Consiglio comunale

Sì allo Ius Scholae, Gori: “Ci riguarda, a Bergamo 3700 studenti stranieri”

Lega e Bergamo Ideale si astengono: "No ad un ordine del giorno sulle difficoltà dei bergamaschi. La città ha altri problemi"

Bergamo. A latere della votazione del Pums, viene discusso l’ordine del giorno urgente presentato dalla maggioranza del consiglio comunale di Bergamo sul delicato tema dello Ius Scholae. Un testo accorato, che vede come primo firmatario il sindaco Giorgio Gori, che invita la politica romana non solo a prendere in esame l’argomento, e a farlo con una certa celerità, ma anche a sollecitare i parlamentari tutti per votare a favore di una legge in grado di garantire la cittadinanza agli studenti immigrati.

E la minoranza si astenie, e non senza polemiche, storcendo il naso non solo sull’argomento, ritenuto di carattere nazionale e fuori luogo per la sede della discussione, ma anche per la bocciatura dell’urgenza presentata con l’ordine del giorno di Enrico Facoetti, riferito al caro vita e al caro bollette. 

“Il senso è far emergere dai territori la condizione di migliaia di ragazzi che si devono sentire a pieno titolo italiani, come i loro coetanei. A Bergamo il 20% dei cittadini è straniera, 1 su 5. L’attuale legge sulla cittadinanza del 1992, di regola non prevede che le bambine e i bambini figli di genitori stranieri, nati in Italia o giunti nel nostro Paese, possano acquisire la cittadinanza italiana prima della maggiore età e che ciò significa, per bambini e bambine che hanno genitori stranieri e che sono nati o sono giunti in Italia da piccoli, dover vivere gli anni decisivi della crescita condividendo con i compagni di scuola tutti gli interessi, le passioni e l’attaccamento alla propria comunità locale senza essere considerati “italiani” a tutti gli effetti, a causa di una legge ormai superata nei fatti. Che peraltro trovo un testo che non favorisce la coesione e l’integrazione e, per certi versi, nemmeno la sicurezza”. E sono 588 i bambini che hanno ottenuto la cittadinanza italiana nel 2021 a Bergamo.

“Un proposta che segue quella dello Ius Soli, che a suo tempo poteva essere strumentalizzata e che, tra le obiezioni, vedeva appunto il fatto che la cittadinanza straniera andava accompagnata da un percorso di scolarizzazione e culturale. Ora, lo Ius Scholae va proprio verso quella direzione. La Lombardia, e anche Bergamo in particolare, è, da sempre, la prima regione per numero di alunni stranieri con oltre 224mila presenze (25,6% delle presenze totali in Italia). Sentirsi parte, accettati e voluti è un presupposto del vivere insieme e vorremmo che questo consiglio comunale desse il suo contributo per far sentire la propria voce”.

La polemica

Fratelli d’Italia, dopo la presa di posizione chiara dei giorni scorsi del suo capogruppo Andrea Tremaglia, sceglie l’astensione, come la Lega, trovando l’ordine del giorno “un mero pretesto, peraltro ideologico, che non credo debba essere discusso in questa sede, inopportuna, fatto in un momento in cui il Governo, in odore di elezioni, è in estrema difficoltà. Oltretutto in una serata in cui è stata bocciata l’urgenza di un ordine del giorno, quello di Enrico Facoetti, che invece aveva l’intenzione di discutere del caro bollette e delle difficoltà vissute dalle famiglie bergamasche. Quindi, a mio parere, l’urgenza è tutt’altro. Comunque, la posizione del mio partito è chiara, come quella della sinistra”.

Bergamo Ideale di Danilo Minuti si astiene: “Questa sollecitazione è la chiara dimostrazione che questa amministrazione è la più ideologica che abbiamo mai visto, che si voglia solo mettere in vista. Una posizione peraltro di serie B, che cela lo Ius Soli. Mi sembra il tentativo di lanciare dei messaggi in un contesto che non determina assolutamente il voto del Parlamento italiano.

Giacomo Stucchi, Lega: “Non è in cima alle priorità dei nostri cittadini, dopo di che il contenuto può essere discusso. Sollecitare il parlamento con un Governo che ha una maggioranza in sofferenza e precaria, non è la scelta più corretta per legiferare su temi decisamente più urgenti. Può darsi che andrà in Aula a settembre e farà la fine del DDL Zan perché al Senato non ha i numeri, ammesso che venga votato dalla Camera. E’ una vittoria di Pirro perché al Senato si arenerà. E la cosa peggiore è che noi illudiamo questi ragazzi che possa avvenire un cambiamento, mettendo, al contrario, una pietra tombale. Le cose vanno fatte se ci sono i  numeri: a cosa serve portare a casa la vittoria alla Camera? Non è questo il modo corretto di operare. Capisco le buone intenzioni anche se non condivido i concetti. Illudere le persone è la cosa peggiore che si possa fare”.

Francesca Riccardi, PD: “Questi bambini, che parlano perfettamente l’italiano, che siedono a fianco dei nostri. Siedono bambini che hanno respirato la nostra cultura e che si sentono italiani. L’integrazione non può passare se non dalla concessione della cittadinanza. Senza, si sentiranno discriminati. Porteranno nelle loro famiglie l’orgoglio di esserlo. Un bambino che ha la pagella con il bollo dello stato italiano non può considerarsi italiano”.

Oriana Ruzzini, Pd: “Il sindaco parlava del 20% di persone straniere. Io abito la Malpensata e siamo il quartiere più internazionale della città. In classe con mio figlio, in prima media, ci sono 5 persone italiane e tutte le altre sono straniere. Bambini che vanno al cinema, a scuola, ai laboratori, che parlano l’italiano molto meglio di me. Dico alla Lega che questi discorsi sono al di là del superato, siete ancorati ancora ai vecchi pregiudizi. Questi ragazzi fanno la scuola di cittadinanza in Italia, a Bergamo, ma non possono essere considerati italiani. E dico a Tremaglia che se il PD ha avuto mille problemi e divergenze sullo IUS Soli, non li ha avuti sul concetto degli italiani all’estero, tanto che il partito ha circoli in tutta Europa e non so se Fratelli d’Italia possa dire la stessa cosa”.

Il sindaco Gori rincara la dose: “Quest’ordine del giorno è rilevante non solo a livello nazionale, ma anche a Bergamo. In città ci sono 3700 minorenni che frequentano le nostre scuole, di cui il cui 90% nati qui, sono un pezzo della città. E al consigliere Ceci dico che mi asterrò dal voto rispetto al suo ordine del giorno collegato perché, se la discriminante, al Governo, per far approvare la legge fosse, secondo l’idea portata avanti di Forza Italia, di allungare il periodo scolastico da 5 a 8 anni, sarei disposto ad acconsentire, pur discostandomi dal pensiero del mio partito”.

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