Per il gip non è tentato omicidio, ma il 76enne di Canonica resta ai domiciliari per stalking
Nell’udienza di convalida è caduta l’accusa più pesante legata al presunto investimento del vicino ed è spuntata una nuova versione dei fatti
Canonica d’Adda. Resta ai domiciliari solo per il reato di stalking ma non per quello di tentato omicidio S. C., 76 anni, dopo che martedì mattina secondo la procura avrebbe cercato di investire un vicino di casa. Ma non per il giudice delle indagini preliminari, che non ha convalidato l’arresto non riconoscendo l’imputazione più pesante.
Secondo la versione dell’uomo, che venerdì si è presentato in tribunale con la moglie e la figlia, oltre al suo avvocato Alessia Pasinetti, le cose sono andate in modo diverso. L’altra mattina è uscito di casa, in via Sant’Anna 2A a Canonica, intorno alle dieci per portare la sua auto d’epoca a far riparare. Quando il meccanico gli ha detto che avrebbe dovuto cambiare l’albero motore, si è ricordato che in garage ne aveva uno ed è tornato per prenderlo.
L’ha caricato sul suo Hummer ed è ripartito. Nell’uscire ha notato che alla finestra c’era un 36enne che, a suo dire, lo guardava con aria di sfida anche in virtù di una serie di screzi che c’erano stati in precedenza tra di loro.
S. C. gli avrebbe così detto cosa voleva e l’uomo, corpulento, sarebbe uscito di casa con fare minaccioso. È a quel punto che il 76enne ha urtato, non si capisce se volontariamente o meno, con il suo mezzo il vicino, il quale ha riportato cinque giorni di prognosi per alcune escoriazioni a un braccio.
Altri residenti della zona hanno assistito alla scena e hanno chiamato le forze dell’ordine. Dalle testimonianze raccolte, è emerso che l’anziano ha alle spalle diverse discussioni piuttosto animate con gli abitanti della via, sempre per futili motivi.
In base a questo il pubblico ministero Giancarlo Mancusi ha deciso di contestargli anche gli atti persecutori, l’unico reato riconosciuto dal Gip Riccardo Moreschi nell’udienza di convalida di venerdì mattina.




