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L'anniversario

Dai petroli ai lubrificanti green, i 50 anni della Bellini Spa: “Ora il mercato Usa” fotogallery

L'azienda di Zanica è gestita oggi dalla terza generazione, rappresentata da Marco, Stefano e Andrea Bellini che hanno raccolto il testimone da papà Alberto che racconta orgoglioso: "Felice di vedere che portino avanti i miei valori"

Zanica. Verrebbe da dire “50 anni e non sentirli”: perché la storia della Bellini Spa, azienda di Zanica specializzata nella tecnologia della lubrificazione, è quella di un’impresa che è stata sempre in grado di rinnovarsi e ringiovanirsi, seguendo e spesso anche anticipando i trend del mercato.

Oggi al timone c’è la terza generazione, quella rappresentata da Stefano, Marco e Andrea Bellini che hanno ereditato la guida da papà Alberto, esattamente come lui nel 1972 aveva preso il testimone dal padre Carlo.

Il traguardo è senza dubbio prestigioso ed è stato festeggiato, in forma ristretta e con una cerimonia senza eccessi, a fine giugno durante il consueto meeting aziendale: è stata l’occasione per ripercorrere alcuni dei momenti chiave della storia, ricordando aneddoti e valori sui quali si è sempre fondata l’attività della Bellini Spa.

Ne è sicuramente depositario Alberto Bellini, che oggi guarda con orgoglio sia alla trasformazione dell’azienda che al modo in cui i suoi figli la gestiscono: “La soddisfazione più grande – ammette – è vedere che i miei insegnamenti vengano portati avanti e trasmessi anche ai dipendenti. Competenza, trasparenza e rispetto delle persone: sono sempre stato abituato a lavorare così. Le faccio solo un esempio: tanti anni fa, appena dopo una consegna, mi accorsi che il processo di controllo qualità non era stato fatto nel modo adeguato. Così sono tornato dal cliente, portando già le due cisternette di ricambio e ammettendo l’errore: ho rischiato di perderlo per sempre per la leggerezza iniziale, ma poi l’onestà ha pagato e questo ci è sempre stato riconosciuto. Abbiamo sempre rappresentato una spalla per i nostri clienti, per la nostra capacità di consulenza. Ho sempre detto che noi non produciamo e vendiamo lubrificanti, ma serviamo clienti: questo è il principio che sta alla base di tutto”.

In sella all’azienda, come detto, Alberto Bellini era saltato nel 1972, al giro di boa dei 30 anni di attività: “Ero un giovane neolaureato e i miei genitori avevano un’attività di famiglia ‘Tutti derivati petroliferi’. Avevano iniziato con gasolio, petrolio lampante e poi anche una parte dedicata a lubrificanti che compravano e rivendevano. Erano arrivati a sviluppare tutta una rete di stazioni di servizio, quasi un centinaio tra le province di Bergamo, Brescia e Cremona. Nei primi anni ‘70 era subentrata una società americana che le acquistò e a quel punto i miei genitori mi chiesero se avessi interesse a continuare nell’azienda di famiglia, dove fino a quel momento non avevo mai lavorato: in quel periodo vidi possibili sviluppi soprattutto nei lubrificanti e così scelsi quella specializzazione. I fatti mi diedero ragione, visti gli shock petroliferi del 1972 e del 1978”.

Nasce così la “Petroli Bellini”, che inizia a trattare e produrre lubrificanti assecondando l’allora mercato di nicchia e continuando in parte a vendere gasolio alle aziende clienti che se ne servivano, come cave, movimento terra ed edilizia in generale.

La crescita costante dell’azienda in pochi anni rende il capannone cittadino in via Bartolomeo Bono 15 troppo piccolo, anche solo per questioni logistiche: così già nel 1993 Alberto Bellini acquista un terreno a Zanica, sul quale edifica un capannone e inizia a progettare il futuro, che troverà una sua concretizzazione a cavallo del nuovo secolo, con il trasferimento definitivo nella sede attuale di via don Milani 8.

Sono anni di profonda trasformazione: “Già a metà anni ‘90 mio figlio Stefano era entrato in azienda, iniziandone l’informatizzazione, seguita da un potenziamento del settore ricerca e sviluppo. Abbiamo investito parecchio anche sulla collaborazione di alcuni esperti nazionali ed europei, grazie ai quali siamo arrivati ai massimi livelli di conoscenza del settore. All’inizio ognuno dei 15 addetti doveva assolvere a più funzioni, tutte concentrate in poche persone: abbiamo sempre lavorato per ribaltare questa proporzione e oggi più addetti svolgono una stessa funzione. Ci siamo arrivati anche tramite momenti complicati”.

“Momenti” che rispondono alla data del 2008, la grande crisi che ha coinvolto senza distinzioni qualunque settore: “Era ottobre – racconta – Dall’oggi al domani ci siamo trovati a perdere il 40% del fatturato. Pensavamo fosse passeggera, ci era venuto persino il dubbio che i clienti avessero trovato altri fornitori: invece tutti ci dicevano di non avere lavoro. La situazione era drammatica, a gennaio la perdita aveva toccato il 60%: a quel ritmo saremmo stati costretti a chiudere a breve”.

E invece, come spesso accade, la crisi si è rivelata essere una grande opportunità: con coraggio la famiglia Bellini decide di scommettere su una strategia d’attacco per recuperare il passivo e tentare di salvare l’azienda.

“La scelta era tra il rischiare di perdere i clienti o perdere tutto – ricorda Alberto Bellini – Inevitabilmente abbiamo dovuto alzare i prezzi, ma i clienti ci hanno riconosciuto tutti l’aumento di marginalità e abbiamo superato la crisi. Ma non solo: questa svolta ci ha permesso di sviluppare ancora di più il settore di ricerca e sviluppo, fare investimenti e potenziare il laboratorio, in un’ottica di forte innovazione”.

È il periodo nel quale la Bellini Spa inizia a formulare prodotti a base biodegradabile che nel giro di pochi anni avranno una vera e propria esplosione, facendo dell’azienda bergamasca uno dei principali player del mercato: “Nel 2007-2008 abbiamo puntato con decisione su quelli, perché a parità di prezzo, se non più economici, garantivano prestazioni migliori e abbiamo provato a farlo capire anche ai nostri clienti”.

Oggi l’azienda si appresta a chiudere l’anno con un fatturato da 40 milioni (in crescita dai 36 del 2021) e un mercato in forte espansione: “Continuiamo a puntare sull’innovazione, ampliando la gamma e le applicazioni dei prodotti green che stanno avendo già una seconda vita – sottolinea l’attuale presidente e responsabile dell’area ricerca e sviluppo, produzione e acquisti Marco Bellini, che dirige l’azienda coi fratelli Stefano (area finanziaria) e Andrea (marketing e comunicazione) – C’è una forte attenzione ai temi ambientali e così anche le nostre aziende clienti vogliono essere sempre più sostenibili. Con un mercato europeo già ben avviato, e che per noi è quasi domestico, siamo vicini alla svolta per quello americano: recentemente abbiamo firmato un contratto di rivendita con gli Usa, individuando un partner strategico, sia commerciale che produttivo, che ci aiuterà ad approcciare il nuovo modello di business e inizialmente avvierà una produzione locale basata su nostra tecnologia”.

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