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In eritrea

Missione bergamasca all’ospedale di Asmara: “Ecografo e visite per ridurre il cancro all’utero” fotogallery

Claudio Crescini, medico e ginecologo di Bergamo, si sta preparando ad una missione in Eritrea. Partirà per il Paese africano il 25 agosto e rientrerà a Bergamo il 7 settembre. Porterà all’ospedale Edaga Hamus di Asmara un ecografo di alta qualità ed inizierà un corso di formazione per gli operatori locali

C’è chi è in vacanza, chi sta tornando e chi si sta preparando ad un altro tipo di viaggio. Claudio Crescini, medico ginecologo, vicepresidente AOGOI e direttore Scientifico ASST Bergamo Est

La provincia di Bergamo ha sicuramente in Italia il primato per quanto riguarda la solidarietà con i Paesi a basso reddito e gli aiuti alle popolazioni colpite da catastrofi naturali, epidemie e guerre.
Molte centinaia di bergamaschi impegnati in azioni umanitarie in tutto il mondo tra cui l’Eritrea.

Paese molto povero, di non facile accesso per la situazione politica e per il costante stato di guerra prima con l’Etiopia e poi il Tigrai.
Paese con un profondo legame con l’Italia essendo stato la prima colonia italiana dal 1890 e poi ancora con la presenza di nostri connazionali anche dopo l’indipendenza e durata fino alla rivoluzione del 1975 con il rimpatrio di gran parte degli italiani.

Un legame lungo e tormentato quello con l’Italia caratterizzato purtroppo anche da atrocità che però non hanno lasciato una eredità vendicativa ma un desiderio di collaborazione su basi egualitarie. Purtroppo la scuola italiana ad Asmara , la più grande scuola estera del nostro Paese nel mondo, è stata definitivamente chiusa con la pandemia con un gravissimo danno per le relazioni tra i due Paesi. Come sempre la povertà , la guerra e le calamità naturali colpiscono soprattutto le fasce deboli della popolazione: anziani, donne e bambini. Così in Eritrea la condizione in cui vivono le donne è molto difficile in particolare per quanto riguarda l’assistenza medica soprattutto in gravidanza.

Non esiste il Pap-test e ovviamente neppure il vaccino per il papillomavirus che in occidente ha portato alla scomparsa del cancro del collo dell’utero che invece in Eritrea rimane il tumore femminile più frequente. Anche i servizi basilari come l’energia elettrica e l’acqua potabile non sono garantiti stabilmente ma subiscono frequenti interruzioni. Essendo un Paese piuttosto chiuso verso l’esterno e molto autarchico non è facile portare aiuti anche se disinteressati soprattutto da parte delle organizzazioni internazionali sospettate di essere portatrici di influenze straniere.
Per questi motivi è più facile intervenire con piccole ONG assolutamente apolitiche.

Una di questa è l’associazione Italia Eritrea ASSITER di Roma fondata e diretta da una signora italiana nata e vissuta in Eritrea ed espatriata ai tempi della rivoluzione ma che mantiene un forte legame affettivo con il Paese che le ha dato i natali. La nostra missione è indirizzata prevalentemente alla formazione del personale ostetrico dell’ospedale Edaga Hamus di Asmara provvedendo anche alla fornitura della strumentazione (colposcopio, ecografo ed altro ancora) necessaria per la cura delle donne, gravide e non e dei bimbi.
Nonostante la difficoltà per ottenere il visto in quanto vige un certo contingentamento nel numero di accessi avremo la possibilità attraverso un accordo con il Ministero della Sanità eritreo di realizzare un programma di formazione per ostetriche e medici per iniziare una campagna di Pap test con diagnosi precoce dei tumori del collo uterino con l’obiettivo di ridurre la mortalità per questa terribile malattia che oggi nei Paesi industrializzati è stata oramai quasi sconfitta del tutto mentre continua a mietere tantissime vittime nei Paesi poveri.

Il secondo obiettivo consiste nell’introdurre e diffondere una tecnica diagnostica che da noi è oramai da molti anni abituale: l’ecografia. Oggi nel modo industrializzato è inconcepibile esercitare la ginecologia e l’ostetricia senza disporre di un ecografo che permette di effettuare diagnosi impossibili senza. Per questo motivo porteremo all’ospedale Edaga Hamus di Asmara un ecografo di alta qualità ed inizieremo un corso di formazione per gli operatori locali.

Per quanto riguarda il colposcopio dobbiamo ricordare che il costo è stato parzialmente coperto da una sottoscrizione promossa proprio da Bergamonews.
La solidarietà, il sostegno e gli aiuti che come Paesi ricchi portiamo a quelli più svantaggiati non è solo un doveroso gesto di generosità o di altruismo ma è anche un investimento per noi stessi. Convivere su questa terra con altri popoli che stanno male e che soffrono porta disagio e malessere anche a coloro che stanno meglio. Vivere in un mondo dove le disuguaglianze sono minori ed il benessere è più diffuso rende tutti più felici e riduce i conflitti.

*Claudio Crescini, medico ginecologo, vicepresidente AOGOI e direttore Scientifico ASST Bergamo Est

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