Giorgio sonzogni

Alpini a Rimini, chiesta l’archiviazione del caso molestie: “Mai dato peso alla vicenda”

Il presidente della Sezione di Bergamo: "Danno d'immagine? Non c'è. Per me è stato un incidente di percorso che non sposta una virgola"

“Personalmente non ho mai dato peso alla cosa, ma non posso che accogliere positivamente la notizia: prova l’infondatezza e la stupidità del clamore mediatico che qualcuno ha messo in piedi ad arte”.

È l’opinione di Giorgio Sonzogni, presidente della Sezione Alpini di Bergamo, nel commentare la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Rimini del fascicolo d’indagine sulle presunte molestie all’Adunata dello scorso maggio, quando in Riviera arrivarono oltre 90 mila alpini, circa 4 mila da Bergamo.

Il caso era diventato nazionale. “Danno d’immagine? Non c’è stato – sostiene Sonzogni -. Chi voleva bene agli Alpini, continua a volergli bene. Per me questo è stato un incidente di percorso che non sposta una virgola”.

L’esposto era stato presentato da una ragazza di 25 anni. Alla base della richiesta della procura ci sarebbe la non identificazione, a due mesi dai fatti, dei presunti autori delle molestie. Un’identificazione resa difficile sia per la presenza numerosa di persone nello stesso luogo, sia per la copertura solo parziale delle telecamere di sorveglianza della zona.

Inoltre l’unica testimone oculare – l’amica della giovane – non sarebbe stata in grado di riferire particolari utili all’identificazione degli autori delle molestie e così pure la vittima. Secondo quanto denunciato dalla ragazza ai carabinieri immediatamente dopo i fatti e poi con denuncia querela presentata tramite legale, mentre si trovava a passare attraverso un gruppo di alpini sarebbe stata strattonata e attirata verso un gruppo di uomini con frasi sessualmente allusive, il cosiddetto ‘catcalling’.

Il reato per cui la Procura ha indagato è quello di molestie. La ragazza aveva denunciato questo comportamento, a suo dire scorretto, anche attraverso i social. Il suo appello era stato poi raccolto dall’associazione di donne ‘Non una di meno’ di Rimini, che aveva raccontato di centinaia di segnalazioni simili. Ora sulla richiesta di archiviazione si pronuncerà il giudice per le indagini preliminari.

“Più attenzione in futuro per evitare che si ripetano casi simili? L’associazione continuerà ad invitare gli Alpini a comportarsi da galantuomini e cittadini che sanno stare al mondo”, taglia corto Sonzogni. Intanto, il movimento “Non una di meno” rilancia e contrattacca, facendo sapere che depositerà una denuncia cumulativa. “Sappiamo benissimo che gli autori delle molestie sarebbero stati difficilmente identificabili, anche per la totale mancanza di presidi di vigilanza e contro la violenza di genere durante l’evento che ha reso impossibile la tardiva individuazione dei responsabili – commentano dall’associazione – ed è il motivo che disincentiva molte delle donne dal denunciare gli episodi di violenza subita”.

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