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L'intervista

Valoti: “Carenza di personale al 118? Non a Bergamo, dove sono operativi 75 medici”

Dal 2021 ad oggi inseriti 12 nuovi medici specializzati in emergenza urgenza e anestesia e rianimazione, che si alternano su 6 automediche e sull'elisoccorso

Bergamo. Sei automediche su tutta la provincia, 5 auto infermierizzate, un elisoccorso, settantacinque medici di emergenza territoriale, tra anestesisti rianimatori e specializzati in emergenza urgenza, infermieri, autisti soccorritori, tecnici del soccorso alpino e 4500 volontari iscritti alle varie associazioni che prestano servizio sulle ambulanze. Ma di fatto, quelli operativi sono circa 1500.

Questi i numeri del 118 di Bergamo, il braccio operativo territoriale dell’Areu, l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Regione Lombardia. Sono loro che intervengono quando chi ha bisogno di aiuto chiama il 112 per segnalare un’emergenza di tipo sanitario.

La Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, insieme alla Società italiana di medicina emergenza urgenza, denuncia una carenza di personale in questo delicatissimo settore, con conseguente sovraccarico di lavoro per chi è operativo.

Il dottor Oliviero Valoti, direttore del 118 di Bergamo, spiega che, fortunatamente, questa crisi nella nostra provincia non si sente particolarmente.

“Certo, le difficoltà ci sono anche qui – dichiara -, ma fortunatamente grazie ad una buona organizzazione il sistema regge bene”.

In Italia, tra nord e sud, esistono delle differenze: “Ad esempio in Puglia e in Sicilia quasi tutte le ambulanze sono dotate di medici, che sostengono corsi di formazione ma raramente sono specializzati in emergenza urgenza. Nelle regioni del centro nord vengono invece impiegati medici specializzati in anestesia e rianimazione che lavorano in ospedale in sala operatoria e terapia intensiva, e Meu, medici di emergenza urgenza che lavorano in pronto soccorso. Questo ci permette di tenere sotto controllo situazioni di difficoltà a livello di mancanza di personale”.

Certo il Covid non ha aiutato: numerosi interventi chirurgici sono stati rinviati per far fronte all’emergenza pandemica, quindi gli anestesiti rianimatori servono in sala operatoria. I medici di emergenza urgenza non sono molti perché le scuole di specializzazione sono state istituite pochi anni fa e, fino al 2019, erano a numero chiuso, vi potevano accedere attraverso un bando solamente in pochi.

Nel 2020 è stato emesso un provvedimento ministeriale che ha reso questi percorsi più accessibili “ma i medici che stanno frequentando il corso si stanno specializzando, quindi non sono ancora disponibili”, spiega Valoti.

Dal 2021 ad oggi a Bergamo sono stati inseriti 12 nuovi Meu e anestesisti rianimatori: “Con questi numeri riusciamo a garantire un servizio adeguato anche perché, nel caso di indisponibilità di auto mediche, dove è sempre presente un medico, possiamo utilizzare le auto infermierizzate sulle quali operano infermieri specializzati che possono eseguire alcuni atti su delega: in caso di emergenza queste figure sono in contatto con il medico presente 24 ore su 24 nella sala operativa che li guida a distanza”.

Il servizio è quindi costantemente garantito e, per il momento, non ci sono particolari criticità nemmeno nei mesi estivi con le ferie di mezzo: “Sempre sperando che nessuno si ammali di Covid”, conclude Valoti.

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