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Dal comune

Lovere, ordinanza anti-piccioni: per chi non la rispetta multa da 80 a 480 euro

Sporcano i marciapiedi, rovinano i monumenti e possono trasmettere malattie: per il sindaco Pennacchio sono diventati "un serio rischio di natura igienico-sanitaria"

Lovere. Come prendere “due piccioni con una fava”, anzi tre. Il primo cittadino di Lovere con la recente ordinanza “anti-piccioni” vuole evitare la trasmissione di malattie, che i marciapiedi si sporchino e i monumenti si rovinino.

Visto che “la presenza dei piccioni presenti allo stato libero nel territorio cittadino ha assunto proporzioni tali da costituire un serio rischio di natura igienico-sanitaria per il possibile pericolo di trasmissione all’uomo di malattie infettive e parassitarie, per il pericolo di danno a carico di edifici pubblici e privati, per il degrado dei monumenti nonché problemi di decoro urbano in relazione ad insudiciamenti di balconi e marciapiedi” e preso atto della “quotidiana abitudine di distribuire cibo ai piccioni aumentando, di fatto, in modo innaturale, la loro capacità di riproduzione, contribuendo così ad aggravare un fenomeno che può arrecare seri danni alla collettività” il sindaco Alex Pennacchio ha firmato un’ordinanza che dispone il “divieto di vendita di mangime e di alimentazione dei piccioni nel perimetro urbano, misure preventive contro la loro nidificazione e obbligo di pulizia delle superfici pubbliche”.

Al comune sono pervenute, nel corso del 2022, numerose segnalazioni per la formazione di guano, la sostanza prodotta dalla decomposizione degli escrementi degli uccelli, sui marciapiedi pubblici, in particolare nel centro storico, tali da rendere necessari interventi per migliorare le condizioni igienico-sanitarie; e all’amministrazione pubblica sono pervenute segnalazioni da parte della cittadinanza del fatto che numerosi cittadini alimentino volontariamente i piccioni.

L’ordinanza vieta espressamente di “depositare o gettare alimenti, scarti o avanzi di cibo ai colombi o ad altri animali selvatici su qualsiasi area pubblica o privata, onde evitare il loro richiamo, la loro permanenza e la loro proliferazione incontrollata”.

Ordina, inoltre, “a chiunque a qualsiasi titolo vanti diritti reali su immobili esposti alla nidificazione ed allo stazionamento dei piccioni, di provvedere a propria cura e spese e nel più breve tempo possibile, al risanamento e alla ripulitura periodica dei locali e degli anfratti nei quali i piccioni abbiano nidificato e depositato guano, nonché al risanamento e alla ripulitura delle aree eventualmente sottostanti, quali in particolare aree pubbliche o aperte al pubblico, strade e marciapiedi. Di provvedere, inoltre, “mediante apposizione di griglie o reti, all’immediata chiusura di tutte le aperture di areazione e di accessi attraverso i quali i piccioni possano ivi introdursi e trovare riparo o luogo per la nidificazione”; e, infine, “impedire la sosta abituale o permanente dei piccioni sui terrazzi e sui davanzali e nei cortili, applicando, laddove necessario, dissuasori in plastica non cruenti”.

Il sindaco chiude ricordando che “chiunque violi i disposti della presente ordinanza sarà soggetto al pagamento della sanzione amministrativa da 80 euro ad 480 euro”.

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