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Bergamo, folle fuga in moto con incidente: 25enne a processo se la cava con un divieto di dimora

Da via Baschenis a via Carducci, mettendo a rischio automobilisti, pedoni e agenti stessi. Poi lo schianto e l’arresto: in tasca aveva droga

Bergamo. Arresto convalidato con divieto di dimora a Bergamo e provincia, condanna a 3 mesi di carcere con pena sospesa e restituzione del denaro che gli era sequestrato. Se l’è cavata così K. M. A., 25enne tunisino irregolare in Italia, protagonista di una fuga da film dalla polizia locale per le vie del centro di Bergamo.

È successo mercoledì (31 agosto) intorno alle 14.30. Una pattuglia in auto ha affiancato il giovane a bordo di uno scooterone TMax 500, che mentre percorreva via San Giorgio stava messaggiando al telefono. Quando gli è stato intimato l’alt per un controllo, invece di fermarsi ha accelerato cercando di seminare le forze dell’ordine.

Ne è scaturito un inseguimento verso via Baschenis, via Previtali, via Moroni e via Carducci, con il centauro che ha ignorato semafori rossi e precedenze, mettendo a rischio l’incolumità di automobilisti, pedoni e degli agenti stessi.

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Giunto alla rotonda Locatelli, a causa della velocità sostenuta (ha toccato i 160 km/h), il tunisino ha perso il controllo del mezzo, ha urtato un cartello segnaletico ed è finito a terra, mentre la moto è stata sbalzata in aria per tre metri. Nell’incidente ha riportato la frattura del malleolo del piede destro, che però non gli ha impedito di proseguire la sua fuga a piedi.

Di corsa ha raggiunto l’istituto Caniana in via Del Polaresco e ha scavalcato il cancello entrando in cortile. Lì, finalmente, è stato bloccato anche grazie all’intervento di altre due pattuglie giunte in supporto.

Arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, il 25enne aveva in tasca due dosi di cocaina e un pezzo di fumo da circa due grammi, oltre ad alcune decine di euro e un permesso di soggiorno falso. Dagli accertamenti è emerso che aveva già almeno un paio di condanne per spaccio di sostanze stupefacenti.

Giovedì il processo per direttissima. K. M. A. in aula ha chiesto scusa in lacrime, spiegando di essere un giocatore di calcio in Francia e che la sua compagna aspetta un figlio. Il giudice Bianca Maria Bianchi ha convalidato l’arresto con divieto di dimora a Bergamo e provincia, gli ha inflitto una condanna a 3 mesi di carcere con pena sospesa e la restituzione del denaro che gli era sequestrato. Il 25enne è stato rimesso in libertà. Nel frattempo è stata avviata la procedura per il rimpatrio in Tunisia.