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La deputata bergamasca

Leyla Ciagà (PD) firma l’appello degli scienziati per il clima

La deputata del Partito Democratico ha sottoscritto la lettera lanciata alla politica italiana dalla Società Italiana per le Scienze del Clima

La deputata del Partito Democratico Leyla Ciagà ha firmato l’appello lanciato alla politica italiana dalla Società Italiana per le Scienze del Clima che in pochi giorni sta viaggiando verso le 100.000 adesioni.

“Ho firmato l’appello lanciato alla politica italiana dalla Società Italiana per le Scienze del Clima perché credo che la crisi climatica debba essere al centro dell’agenda di Governo e dell’azione politica a tutti i livelli amministrativi – dichiara la deputata Dem Leyla Ciagà – gli effetti del riscaldamento globale sono già tra noi, dal caldo torrido alla siccità alle inondazioni, e mettono a rischio la nostra salute, le produzioni agricole, le infrastrutture provocando danni al territorio e alle città. È urgente mettere in campo politiche strutturali, andando oltre la logica dell’emergenza, che agiscono sia sul fronte della decarbonizzazione sia su quello dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Le risorse ci sono, sono quelle del PNRR, che deve essere portato avanti con determinazione”.

“Alcune proposte concrete a cui credo molto: approvare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, attuare le Comunità Energetiche Rinnovabili (mancano ancora i decreti attuativi), lanciare un piano nazionale di efficientamento energetico per le scuole e l’edilizia popolare, realizzare le infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici, sostenere fiscalmente le imprese che fanno economia circolare, approvare le leggi sulla rigenerazione urbana e il consumo di suolo. Solo puntando con decisione sulle fonti di energia rinnovabili e su un nuovo modello di
sviluppo basato sull’economia circolare potremo vincere la sfida climatica, garantire un futuro alle giovani generazioni e avere un tessuto produttivo competitivo che possa garantire un lavoro qualificato e duraturo. Il Partito Democratico ci crede, mentre la destra italiana al Parlamento Europeo ha votato contro il Recovery Fund (e quindi il PNRR) e il Fit For 55 schierandosi per il nero fossile”.

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