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Crisi idrica

Sarnico, livello del lago vicino al limite: “Mai visto così basso” fotogallery video

Giovedì sera l'Iseo è arrivato al 4,3% del suo riempimento e a -23,5 centimetri sotto lo zero idrometrico: di questo passo uscirà acqua solo per pochi giorni

Sarnico. Si potrebbe quasi ‘camminare’ sulle acque, ma stavolta la passerella di Christo non c’entra. “Se lo osserviamo dal ponte tra Sarnico e Paratico, il livello del lago è talmente basso che si potrebbe andare da una sponda all’altra camminando, senza dover nuotare”. Meglio evitare, ma l’immagine utilizzata dal sindaco di Sarnico, Giorgio Bertazzoli, è senz’altro più efficace dei tanti numeri che certificano la crisi idrica che affligge anche il lago d’Iseo, giovedì sera arrivato al 4,3% del suo riempimento e a -23,5 centimetri sotto lo zero idrometrico di Sarnico (lo scorso anno, di questi tempi, era a oltre 50 centimetri sopra).

“Non si può sempre usare il lago come fosse un catino per irrigare i campi a valle e nel bacino del Po’ tramite il fiume Oglio – sostiene Bertazzoli, preoccupato anche per le implicazioni sul turismo -. Anche noi abbiamo le nostre dinamiche: quando il livello del lago è così basso non è un bel vedere, per non parlare del riaffiorare delle alghe. Bisogna trovare un giusto compromesso: va bene tutelare gli agricoltori, ma sarebbe corretto non usare il lago come un catino di riserva. I bacini idroelettrici montani devono rilasciare un po’ d’acqua per far sì che la situazione non sprofondi anche qui”.

Se questi rilasci non arriveranno, è probabile che si tocchi presto il livello minimo concesso: -30 centimetri sotto lo zero idrometrico. Se non piove, si prevede di poter mantenere l’erogazione fino al 25 luglio e sarà quindi dipendente dagli afflussi provenienti da monte. “Viste le previsioni meteo, la richiesta d’acqua e lo stato dei bacini montani è facile prevedere che a breve raggiungeremo il limite inferiore di svaso – commenta Alessio Rinaldi, presidente dell’Autorità di bacino lacuale dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro -. La regolazione dei grandi Laghi è di competenza statale ed eventuali deroghe ai limite della concessione spettano a Regione Lombardia. Per quello che ci compete, abbiamo da tempo concordato interventi di consolidamento spondale, di dragaggio e di sfalcio delle macrofite acquatiche per contrastare gli effetti che la diminuzione dei livelli d’acqua, soprattutto nel basso Lago, causano alla navigazione e alla balneazione. Ma visto l’allarmante ripetersi di periodi siccitosi, è necessario programmare con la Regione interventi ancora più incisivi”.

“L’acqua serve all’uomo e alla produzione agricola, ma serve anche a mantenere la flora e la fauna del lago – osserva Dario Balotta, presidente di Legambiente Basso Sebino -. Bisogna certamente pensare all’uso civile e all’uso agricolo e industriale, ma anche al mantenimento dell’eco sistema: il rischio, altrimenti, è quello di aggravare lo stato di salute già precario del lago. Quel che serve – secondo Balotta – è un unico organismo per gestire il bacino idrografico della Pianura Padana, Sebino compreso, per evitare conflitti tra interessi diversi che penalizzano le condizioni di salute della risorsa acqua”. I precedenti non mancano, ma quando gli domandiamo se ha mai visto il lago d’Iseo così basso, Balotta risponde senza esitare : “Mai”. Concorda con lui il sindaco di Sarnico.

La situazione siccità continua ad essere critica in tutta la Lombardia e non se la passano bene nemmeno gli altri laghi: Maggiore, Como, Garda e Idro. Il presidente della Regione Attilio Fontana, insieme all’assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, Massimo Sertori, ha fatto il punto della situazione. “Le ultime riserve per l’agricoltura – ha detto – si stanno esaurendo e oltre il 25-30 luglio non possiamo andare. Per l’acqua potabile, grazie al cielo, la falda è ancora ricca e non abbiamo, per ora, preccupazioni”.

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