Le strategie

Atalanta, un attacco da definire tra dubbi, certezze e partenze mancate

Miranchuk sembrava sul mercato, invece no. Pinamonti sembra di nuovo un dubbio. E anche Muriel “potrebbe rimanere”. L’abbondanza è un bene?

Bergamo. La pianificazione di una squadra nel 2022 non si fa di certo per compartimenti stagni, ma per aree di ricerca sicuramente sì. In questo momento per l’Atalanta sembrano essercene quattro: la difesa, gli esterni, la mediana e l’attacco. E gli ultimi due hanno molti punti in comune.

Uno su tutti: i dubbi che a inizio agosto albergano ancora su molti elementi della rosa attuale. Remo Freuler potrebbe volare in Inghilterra, Per dirne uno. Ma anche Luis Muriel è uno dei nomi più chiacchierati — anche se alla presentazione del nuovo sponsor ‘Vedrai’, l’amministratore delegato nerazzurro Luca Percassi ha affermato che “per me rimarrà”.

La sensazione è che la rosa sia ancora in piena evoluzione ed è un’ipotesi avvalorata dalla vicenda di Aleksey Miranchuk al Torino, trattativa al momento ferma dopo che erano state programmate le visite mediche: “Abbiamo avuto una lunga conversazione col mister e ha chiesto di trattenerlo”.

I conti però non tornano, perché se è vero che tatticamente “Lookman non è legato a Miranchuk”, con l’inglese già ufficializzato giovedì sera, la questione liste li rende alternativi: c’è un solo posto, considerando anche Palomino. Quest’ultimo, a proposito, non sarà sostituito sul mercato, ma da Okoli e all’occorrenza Scalvini, seppur ultimamente molto più considerato a centrocampo.

Andrea Pinamonti occuperebbe slot nella lista degli italiani, quindi non sarebbe un problema, ma senza l’uscita di Muriel o di qualcun altro il suo inserimento come minutaggio sarebbe molto complicato: il giocatore potrebbe non essere così felice di essere solo la riserva di Zapata. 

Considerando Boga e Lookman in linea generale tatticamente l’uno alternativo all’altro, il discorso tende a complicarsi ancora di più. Più Malinovskyi, Pasalic e gli altri impiegati tra trequarti e reparto avanzato (compresi gli intoccabili Ederson e Koopmeiners). In fondo “l’Atalanta non ha venduto titolarissimi”.

Le certezze, paradossalmente, riguardano più i giocatori fuori dal progetto che quelli dentro. Luca Percassi ha confermato che Josip Ilicic non ha futuro in nerazzurro: “Ho parlato personalmente con lui e D’Amico, ha fatto tantissimo per l’Atalanta e ricevuto tantissimo. Forse è arrivato il momento giusto per prendere strade diverse”. Cambiaghi è ufficialmente dell’Empoli, Lammers potrebbe presto raggiugerlo. Uno per rilanciarsi e l’altro per affermarsi. Anche Cissé si accaserà al Pisa in prestito.

Insomma, è vero che la missione estiva è “potenziare la squadra”, ma “numericamente la rosa è a posto, quasi abbondante senza l’Europa”. E in un calcio che fa della continuità un caposaldo l’abbondanza non è necessariamente un bene. Vendere per comprare non sempre è una questione di soldi.

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