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La replica

Valnegra e il ‘no’ alla multa per chi discrimina i gay, il sindaco: “Inapplicabile, ecco perché”

Enzo Milesi difende la decisione di non aver inserito l’ammenda di 500 euro nella delibera sul contrasto alla discriminazione e alla violenza per motivi fondati sull’orientamento sessuale. “L’amministrazione delibera provvedimenti solo se è poi in grado di tenerli sotto controllo"

Valnegra. “L’ammenda di 500 euro a chi commette atti discriminatori fondati su orientamento sessuale o di genere? Non riusciremmo ad applicarla”. Così Enzo Milesi, sindaco di Valnegra, commenta la decisione di non inserire la parte relativa ad un’ammenda all’interno della delibera che prevedeva misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

Una delibera votata dalla maggioranza durante il consiglio comunale di venerdì 29 luglio, ma che ha registrato il ‘no’ del partito Gay LGBT+. Un’opposizione – quella del partito di Andrea Viscardi – mostrata proprio a causa della mancanza della sanzione nel testo definitivo: un taglio che, secondo il Partito Gay LGBT+, ha svuotato completamente la delibera. “Senza questo tipo di ammenda – ha detto Andrea Grassi, coordinatore del movimento LGBT+ – la gente può benissimo insultare, discriminare, come già succede in Italia, senza che gli accada nulla. La verità è che credo e crediamo che l’amministrazione comunale non abbia voluto prendere una posizione nei confronti di chi commette questi atti che noi continuiamo e continueremo a combattere”.

Una decisione, quella del Partito Gay LGBT+, che ha sorpreso il sindaco. “Sono rimasto stupito dalla loro scelta in consiglio comunale – controbatte Milesi -. Dalle parole di Grassi, sembra che le loro istanze siano osteggiate dalla maggioranza, quando invece è stata la maggioranza, in segno di vicinanza, a presentare la delibera proposta dal Partito Gay LGBT+. Abbiamo voluto appoggiare la loro mozione, dando un segnale politico, ma nei fatti la sanzione non può essere applicata. In un paese piccolo come Valnegra, non abbiamo una polizia locale così strutturata che possa, nei fatti, applicare le sanzioni. A livello di principio, l’amministrazione comunale delibera dei provvedimenti solo se risulta poi in grado di poterli tenere sotto controllo. Nel caso dell’ammenda, non riusciremmo ad applicarla”.

Nella delibera approvata, rimangono il ripudio alle azioni di propaganda di idee fondate sulla superiorità razziale, all’istigazione a delinquere e agli atti discriminatori e violenti per motivi razziali, etnici, religiosi o fondati sul sesso e sul genere. Nei fatti, poi, resta il riconoscimento della Giornata Mondiale contro l’omotransfobia del 17 maggio di ogni anno, quando l’amministrazione comunale potrà attivare iniziative di sensibilizzazione su tali temi in tutto il territorio di competenza.

La maggioranza prende dunque atto della decisione del Partito Gay LGBT+ (e di chi chiedeva, anche via social, un atto di coraggio) proseguendo comunque per la sua strada. “Abbiamo fatto ciò che ci è sembrato più giusto nei termini amministrativi” spiega ancora Milesi, che non sembra intenzionato a tornare sull’argomento.

La decisione rimane dunque quella di non proseguire verso una delibera ritenuta non applicabile, come successo anche in altri paesi e città italiane: finora, a livello nazionale, la delibera è stata approvata in otto comuni.

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