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Lega, Attilio Fontana: “Ci prendono in giro, ma vinceremo le elezioni e diventeremo autonomi”

L’onorevole Cristian Invernizzi: “E’ una possibilità concessa dalla Costituzione. Peccato che questo testo, insieme alla Bibbia, sia tra i più citati in Parlamento, ma sono pochi quelli che l’hanno letto”

Bergamo. “Chi sceglie la Lega fa una scelta di campo, fatta di valori, di tradizioni e, soprattutto, di credo nell’autonomia regionale”. Questo il sunto della serata, interamente dedicata al regionalismo differenziato, andata in scena nella serata di martedì sera, con il convegno organizzato nello scenario dell’auditorium di Colognola, incontro targato Lega. A fare gli onori di casa, con guest star Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, Alessandro Carrara, segretario cittadino del partito, che ha ringraziato i presenti e ha ribadito l’importanza di raccontare, ancora una volta, quanto questo tema sia in cima ai pensieri del Carroccio. Subito la parola a Claudia Terzi, assessore regionale ai Trasporti che ha spiegato come “il tema dell’autonomia è e resta in cima alle priorità della Lega. Sappiate che l’impegno in merito alla materia non si è mai fermato e ha visto lavorare convintamente le regioni. Quando si parla di autonomia, ci tengo a sottolineare, non c’è assolutamente la volontà di mettere in contrapposizione una realtà con un’altra, piuttosto la necessità di fare in modo che gli amministratori si assumano le proprie responsabilità. Autonomia vuol dire mettere in evidenza ciò che è efficiente e valorizzarlo, e stare accanto, aiutare, chi non è in grado di agire nella stessa maniera. Ricordo, e questo è un pensiero squisitamente politico, che l’autonomia è stata voluta e sostenuta principalmente dalla Lega e non da tutto il centrodestra: Lega che si è impegnata fin dalla prima ora a portare avanti questo progetto, senza rimanere seduta in poltrona, come in molti hanno fatto, aspettando che l’idea prendesse forma per mano di altri”.

Lucio De Luca, sindaco di Azzano San Paolo e vice presidente Anci Lombardia, porta la sua esperienza da amministratore bergamasco: “E’ chiaro che parlare di autonomia significa parlare di case popolari, di minori, di immigrazione, di ricchezza che dovrebbe rimanere sul territorio, dando così la possibilità ai comuni stessi, piccoli o grandi che siano, di investire sul territorio utilizzando una serie di risorse che possono, appunto, concorrere ad aiutarli a lavorare meglio, a beneficio del paese o della città in questione, permettendo oltretutto anche una più facile individuazione del responsabile, inteso sia come persona fisica che come ente locale”.

Stefano Galli, assessore regionale alla Cultura e all’Autonomia: “E’ incostituzionale quanto è stato fatto da Del Rio, diciamo che si è inventato una legge attendista. Detto questo, parlare di autonomia è fondamentale specie in una Nazione come la nostra, così diversa e variegata nella sua natura. E il vero scandalo del regionalismo italiano è proprio quello di aver trattato in maniera uniforme tutte le regioni, il che ha messo veramente a fuoco i grandi differenziali e individuato chi ha lapidato i fondi e, al contrario, chi invece li ha valorizzati. E alla luce dei quattro anni e mezzo di Governo, mi sento di dire che il perno è e resta quello di una leale collaborazione tra gli apparati amministrativi e i territori. A cinque anni dal referendum, qualche ragionamento va fatto: credo che sia stato un atto dovuto e aver ricevuto il mandato a trattare da parte dei cittadini lombardi e veneti è stato un passaggio importante, da tenere assolutamente in considerazione. La richiesta è pertanto legittima e la mia speranza è che dal 25 di settembre si volti veramente pagina”.

Un lungo applauso per accogliere Attilio Fontana presidente Regione Lombardia: “Sono nato leghista e ho cominciato a parlare di autonomia tantissimi anni fa. Innanzitutto voglio rimarcare quelle che sono le intenzioni che continuano ad animare la Lega, quella di ieri e quella di oggi: vogliamo tutelare il territorio, convinti che possa avere la capacità di autogestirsi. Riapriamo un libro chiuso dal governo giallorosso e dalla pandemia. Dobbiamo ricordarci chi siamo e dove vogliamo andare. Voi dovete sapere che il costo pro capite, ovvero il costo di ogni singolo cittadino, vede la regione Lombardia tra la più economica di tutte: ogni singola persona costa 1300 euro all’anno, tutte le altre di più, chi più e chi meno. Se ogni regione avesse gli stessi oneri della nostra, lo stato risparmierebbe ben 65 miliardi ogni anno. capite bene di cosa stiamo parlando. Con questa riforma si parla solo di responsabilità: nessuno vuole togliere un euro alle altre regioni, nessuno vuole penalizzare il Sud. Qui si mettono solo alla prova le disponibilità dei territori e le capacità degli amministratori di gestire le risorse, erogando contestualmente i migliori servizi ai nostri cittadini”. Poi il presidente s’accende, e parecchio: “E non siamo più disposti a farci prendere in giro. Non siamo più disposti ad aspettare ancora. La cosa che mi dà più fastidio in assoluto è che vengano presi in giro i cittadini della Lombardia e del Veneto. Sono convinto che dopo il 25 settembre, dopo che avremo vinto le elezioni, riusciremo a centrare tutti i nostri obiettivi, autonomia compresa”.

Cristian Invernizzi, onorevole della Lega, commissario provinciale e presidente commissione bicamerale dei deputati sul federalismo fiscale: “Negli ultimi dieci anni, nulla è stato fatto a livello di Parlamento. Purtroppo. Una delle cose di cui ti rendi conto quando vivi la politica romana è che la Bibbia e la Costituzione sono sì i libri più citati, ma certamente quelli meno letti. E questo lo dico perché la nostra legge, appunto, prevede il regionalismo differenziato che, ribadisco, non è certo una richiesta del Nord e nella fattispecie della Lega per aumentare il divario tra settentrione e meridione. Si tratta solo di una mera applicazione della costituzione vigente. E’ dovere delle Regione, in questo caso Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, di chiedere la traduzione in atti delle norme in essere. Ma è chiaro che manca la volontà politica, a partire dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che perderebbe il suo potere attuale con il trasferimento delle materie di competenza. Quindi, o il 25 settembre una maggioranza coesa si farà sentire per mettere a terra il regionalismo differenziato, o si dovrà continuare a lottare perché la Costituzione venga applicata. E questo tema andrà certamente messo nero su bianco anche con le altre forze della nostra coalizione, come ad esempio Fratelli d’Italia che, ogni giorno, chiede alla Lega di prendere un impegno scritto. Ecco, questo lo dovrà essere. Ovviamente dopo le urgenze e i temi contingenti, ma lo sarà”.