L'orco

Arrestato pedofilo, 30 anni, fidanzato, insospettabile: violenze sessuali virtuali su bambine

Sono 26 le bambine cadute nella sua trappola, identificate fino a ora dagli investigatori coordinati dal pm Giovanni Tarzia di Milano

Trent’anni, bella presenza, fidanzato e assunto con un lavoro stabile come impiegato. Di giorno era il classico bravo ragazzo, una persona tranquillizzante, quasi timida, mentre la sera si trasformava diventando un “predatore di bambine”, un “orco” del web che adescava le sue piccole vittime per compiere violenze sessuali virtuali.

La notizia è stata riportata dal quotidiano “Il Giorno”: questo giovane è “un insospettabile, come spesso succede” – dicono gli investigatori.

Alle vittime si presentava con l’identità di un 14enne e su WhatsApp aveva la foto di un ragazzino avvenente, così adescava le bimbe che, attratte dalla bellezza di questa immagine del profilo, cadevano in trappola. All’inizio ricambiavano cuori e baci, poi le conversazioni diventavano chat hot. Inviava loro messaggi di questo tipo: “Vedrai come sei più carina se ti spogli …”. “Sei bella, devi avere più fiducia in te stessa, mostrati nuda “. “Mi piaci tu, ti ho scelta fra tante ragazze, perché non fai sesso virtuale con me? Vedrai che dopo ti sentirai molto meglio, l’hai mai provata questa sensazione?”.

Le destinarie sono bambine di età compresa tra i 10 e i 13 anni: le ha scelte con abilità, puntando sul fatto che fossero piccole e inesperte. Si rivolgeva a loro con parole e modi giocosi fino a trascinarle in una torbida perversione. In totale, sono 26 le bambine cadute nella sua trappola, identificate fino a ora dagli investigatori coordinati dal pm Giovanni Tarzia, in un’inchiesta che ha preso il via dalla denuncia ai carabinieri della famiglia di una di queste bimbe che, dopo aver conosciuto l’uomo, si è mostrata fragile e turbata. Avvalendosi del supporto di uno psicologo, la piccola ha raccontato tutto, a cominciare da un rapporto intimo “virtuale“ che è valso al ragazzo l’accusa di violenza sessuale consumata virtualmente, ma reale per il codice penale. Nel suo account sono state trovate 177 foto dello stesso 14enne, cioè la sua identità da predatore, leggermente modificate, ma anche scatti delle vittime nude, che lo hanno portato in carcere con 40 capi di imputazione contestati. L’accusa è detenzione, cessione di materiale pedopornografico, produzione di materiale, tentativo di produzione e violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima, anche se avvenuta con mezzo “virtuale“.

Il 30enne è stato arrestato e messo ai domiciliari dal Riesame. Proprio in questi giorni il pm Tarzia ha fatto opposizione al Riesame, giustificando l’atto di opposizione con la gravità di lasciare un pedofilo a casa, da solo. Per il magistrato c’è il rischio che possa ripetere questi comportamenti, per questo chiede con urgenza il ripristino del carcere.

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