza mentale e la voglia di proseguire contava molto di più della forza fisica.
Penso al raffreddore dopo una lunga pioggia, all’attraversare il bosco di notte o al fatto di non trovare un posto adatto per dormire…
Mi è capitato più volte di arrivare a destinazione di sera, trovandomi magari nel mezzo dei boschi sloveni, in cui la mia torcia non era sufficiente per vedere e l’unico aiuto che avevo era quello della luce della luna, oppure nel buio pesto delle colline del Montenegro a fianco di una specie di autostrada non illuminata che non rendeva per niente sicura la mia marcia. Una sera quando ero ancora in Croazia, a pochi chilometri dal confine con la Bosnia, nella località di Vgorac, non ho trovato nessun albergo libero dove poter dormire, e l’unica soluzione, dopo aver studiato la zona, cercando di trovare il luogo più sicuro dove accamparsi e meno soggetto alla vista delle persone, è stata quella di fare free camping sul tetto di un edificio vicino ad una chiesa. Sono state tutte cose che prima di partire avevo già messo in conto, l’importante è stato adattarsi a queste situazioni che sono parte integrante dell’avventura e che ripensandoci, ora, hanno reso tutto più speciale.
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Mai pensato di arrenderti?
Il terzo giorno quando mi sono svegliato a Portogruaro con un ginocchio veramente gonfio, in quel momento il pensiero di tornare indietro per la testa è balenato. Era da qualche tempo prima della partenza che sentivo fastidi che spesso rendevano difficoltosa la pedalata, ma mai come quella mattina. Inevitabilmente, ho pensato che se avessi continuato con dolori così intensi sarebbe stata veramente dura raggiungere la destinazione. Fortunatamente nel corso dei giorni tutto è andato apposto.
Insegnamenti per la prossima volta?
Una cosa che terrò molto più in considerazione sarà il fatto di munirmi di luci molto più potenti e di puntare molto di più sulla sicurezza dato che ho percorso molte tappe in notturna. In questi viaggi valutare la giusta attrezzatura è fondamentale. Studio dell’equipaggiamento ed esperienza sul campo sono fondamentali per affrontare il viaggio al meglio.
La meta di questo viaggio è stata Istanbul. Ne è valsa la pena?
La meta finale scelta ha ripagato tutte le aspettative e le fatiche del viaggio. Istanbul è una città fantastica. Era una destinazione a cui ambivo da tempo, e raggiungerla in bici ha reso tutto ancora più bello. Purtroppo per tempistiche e motivi organizzativi ho potuto passare un solo giorno in città.
Come hanno reagito le persone che ti sono vicine?
Hanno saputo di questo viaggio solo dopo che avevo maturato da un po’ di tempo questa decisione. E soprattutto dopo avere valutato e studiato la reale fattibilità della cosa. I commenti sono stati dei più disparati. C’è chi mi ha dato del folle, chi mi ha incoraggiato fin da subito e chi l’ha vissuta con più ansia. Devo dire che il sostegno durante il viaggio è stato molto, sia da parte di persone di mia conoscenza che non. Sono stato contattato sui social anche da chi non conoscevo, dimostrando interesse per il viaggio.
Chi ti ha incoraggiato di più?
Ovviamente quelle che mi sono state più vicine e con cui sono stato più in contatto sono stati i miei famigliari, la mia ragazza e i miei amici, con tutti loro mi aggiornavo quotidianamente. Sentivo più volte al giorno i miei genitori, ero costantemente ero in contatto con la mia ragazza, che ha seguito il mio viaggio come se fosse con me, la aggiornavo infatti su qualsiasi cosa succedesse durante le mie giornate. Non mancavano anche le videochiamate con amici. Con uno di loro sono riuscito anche a organizzare un incontro in Montenegro, trovandosi lui in vacanza con la fidanzata, nei pressi di Tivat. L’affetto non è mancato.
Rifarai un viaggio simile o andrai al mare come tutti?
Sono appena tornato da due giorni in Toscana con la mia ragazza. Un fine settimana per riposare un po’ ci voleva, anche se ammetto che dopo due giorni dal ritorno da Istanbul la voglia di ripartire era già tanta. Se avessi avuto più tempo, avrei proseguito sulla rotta turca per poi entrare in Iran, un altro paese da tempo sul mio taccuino delle mete preferite, ma purtroppo avevo a disposizione solo tre settimane. Non vedo l’ora di cominciare ad organizzare la prossima avventura, le mete che sogno nella mia testa sono tantissime. Mi piacerebbe fare un tour italiano, ma a livello estero le mete che più mi piacerebbe affrontare sarebbero da casa a Santiago de Compostela, la California, che era stata la prima meta a cui avevo pensato quest’anno, e ultimamente mi attrae moltissimo l’Islanda. La voglia di esplorare con la mia bicicletta è tanta. La voglia di ripartire anche.


