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Un omicidio che scosse la Bergamasca per  la sua atrocità. Cristina Mostosi: “Paola, finché avrò vita ti prometto che mi adopererò per dare voce a chi non ce l’ha più”

Un dolore senza fine. In occasione della data del suo compleanno, Cristina Mostosi ricorda la sorella Paola, sequestrata e strangolata da un camionista di Verdellino nel 2002, a soli 24 anni.

Un omicidio che scosse la Bergamasca per  la sua atrocità. La mattina del 26 marzo 2002 Paola, che abitava con i genitori a Torre Boldone, mentre percorre la A4a bordo della sua nuova Y10 per dirigersi al lavoro, poco prima del casello di Dalmine si trova davanti un camion che perde alcuni sassolini. Finiscono proprio sulla carrozzeria della sua vettura, alla quale tiene molto.

Imbufalita, la ragazza sorpassa il mezzo pesante e fa cenno all’autista di accostare. I due si fermano in una piazzola di sosta. Mentre stanno compilando la costatazione amichevole, l’autotrasportare, Roberto Paribello, mette le mani addosso alla ragazza. Lei va su tutte le furie e minaccia di denunciarlo. Allora l’uomo la afferra, la spinge sulla cabina del suo camion e la ammanetta.

Il 32enne riparte e prosegue la sua giornata di lavoro tra consegne e carichi di merce, come se nulla fosse. Per non sentire le urla della giovane, disperata, le infila in bocca alcuni stracci. La sera torna a casa dalla moglie e va a cena con lei, mente Paola è ancora sul camion legata. Infine la mattina si alza, la strangola e getta il suo cadavere in un torrente in secca nei pressi della centrale elettrica della Marne di Filago. Viene trovato solo un paio di giorni dopo da un contadino.

A distanza di vent’anni, la sorella Cristina ha ancora ben impressi quei momenti di raccapricciante dolore. Nel frattempo, i suoi genitori, Luigi e Lauretta, sono morti portandosi dietro quell’incubo. Cristina si aggrappa al loro pensiero e a quello di Paola, che il 25 luglio avrebbe festeggiato il compleanno: “Oggi avresti compiuto 45 anni – le parole di Cristina Mostosi in un post su Facebook – . È esattamente da 20 anni che sei stata rapita e poi assassinata da un uomo che manco conoscevi.

Da quasi 3 anni promuovo progetti per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza sulla donna. Purtroppo il numero delle donne vittime di femminicidio non è diminuito, anzi aumenta ogni anno.

Io sono solo una donna privata, per mano di un uomo violento e pericoloso, della propria sorella che amava infinitamente ma… Paola, finché avrò vita ti prometto che mi adopererò per dare voce a chi non ce l’ha più, cercando di offrire spunti di riflessione su temi che meritano l’attenzione di un pubblico sempre più ampio.

Paola, mi adopererò per fare conoscere l’importanza della prevenzione, cercherò di fare capire che la prima forma di violenza si annida nel linguaggio e negli atteggiamenti sessisti.

Buon compleanno mia Dolcezza”.