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Bergamo segreta

Sulle tracce del Romanino: la cappella di San Rocco e il Rinascimento a Villongo

Citata per la prima volta nel 1540 in occasione di una visita del vescovo di Bergamo, l'edificio sorse su un'area adibita in precedenza a camposanto con buona probabilità su volontà della famiglia Alessandri di Adrara

Un’opera d’arte spesso muta nel corso della propria esistenza: i fenomeni atmosferici, gli interventi umani e altri agenti esterni spesso modificano il suo aspetto, ponendo alcune difficoltà anche ad immaginare quale fosse l’aspetto originale.

Un caso emblematico è quello della Cappella di San Rocco, all’esterno della Chiesa Parrocchiale di Villongo San Filastro, divenuta celebre grazie agli affreschi di Girolamo di Romano detto “Il Romanino”.

Citata per la prima volta nel 1540 in occasione di una visita del vescovo di Bergamo, l’edificio sorse su un’area adibita in precedenza a camposanto con buona probabilità su volontà della famiglia Alessandri di Adrara.

La sua conformazione è tipica dell’epoca come dimostrato dalla pianta quadrata aperta su due lati con arcate a tutto sesto sorrette a loro volta da una colonna decorata con da motivi a foglia d’acanto così come nel capitello.

Altro aspetto che richiama al XVI secolo è senza dubbio la copertura composta da una volta ad ombrello su cui si imposta nella parte superiore un tetto a due falde, in quella inferiore una serie di affreschi realizzati nel 1526 dal Romanino e presenti anche lungo le pareti laterali.

Quest’ultimi raffigurano la Madonna con Bambino e i santi Rocco, Sebastiano, Girolamo e Filastro inseriti a loro volta in un paesaggio che presenta strutture architettoniche corrispondenti ad edifici e logge rinascimentali tipici della zona, accortezza spesso visibile nelle opere dell’artista bresciano.

Commissionati da una famiglia locale per una cappella cimiteriale, gli affreschi sono stati sottoposti più volte ad interventi di restauro nel Novecento sino al loro distacco avvenuto nel 1967 e al posizionamento prima nel vicino Battistero e poi in un locale appositamente costruito nella Casa Bondurri.

La ricollocazione degli affreschi non ha ridotto l’importanza della cappella che rimane un’importante testimonianza del lavoro compiuto dal Romanino nel pieno del Rinascimento lombardo.

Fonti

Albino Borgogna, Villongo : il nostro territorio e i ricordi del passato, Villongo, Amministrazione comunale di Villongo, 2001
Bruno Bellini, Villongo : appunti di storia, 1985
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