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Appunti & virgole

Atalanta, tanto cuore e Zapata. Lookman subito gol come Maxi

I nerazzurri centrano l'obiettivo vittoria alla prima ed è la quinta consecutiva all'esordio con Gasp. E nel finale in campo tre ragazzi di Zingonia

Il calcio non sarà una scienza esatta, però i valori tecnici quando si confrontano due squadre contano sempre molto. Poi naturalmente non sempre vince il più forte o il migliore, ma è anche il bello di questo gioco, imprevedibile e spesso impronosticabile. E anche le tradizioni, il gol dell’ex e quant’altro, non si ripetono automaticamente.

Perciò fa piacere invece che l‘Atalanta sia riuscita a rispettare la legge del Gasp, ora (dopo il 2-0 del 13 agosto) cinque vittorie su cinque alla prima giornata negli ultimi campionati e anche quattro vittorie su cinque nelle ultime sfide a Genova contro la Sampdoria. Che, a sua volta, rispetta la serie negativa, portando a cinque le sconfitte consecutive all’esordio nel campionato di Serie A.

Intendiamoci: se da più parti, tifosi o no, si diceva che l’Atalanta avrebbe dovuto vincere contro un avversario di livello decisamente inferiore (e però da rispettare fino alla fine), però non era tutto scontato. Voleva vincere, questo sì. E infatti ci ha messo il cuore tutta la squadra, più ancora che la tecnica superiore ai blucerchiati, per conquistare i primi tre punti del campionato.

Gasperini ha ricordato le ultime venti giornate poco felici della scorsa stagione. Impossibile cancellare tutto e tornare improvvisamente, chissà con quale magia, l’Atalanta che vinceva facile 4 o 5 a 0. Non è più quella Atalanta e vedremo se da qui a fine agosto ne verrà fuori una con valori tecnici superiori, grazie all’innesto dell’attaccante e magari di un esterno che possa dare più tranquillità alla rosa. Succederà, se gli uomini mercato riusciranno a sbloccare qualche trattativa per quei “giocatori importanti” a cui ha accennato nei giorni scorsi il mister e soprattutto non si parlerà solo di cessioni, come quella di Freuler o l’altra possibile di Malinovskyi.

L’Atalanta doveva ripartire con un nuovo centrocampo, senza più la coppia fissa, Freuler-De Roon, che fino a ieri era il punto di riferimento, la cabina di regia della squadra. Naturale che non potevano bastare le prove nelle amichevoli, tra l’altro con De Roon dirottato in difesa, per vedere di quale pasta sarebbe stato il nuovo centrocampo. Ci vorrà tempo, così come non si può chiedere subito la luna a Okoli, difensore di grandi mezzi e avvenire, subito titolare in Serie A.

Qualche errore l’ha fatto, ma ha dimostrato anche personalità proteggendo il vantaggio e anche cercando la rete di testa. Questo nonostante un’ammonizione dopo appena 19 minuti, che avrebbe potuto complicare molto la prestazione a chiunque.

Poi nonostante i segnali pessimistici della vigilia hanno superato l’esame e bene i due esterni, Hateboer tornato propositivo come ai bei tempi fornendo l’assist per il palo clamoroso di Maehle e il danese che, errore a parte, fa vedere di non essere in campo per caso e si ricorda di quanto di buono realizza quando va in nazionale.
E se c’era qualche dubbio sullo stato di forma di Zapata, s’è visto quanta voglia abbia di riprendersi la squadra sulle spalle: gli è mancato solo il gol, ma ha dato il la all’azione della rete di Toloi, ha fatto a sportellate per tutta la partita, coprendo ogni zona del campo. Una prestazione da leader, quella di Duvàn. Invece, come purtroppo capita a Genova quando ritrova i suoi vecchi amici doriani, Muriel non è stato all’altezza e non ha saputo incidere con le sue giocate. Tuttavia non è da una partita storta che si giudica Lucho e prima di cederlo (se qualcuno ci pensa) meglio pesare bene se convenga o no.
Subito promosso all’esordio Lookman, arrivato per dare più sprint alla squadra e non certo con la fama di goleador. Uno gliel’ha tolto per centimetri il Var, per quello buono deve anche ringraziare la cavalcata di Malinovsky. Lookman segna all’esordio in A come Maxi Moralez 11 anni fa, sempre a Genova, una doppietta nel 2-2 col Genoa e Maxi non è stato proprio una meteora. Tra l’altro, la concorrenza dovrebbe servire da stimolo a uno come Boga, che finora non ha dato all’Atalanta quello che da lui si attendeva, per non parlare di Musso con le sue uscite spericolate…
Insomma, c’è qualcosa di buono nella prima Dea della stagione, oltre alla vittoria che fa molto bene anche per salutare come meritavano i duemila bergamaschi accorsi a Genova, mettendo da parte i malumori per un mercato un po’ insipido.

E non vogliamo sottolineare i tre ragazzi cresciuti a Zingonia in campo nel finale? Okoli, Scalvini e Zortea, che potrebbero essere figli di Quagliarella, eppure hanno saputo resistere bene all’assalto doriano.
Che Atalanta sarà, ancora bene non lo sappiamo, ma Gasperini ha le idee chiare: come possiamo non fidarci di lui?

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