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Ambiente

Il bostrico e la strage di alberi: “Emergenza nazionale, solo a Branzi interventi da 10 milioni” fotogallery

Bergamonews aveva denunciato la situazione disastrosa dei nostri boschi poche settimane fa, ora l'assessore regionale Rolfi lancia definitivamente l'allarme: "La battaglia contro questo insetto sarà la principale battaglia forestale dei prossimi anni"

Branzi. Il bostrico sta infestando tutte le valli lombarde e solo a Branzi, in alta Valle Brembana, serve un intervento forestale da almeno 10 milioni di euro. “È chiaro come Regione Lombardia e gli enti locali non abbiano fondi sufficienti per sobbarcarsi tutta la spesa. Bisogna fare interventi strutturali e soprattutto è necessario un cambio di paradigma: non bisogna più agire quando c’è già il danno. Bisogna trattare gli interventi sul bostrico come prevenzione necessaria per la difesa del territorio”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, mercoledì mattina a Branzi per un sopralluogo insieme al vicesindaco Gabriele Curti, al deputato Daniele Belotti e al consigliere regionale Alex Galizzi.

La provincia di Bergamo presenta una superficie di 113.883 ettari di bosco. Di questi, 17.300 sono ad abete rosso, la preda preferita del bostrico: un piccolo insetto originario dell’Asia settentrionale, presente nelle nostre foreste sin dagli anni Novanta. “La situazione adesso sta esplodendo, anche a causa dei cambiamenti climatici e l’innalzamento delle temperature – aveva spiegato qualche settimana fa la presidente di Legambiente Bergamo, Elena Ferrario, al nostro giornale, accendendo evidentemente i riflettori sul tema  -. Con il caldo, il ciclo riproduttivo di questo parassita è praticamente raddoppiato. Inoltre, molti boschi sono stati trasformati a fini produttivi in monocolture di abete rosso, che è proprio la pianta attaccata dal bostrico”.

 

Bostrico Valle Brembana

 

 

In Valle Brembana, la Regione fa sapere di avere posizionato 13 trappole. A Branzi ne sono presenti 2, più altre due vicine, una a Carona ed una a Isola di Fronda. Le 4 trappole sono state posate in tarda primavera e le catture stanno confermando la persistente fase di pullulazione (fase che si intende raggiunta quando si superano le 8.000 catture per trappola per anno), con numeri elevati, dell’ordine di 1.500-2.000 insetti per trappola a settimana durante la fase di volo. “Il colpo d’occhio è incredibile – aggiunge Rolfi -. Vedere i boschi che diventano rossi fa rabbrividire. Il bostrico non crea solo danni ambientali ed economici, ma anche alla sicurezza delle valli. La collaborazione con i Comuni è stretta. A Roma devono capire che la battaglia contro questo insetto sarà una delle emergenze forestali nei prossimi anni, di gran lunga la più importante”.

La presenza del bostrico è aumentata notevolmente in seguito alla tempesta Vaia. Attualmente l’area di Branzi, come tutta l’alta Valle Brembana (comuni di Isola di Fronda, Valleve, Roncobello) e le valli limitrofe che ospitano abete rosso versa in condizioni di grande difficoltà, con interi versanti rosseggianti di abeti morti e altri già bonificati, completamente scoperti da vegetazione arborea.

“La Regione ha messo venti milioni di euro per interventi forestali post Vaia, più altri due per interventi specifici sul bostrico – conclude Rolfi -. Ormai, però, questo problema va trattato come emergenza nazionale. Rischiamo la perdita di un patrimonio forestale enorme e un cambio significativo del paesaggio”.

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