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L'intervista

Siccità, smog e catastrofi, Garattini: “La Terra malata nuoce alla salute dell’uomo”

Il presidente dell’istituto Mario Negri commenta le tante emergenze che stiamo attraversando, consigliando alcuni accorgimenti per tutelare la nostra salute

Il crollo del ghiacciaio della Marmolada ha colpito tutti. Quella tragedia ci ha mostrato che i ghiacciai sono più fragili di quanto pensassimo e ha drammaticamente riacceso l’attenzione sulla questione ambientale.

Stiamo vivendo, infatti, anche l’emergenza siccità con una crescente preoccupazione per la carenza di acqua e per lo stato di salute del nostro pianeta. L’uomo, che si trova alle prese con la pandemia da Covid-19, ne è parte integrante e il suo benessere è legato a quello dell’ecosistema. Abbiamo intervistato il professor Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’istituto Mario Negri, chiedendogli una riflessione sulle criticità che stiamo affrontando.

Dal dramma della Marmolada alla siccità, stiamo vivendo tante emergenze a livello ambientale. L’uomo fa parte di questo pianeta e, a sua volta, è alle prese con la pandemia da Covid-19: cosa sta succedendo?

Stiamo avendo a che fare con una serie di problemi che, certamente, in parte derivano dai nostri comportamenti. Non c’è dubbio che l’industrializzazione e l’eccessivo impiego di materiali, prodotti e sostanze che inquinano l’atmosfera abbia un impatto sugli uomini e comportino problematiche per la salute. Poi ci sono le questioni che riguardano il clima e, anche in questo caso, l’uomo ha contribuito con le sue azioni: dovremmo cominciare a fare quello che è possibile per diminuire l’inquinamento. In Italia, per esempio, ci sono 13 milioni di fumatori: molti di loro sono ambientalisti ma concorrono a inquinare l’atmosfera – attraverso il fumo – e il suolo gettando per terra i mozziconi. Il benessere dell’uomo è legato alla qualità dell’ecosistema: in parte subiamo e in parte contribuiamo a quello che succede nella natura. A questo complicato si somma la presenza del virus da Covid-19, che non accenna a diminuire, almeno per quanto riguarda la contagiosità.

Il numero dei casi è in aumento

Si, nonostante molte persone che fanno di mestiere gli indovini avessero detto che ad aprile tutto sarebbe stato in discesa, Omicron BA.5 sta avendo una notevole diffusione. È molto contagiosa, anche perché abbiamo diminuito l’attenzione a evitare i rischi. Il governo ha commesso un errore decidendo di liberalizzare tutto. Dovremmo continuare a indossare le mascherine nei luoghi di lavoro e non dovremmo permettere la formazione degli ammassamenti di persone ai concerti e a tanti eventi dove tutti urlano, cantano e gridano assieme. Significa invitare a nozze il virus, che può circolare liberamente e infettare molti.

Che cosa possiamo fare?

Serve cautela: bisogna richiamare l’attenzione di tutti a indossare le mascherine, a lavarsi frequentemente le mani, a disinfettarsi e a cercare di evitare gli assembramenti perché tutto questo non fa altro che aiutare il virus, che è molto contagioso. Sembra meno aggressivo, ma continuiamo ad avere morti e ricoveri in terapia intensiva. È necessario invitare alla prudenza: c’era chi pensava che la pandemia fosse finita e che il caldo riportasse tutto alla normalità, ma non è così. Succede perché tanti azzardano giudizi dimenticando che si tratta di un virus nuovo di cui non conosciamo a fondo tutti gli aspetti.

Ci spieghi

Se vogliamo essere efficaci dobbiamo immaginare il quadro peggiore, poi se la situazione risulterà migliore di quello che ci aspettiamo sarà tutto di guadagnato. Inoltre, dobbiamo ricordare che bisogna vaccinare tutto il mondo contro il Covid-19 perché finché ci saranno popolazioni in cui il virus può circolare, con la globalizzazione il contagio ritornerà anche da noi. Il rischio è che si possano generare varianti insensibili ai vaccini e, in questo caso, ne subiremmo le conseguenze. Effettuare la vaccinazione su scala mondiale è un imperativo, lo abbiamo già detto ma vale la pena di ripeterlo perché tutti ne parlano ma poi nessuno fa niente.

 

Silvio Garattini
Silvio Garattini, presidente e fondatore dell'istituto Mario Negri

 

Non conosciamo ancora quale sia stata l’origine del virus da Covid-19. L’inquinamento può averne favorito la diffusione?

Questo aspetto è poco noto. Sicuramente, però, l’inquinamento ha un impatto negativo sia sull’ambiente sia sull’uomo. Ad esempio, se i nostri polmoni sono lesi perché respiriamo sostanze tossiche, abbiamo un fattore di rischio per altre condizioni che possono determinare lesioni polmonari. C’è, quindi, un possibile sinergismo tra Covid-19 e inquinamento.

Secondo lei andrà sempre peggio?

Bisogna trovare un nuovo equilibrio. Essere prudenti ci aiuta a vivere meglio: se non siamo attenti e contraiamo l’infezione non ci resta che subire quello che succede. Considerando l’elevata contagiosità di Omicron BA.5, per stare meglio è utile fare dei sacrifici e rinunciare ad andare ai concerti di massa o nei luoghi dove ci sono assembramenti.

Più in generale, potrebbe darci qualche consiglio per adottare uno stile di vita sano?

Sappiamo cosa bisogna fare per tutelare la nostra salute. Innanzitutto si deve riscoprire una parola che abbiamo dimenticato, cioè la prevenzione. La maggior parte delle malattie non piove dal cielo ma scaturiscono da fumo, alcol, droghe e cattiva alimentazione. Il consiglio è quello di adottare una condotta alimentare varia e moderata, praticare esercizio fisico e prestare attenzione all’obesità, che costituisce un fattore di rischio per molte patologie. Inoltre, la nostra mente deve essere in continua attività dal punto di vista cognitivo e la durata del sonno deve essere adeguata a fornirci il giusto riposo. Sappiamo quello che dovremmo fare ma non lo facciamo e, per questo, la durata di vita sana è inferiore alla durata di vita globale.

In che senso?

Da noi in media la durata di vita generale è di 81 anni per gli uomini e 85 per le donne, mentre la durata di vita sana è di 75 anni per i primi e 77 anni per le seconde, quindi potremmo avere notevoli margini di miglioramento.

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