L'intervista

Predore, ubriachi in barca e rissa sfiorata con il noleggiante: “Servono più controlli sul lago”

A denunciare la situazione è il titolare del cantiere Global Nautic, Luca Cristinelli: “Dopo il lockdown la situazione è peggiorata"

Predore. Barche sporche e danneggiate. Mozziconi di sigarette abbandonati. Residui di vino e birra dappertutto. Fino, purtroppo, a episodi di violenza scongiurati. È allarme sulle acque del lago d’Iseo dove la mancanza di rispetto di chi affitta le barche sta mettendo a rischio la sicurezza non soltanto dei noleggiatori, ma anche dei cittadini.

A denunciare la situazione è il titolare del cantiere Global Nautic di Predore, Luca Cristinelli, stanco dei ripetuti atti di irresponsabilità degli affittuari. L’ultimo, forse il più grave, è andato in scena domenica sera quando lo stesso Cristinelli è stato quasi aggredito da un cliente. “Una compagnia di ragazzi aveva rotto chiave e blocchetto di avviamento del motore e siamo andati a recuperarli. Quando gli abbiamo detto che gli avremmo dovuto trattenere parte della cauzione e che in totale avrebbero dovuto pagare 140 euro uno di questi, piuttosto su di giri, ci ha quasi presi a cazzotti”.

Episodi di inciviltà ne vedono praticamente ogni giorno e di ogni tipo. “Il sabato e la domenica gruppi di balordi noleggiano le barche, con l’unico scopo di andarsi a divertire ma purtroppo esagerando, tornando spesso completamente ubriachi. Giovedì scorso ho svuotato il bidone del vetro e domenica sera era già pieno. Lo scorso anno un mio dipendente ha subito un atto di razzismo da un turista ubriaco. I nostri lavoratori sono sempre a rischio. Non posso stare qui la domenica sera con i bodyguard come in discoteca. Chi è preposto ai controlli faccia qualcosa”.

La rabbia è tanta, al punto che Cristinelli ha pronta una lettera da inviare alle autorità, a cominciare dalla Prefettura di Bergamo. Perché i controlli, a giudicare dai numeri, sono del tutto insufficienti: sull’intero lago d’Iseo infatti sarebbe attiva una sola motovedetta, quella dei Carabinieri di Iseo.

“Lamentiamo la scarsità di sicurezza e di controlli. Ad oggi è operativa un’unica motovedetta che da sola non può coprire tutte le esigenze del lago. Per di più è attiva per un turno di sei ore giornaliere, quindi per gran parte della giornata il lago è scoperto. Per comprendere la situazione basta pensare agli anni dal 2011 al 2017, quando il servizio dell’arma era stato soppresso scatenando un vero far west con barche che circolavano senza assicurazione e dotazioni di sicurezza, o che navigavano a forte velocità al limite delle zone balneari. Per questo servono almeno due motovedette che presidino ogni giorno per 12/13 ore, perlomeno nella stagione estiva”.

Il rapporto tra barche presenti sulle acque del lago e pattuglie delle Forze dell’Ordine è a dir poco impressionante. “Soltanto noi in Global Nautic abbiamo una flotta di 30 barche a noleggio. Se si considera quelle degli altri cantieri e tutte quelle dei privati ogni weekend sul lago ci sono dalle 800 alle 900 barche. Domenica ce ne saranno state più di mille”.

La situazione è critica. Ma qualcosa in più si può fare, ad esempio ripristinare alcuni servizi già operativi in passato. “I controlli sulla navigazione e la sicurezza non possono essere demandati ai volontari, che pur facendo un egregio lavoro, non hanno l’autorità per intervenire e sanzionare episodi di questo genere. La provincia di Bergamo in questo momento è del tutto sprovvista di mezzi delle Forze dell’Ordine. A Lovere ce n’è uno dei Carabinieri che è fermo, non si sa per quale motivo. Negli ultimi due anni, da giugno a settembre, prestava servizio un mezzo della Guardia di Finanza ma quest’anno non si è ancora visto”.

Gli ultimi controlli seri, secondo il titolare della Global Nautic, risalgono a due anni fa. “Dal 2017 in poi, dopo Floating Piers, la situazione era migliorata. Nel 2020 con il presidio di Lovere erano stati effettuati alcol test con conseguente ritiro di alcune patenti. Poi più nulla”.

Un problema di controlli, ma secondo Cristinelli anche sociale. A suo dire c’è stato un netto peggioramento proprio nel 2020, in concomitanza con la pandemia. “Dopo il lockdown la cosa è peggiorata. I ragazzi hanno voglia di scatenarsi e prendono la barca pensando di andare a far baldoria in mezzo al lago. Ma in mezzo al lago non è come in strada dove puoi fermarti. In mezzo al lago, se ti succede qualcosa, anneghi”.

La responsabilità di quel che accade sulle acque ricade anche su di loro, i proprietari dei cantieri che affittano le barche. La paura è soprattutto che la superficialità di chi ne fa uso possa sfociare nel dramma. “Noi portiamo avanti l’attività di noleggio da 20 anni e vorremmo continuare a offrire questo servizio in tranquillità, concedendo ai turisti sia stranieri che locali di godersi le bellezze del nostro territorio. Se qualcuno ci rimane secco però la colpa è nostra. E andando avanti così può darsi che ci scappi il morto, com’è successo l’anno scorso sia sul Garda che sul lago di Como”.

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