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La prima in serie a 2022-23

L’Atalanta cerca sé stessa sul campo amico di Genova

Oggi sabato 13 agosto alle 18,30 contro la Sampdoria, a Marassi tre vittorie su quattro nelle ultime partite. Un avvio con molte incognite, la Dea si affida alla coppia di ex Muriel-Zapata

A guardare le statistiche c’è da toccar ferro, sperando che si ripetano i precedenti favorevoli dell’Atalanta sul campo della Sampdoria, cioè tre vittorie e uno 0-0 nelle ultime quattro partite e, se non bastassero, le quattro vittorie su quattro dell’Atalanta negli ultimi esordi in Serie A, mentre la Sampdoria fa proprio il contrario, cioè quattro sconfitte su quattro alla prima giornata. E per trovare l’ultimo successo blucerchiato sui bergamaschi a Marassi bisogna risalire al 2017-18, quando fu un certo Duvàn Zapata, allora con i liguri, a pareggiare il gol iniziale di Cristante, poi Caprari e Linetty fissarono il 3-1. L’anno scorso invece, risultato ribaltato a favore dei nerazzurri: dopo la rete di Caputo, autogol di Askilsen, poi il solito Zapata e al 95′ Ilicic.

Siamo partiti dai numeri, che solitamente vanno in coda tanto per dare qualche punto di riferimento statistico, ma anche per avere una iniezione di ottimismo in un momento in cui il popolo atalantino sembra giustamente sconcertato dagli ultimi eventi: dall’entusiasmo travolgente dei novemila che hanno scandito con cori l’ultimo allenamento dei nerazzurri al Gewiss, a un filotto di circostanze negative, infortunio di Ederson e cessione dell’ex fedelissimo Freuler fino alla conferma della positività di Palomino. Cioè tre titolari persi in un colpo solo e passi per la cessione di Miranchuk, ormai da tempo con la valigia in mano. E pure il dubbio di veder partire anche Malinovskyi (ma è davvero necessario?).

Gasperini prende in mano il timone della squadra e si dice rassicurato dalle dichiarazioni del presidente Antonio Percassi, che promette rinforzi, per cui almeno per un giorno evitiamo di parlare di mercato e proviamo ad affrontare il discorso partita. I tifosi abituati all’Atalanta del Gasp non avrebbero dubbi e vedono una Dea in grado di piegare e avere ancora una volta ragione di un avversario che appare destinato a lottare per salvarsi. Certo, questo si dovrebbe dire e pensare per la vera Atalanta. Ma quale Atalanta vedremo oggi (18,30) nella partita inaugurale del campionato, assieme a quella dei campioni d’Italia del Milan che affrontano a San Siro l’Udinese?

Intanto mancheranno, per la rosa attuale, tra i 18 convocati che significano gli 11 titolari e i 7 della panchina, Palomino sospeso dall’Antidoping, Demiral e Zappacosta fuori per infortunio e pronti a riaggregarsi al gruppo da martedì. Oltre a chi è partito, cioè Freuler, Miranchuk, Pessina, a Ilicic non convocato e in attesa di trasferimento. La faccia nuova, unica per ora e dovremmo vederlo inizialmente in panchina, è quella di Lookman, il cui nome si potrebbe trasformare in Ademola-mia, per dirla in dialetto. Nigeriano con cittadinanza inglese, un’ala che se fosse veloce come Caniggia sarebbe un grande acquisto e lo scopriremo vivendo, come diceva Gasp qualche giorno fa riguardo agli obiettivi dell’Atalanta. Che, appunto, non si possono definire al via del campionato e con mercato aperto fino alla quarta giornata compresa.

Ci si riaffida quindi alla coppia colombiana Muriel-Zapata, che non giocavano insieme dal 1′ dal sofferto 1-1 di Atalanta-Salernitana e fuori casa da Venezia-Atalanta 1-3, con gol del capocannoniere nerazzurro Pasalic e reti di Zapata con assist di Muriel e di Muriel con assist di Zappacosta. Un precedente benaugurante. Dietro di loro dovrebbe esserci come allora Pasalic, sulla linea del centrocampo gli esterni obbligati Hateboer e Maehle e in mediana De Roon e Scalvini. In difesa ritorna Toloi con Okoli che dopo essersi fatto le ossa a Cremona si rivede a Bergamo e Djimsiti.
La Sampdoria ha perso alla vigilia Candreva, che ha ceduto e non era un giocatore qualsiasi. All’attacco si affida al 35enne Caputo mentre il 39enne Quagliarella sarà in panchina, assieme agli ex Depaoli e De Luca. Fuori gioco ancora gli infortunati Gabbiadini e Conti. In Coppa Italia i liguri hanno faticato a prevalere sulla Reggina e, almeno come valori tecnici, anche una Dea in emergenza sembra più forte. Ma si sa, in questo momento, praticamente ancora calcio d’agosto, contano molto anche le gambe. Per arrivare prima degli avversari sulla palla, soprattutto per riuscire ad infilarla in rete.

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