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Le criticità

Scuola, prima campanella anche per il trasporto pubblico bergamasco: all’appello mancano 50 autisti

Non sono pochi e pesano soprattutto sul sistema interurbano: "Ma al momento non risultano servizi scoperti"

Bergamo. La prima campanella è suonata lunedì mattina, 12 settembre. È suonata per 160 mila studenti bergamaschi, ma anche per il trasporto pubblico locale, che si affaccia al nuovo anno scolastico con una serie di punti interrogativi. Il primo è legato all’organico. “All’appello mancano una cinquantina di autisti – fa presente Emilio Grassi, direttore dell’Agenzia del trasporto pubblico locale della provincia di Bergamo -. Non sono pochi, ma al momento non risultano servizi scoperti”.

Durante la pandemia c’è chi ha lasciato il posto di lavoro: qualcuno è passato al trasporto merci, qualcun altro ha cambiato completamente settore. Tant’è che sul sito dell’Agenzia del trasporto pubblico locale gli avvisi di ricerca personale campeggiano da fine maggio. “Le carenze, al momento, si fanno sentire soprattutto sul sistema interurbano, ma in qualche modo le aziende riescono a sopperire – chiarisce Grassi -. In attesa di interventi strutturali (migliori contratti, per esempio ndr) si rivolgono ai privati in cerca di autisti in subappalto”, finendo col pagare di più il personale non specializzato.

La coperta è corta, ma in qualche modo si riesce a garantire il servizio coprendo le assenze ordinarie. All’incirca, sono 45-50 mila gli studenti che dovrebbero raggiungere le scuole di città e provincia con i mezzi pubblici, 5.500 le corse giornalieri da gestire, 670 i mezzi e più o meno 700 autisti. “Già a maggio abbiamo chiesto alle scuole di quantificare il numero degli studenti, per organizzare al meglio le corse – prosegue Grassi -. La metà degli istituti ha risposto, confermando l’ingresso unico e l’uscita alle ore 13 nel 60% dei casi, alle 14 nel 30%”. Il servizio è organizzato come due anni fa, prima degli stravolgimenti legati alla pandemia. E i problemi, prevede Grassi, saranno più o meno gli stessi: “Corse sature nelle ore di punta e poche risorse per aumentare le corse aggiuntive”.

Il direttore dell’Agenzia del trasporto pubblico locale spiega che, nonostante la graduale uscita dalla pandemia, “si registra ancora un 20% di domanda in meno, che significa minori introiti da traffico rispetto al previsto”. Un’altra incognita è legata alle modalità con cui l’utenza approccerà il servizio, visti i due anni di restrizioni alle spalle. “Oggi possiamo caricare il 100% della capienza, ma non è detto che tutti i passeggeri accolgano questa possibilità”.

C’è poi il capitolo del caro carburante. “Noi i rincari di quest’anno li vedremo l’anno prossimo – conclude Grassi -. Le risorse saranno incrementate del 2-3%, ma l’inflazione viaggia attorno all’8%. È evidente che c’è un gap da colmare”.

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